Referendum, perché secondo me Zaia e Maroni hanno ragione

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di MARIO DI MAIO – Leggo sempre con estrema attenzione gli articoli di Enzo Trentin su ” lindipendenzanuova.com” in materia di autodeterminazione per tutto quello che insegna e come lo spiega.

Trovo, ad esempio interessantissima la citazione di Mortati a proposito dell’assurdita’ giuridico-costituzionale del referendum “consultivo”.
Detto questo a costo di apparire schizofrenico preciso che, nonostante il costo e l’efficacia dubbia dell’ “operazione referendum, ritengo che vada portata a termine.
Infatti il peggioramento culturale economico e morale provocato dai governi degli ultimi 5 anni, potenziato dall’ invasione dei clandestini che ha azzerato l’ utopistica “coesione territoriale” stanno facendo emergere sul territorio inaspettate opzioni fasciste e rinnovate simpatie pentastellate .
Ovviamente i referendum non ricondurranno attivisti e militanti leghisti all’indipendentismo ma servono a coinvolgere “gli altri” in “qualcosa di leghista” e permettono di organizzare una grossa campagna anticentralista che dovrebbe interessare molto ciascuno di noi.
Certo, non dobbiamo sparare balle spaziali perche’ ne’ Milano ne’ Venezia diventerebbero autonome come Bolzano, ma la promozione di un potere locale “reale” e’ possibile.
La “riconversione” dei leghisti all’indipendentismo vero e’ comunque affidata a “Il grande Nord” che preliminarmente dovrebbe unificare la galassia indipendentista padana a partire dal lombardo-veneto.
Dopo di che sara’ piu’ facile elaborare un progetto politico valido partendo dalla coscienza identitaria condivisa, primo obiettivo ineludibile, come ripetutamente dimostrato da Trentin.
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3 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Sono d’accordo con il redattore e condivido anche il suo disincantato ottimismo.
    Un amico mi ha di recente risposto sbuffando che non andrà a votare al referendum,
    perché lui va solo alle votazioni che contano.
    La considero una delle migliori battute degli ultimi anni.

  2. luigi bandiera says:

    Dato che costa, spendiamo il nostro denaro ed il nostro tempo per dare quel segnale che in certi ambienti temono.
    Per fino le cartelle elettorali non fanno usare (che risparmio ci sara’ per quel timbro mancato?).
    Si comprende che noi abbiamo un NEMICO: e della democrazia e del popolo veneto.
    Le scuse, anche buone, non servono piu’: si va a votare e magari anche SI. Ma varda cio’… voto SI.
    Dopo ce la racconteremo se qua e se la’.
    Diamo il via all’AUTODETERMINAZIONE: e’ l’italia che non ci vuole, che ci spinge da quella parte, con tutti i maltrattamenti che ci infligge..?
    Corajo toxe e toxati…

    • caterina says:

      sì, andiamo pure a votare, chi se la sente ancora di farlo… quanto all’AUTODETERMINAZIONE, ricordiamoci che l’abbiamo già esercitata nel referendum autogestito. cioè nato dal popolo e non dai politici in carica, nella primavera del 2014 con risultati eclatanti: oltre il novanta per cento del 64 per cento che ha votato ha detto SI all’INDIPENDENZA…e su questa linea si sta andando avanti con lena fino alla nostra libertà piena e concreta… io intanto ho già in tasca la carta d’identità della Repubblica Veneta e fin che a qualsiasi seggio non la potrò usare non voterò più, caschi il mondo…non abbiamo mica giocato, e ce lo siamo finanziato noi Popolo Veneto quel Referendum che conta, come molti stati esteri hanno già riconosciuto… ovvio che chi è in politica oggi cerca di starci più che può… ma anche per loro il tempo sta per finire… Votate pure se vi sentite meglio, e non rimaneteci male se poi vi diranno da Roma che non cambia niente…

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