Referendum per l’indipendenza: le condizioni di proLombardia

di GIANNI ROVERSI*

Il 24 e 25 febbraio si voterà per il rinnovo della Giunta di Palazzo Lombardia. Purtroppo, il precipitare degli eventi riferiti alla scorsa Giunta, sommato ad una legge elettorale scritta per favorire gli attuali partiti già presenti, non hanno permesso la presenza di una nostra lista dichiaratamente indipendentista. Questo non vuol dire, ovviamente, farsi sfuggire l’opportunità di inserire nell’agenda politica elettorale lombarda la nostra tematica principale: la piena sovranità del popolo lombardo su qualsiasi istituzione, italiana e non. Abbiamo quindi stilato un programma in otto punti che presenteremo ai lombardi in incontri dedicati, discutendone con i candidati alle prossime elezioni regionali. Chi di questi candidati sottoscriverà le nostre proposte avrà la nostra piena collaborazione per portare queste tematiche all’attenzione della prossima Giunta di Palazzo Lombardia, non importa in quale banco siederà, maggioranza od opposizione.

Ecco quindi i nostri 8 punti, con una piccola spiegazione:

1. Referendum per l’indipendenza – Primo e imprescindibile punto delle richieste che il nostro movimento porrà ai candidati: riteniamo fermamente che la Lombardia sia del tutto degna di essere uno Stato proprio, e quantomeno i lombardi son degni di poter decidere liberamente del proprio destino, senza “dogmi” e senza restrizioni di sorta. La nuova Giunta deve quindi dare loro la possibilità di potersi esprimere in un apposito referendum da tenersi prima della scadenza elettorale della stessa, istituzionalizzando immediatamente decisa la data, un Comitato per il “Sì” e uno per il “No” alla prossima consultazione.

2. Democrazia diretta e civiltà comunale – Una delle peculiarità della Lombardia è l’essere nata da un patto civico tra liberi Comuni, l’istituzione più vicina ai bisogni di ogni cittadino; da più di centocinquanta anni a questa parte, l’istituzione comunale ha subìto gravissime mutilazioni e limitazioni, e il potere politico è stato completamente assorbito da istituzioni lontane, spesso antidemocratiche. Vi è quindi la necessità che l’attuale istituzione che si fregia del nome di “Lombardia” debba quantomeno farsi garante dei bisogni e dell’autonomia dei propri Comuni, non indugiando a prendere le loro difese da qualsiasi altra istituzione extra-lombarda. Per una corretta istituzione degli strumenti cardine della democrazia diretta, inoltre, la stessa Giunta dovrà creare tramite un ente di coordinamento per tutti i Comuni che li intenderanno inserire correttamente nel proprio Statuto.

3. Lombardia in Europa e nel mondo – La Lombardia è degna di essere Stato, ma il lavoro di darle adeguata pubblicità a livello mondiale non deve necessariamente attendere la dichiarazione di indipendenza, specialmente visto l’evento EXPO 2015 alle porte. Ricerca di nuovi investitori internazionali e di nuovi turisti non devono far dimenticare l’importante processo di autodeterminazione di molti Popoli senza Stato attualmente in corso in Europa e non, ponendo la Lombardia come prossimo interlocutore e ospite in tutti questi ambiti.

4. Più energia alla Lombardia – Le nostre imprese e i nostri consumatori devono purtroppo pagare un prezzo abnorme per l’approvvigionamento di energia. Essendo una tematica di importanza vitale per l’economia e per il consumo privato, la prossima Giunta deve farsi parte attiva e propositiva di iniziative volte a favorire la ricerca della soluzione di questo problema.

5. Più sicurezza alla Lombardia – Con il termine “sicurezza” non si vuole indicare una militarizzazione forzata del territorio lombardo, vi sono molte variabili da considerare e problemi da affrontare: per esempio il problema dei Vigili del Fuoco, costretti ad operare sotto organico grazie al metodo di arruolamento su base italiana e con mezzi inadeguati (non a caso i reparti meglio organizzati si trovano in Valle d’Aosta e in Sudtirol, dove il Corpo è organizzato autonomamente da quello italiano). Imprescindibile, inoltre, la lotta alle organizzazioni criminali italiane, istituendo una Commissione permanente che vigili anche sull’operato della stessa Giunta.

6. Trasporti e mobilità – La Lombardia è da sempre terra di produzione e commercio; per rispettare questo ruolo sono necessarie infrastrutture adeguate ma che rispettino nel contempo il nostro patrimonio ecologico. Nessun progetto di nuova autostrada, per esempio, dovrebbe venir approvato senza una consultazione popolare in merito, esattamente come succede nella vicina Confederazione Elvetica.

7. Lotta alla tassazione italiana e più lavoro per la Lombardia – In tutti gli indicatori economici viene evidenziato l’assurdo peso della tassazione italiana sull’economia lombarda e sui cittadini. Posto che la vera e propria liberazione da queste imposizioni fiscali si potrà unicamente avere ad indipendenza ottenuta, la Giunta deve comunque lavorare per la sopravvivenza delle imprese che decidono di operare nonostante tutto in Lombardia, e di quei lombardi che ci lavorano e vivono.

8. Cultura, identità, istruzione – Cosa sarebbe della Lombardia se tenesse nascosto i propri patrimoni, come il Duomo di Milano o la Piazza Ducale di Vigevano? Perché quindi tenere nascosti anche quei patrimoni ancora poco conosciuti come la propria lingua e la propria storica bandiera? L’azione della Giunta si deve spostare verso la valorizzazione di quello che lo Stato italiano ha negli anni nascosto e spesso boicottato.

Forza, lombardi, facciamo insieme il primo passo per cambiare davvero strada!

*proLombardia Indipendenza

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8 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Alla faccia dell’ Italia unita o unità d’ Italia come preferite da come si vede dalla quantita dei simboli in circolazione sembra che ogni cittadino abbia il suo pertanto mi sa tanto che queste persone abbiano grossi problemi di tempo libero e cosi decidono di fondare un partito o movimento famigliare. Adesso chiedo quando uno decide di fondare un movimento o partito deve prima dire quante persone sono in famiglia e sopratutto quante di queste voterebbero per lui perchè è anche possibile che non raccolga nemmeno tutti i voti di famiglia.

  2. Tere says:

    Intanto si vota Maroni poi cominceremo a sognare altro

  3. wow says:

    Invece di fantasticare su ciò che più ci piacerebbe, pernsiamo a votare il MARONI . mica vorrete regalare la Lombardia al povero Ambrosoli e ai suoi poveri poverini arancioni, rossi e democristiani

  4. Druido Lombardo says:

    COMPLIMENTI PRO LOMBARDIA!!!

  5. Miki says:

    Ce n’è ancora per molto con ste liste patacca o son finite? Comunque io voto il Super Nord Megautonomista. Programma semplice e chiaro: i soldi rimangono sul territorio. TUTTI: anche i fondi fas che tanto al sud son sprecati. E col nostro 0,06 % ci riapproprieremo di ciò che è nostro,da Parenzo (nel senso dell’isola) all’Abissinia tutta.
    Ecchè stufida…

    • joe says:

      Tanto più che questo sig. Giovanni Roversi era il responsabile per la Statale della Comunità Antagonista “Padana” del Seveso, ex leader della destra TRICOLORE in Cattolica.
      Da quando tutti si definiscono indipendentisti tale parola ha ormai perso ogni senso.

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