Referendum per l’autonomia. Ora tutti dicono sì! Sfruttiamo la paura del partiti di perdere il treno

lombardia-sventola-10di GIUSEPPE LONGHIN – Referendum Autonomia? Sfruttiamo il cadreghismo politico a nostro vantaggio. Non lasciamoci scappare l’occasione, prendiamo per una volta noi in giro la politica adesso che la politica ha trovato, con il solito opportunismo, una “trasversalità” in stile Catalogna riguardo il SI al referendum del 22 ottobre prossimo. Nella seduta del consiglio regionale del febbraio 2015 votarono infatti 58 consiglieri per il SI e 20 per il NO. Rischiò il linciaggio l’unico consigliiere del PD che votò, probabilmente sbagliando, unito al centrodestra. Tuttavia oggi non solo quel consigliere, ma tutto il PD, o per lo meno alcuni loro sindaci tra i più rappresentativi come i primi cittadini di Milano, Bergamo e Varese hanno dichiarato che voteranno SI e costituiranno a breve anche comitati in appoggio. Una mancanza di coerenza probabilmente dovuta alle disastrose ultime amministrative. Un voltafaccia ai propri elettori, classico della politica 3.0 e dei partiti liquidi che radunano migliaia di “mi piace” in un post e non scendono più in piazza evitando ogni confronto. Cosa fare? Questa volta approfittiamo dell’incoerenza, non evidenziamola ed anzi divulghiamo la notizia, rendiamola virale: tutti i partiti vogliono chiedere più autonomia. Non personalizziamo il referendum come fece Renzi. Per una volta non critichiamo la sinistra perché di destra o viceversa, facciamo squadra. Milioni al voto e milioni per il SI, così da rendere meno probabile lo sfottò di Roma. A cose fatte e ottenute ci ricorderemo, se saranno ancora in vita, dei politici voltagabbana e li ripagheremo con la loro moneta: l’indifferenza.

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2 Comments

  1. caterina says:

    un referendum sull’autonomia che parte come un sondaggio di opinione per farselo permettere da Roma come può essere allettante per chi è chiamato a votare? Se già in partenza sarebbe un’autonomia che esclude ogni conseguenza di natura economica, a che cosa serve?
    Non occorre un referendum per definirsi lombardi veneti toscani o calabresi… manca la sostanza perché valga la pena di votare…una presa per i fondelli che inoltre grava per un sacco di milioni sulle casse delle rispettive regioni…
    I politici che siedono nelle regioni imitino i loro corrispettivi Catalani che non si aspettano il permesso da Madrid e non fanno finta di far qualcosa per fare un po’ di fumo… i nostri, tutti con la coda fra le gambe a scambiare autonomia per indipendenza… per carità! non bisogna correre il rischio di essere defenestrati… la loro poltrona è salva!

  2. Orazio says:

    Domanda chi comanda la moneta?
    Dopo questo nuovo paradigma, che potrebbe essere interessante… vorrei una risposta.
    Come sollecito nuovamente una risposta al VS. PROGRAMMA ELETTORALE.
    Grazie

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