Referendum lombardo: gioco di squadra indipendentista, ma non per i partiti

di GIULIO ARRIGHINICatalognaLombardiaVerticale

Nella risposta di Alex Storti e di Fabrizio Comencini all’appello dell’amico  Moltifiori,  rispetto alla necessità di una confederazione delle forze autonomiste indipendentiste,  si riscontra il realismo e la stanchezza  di chi, in anni per alcuni, in decenni  per altri, ha fatto i conti con le fatiche e i fallimenti della realizzazione di tale obiettivo.  Una condizione alla quale mi associo con facilità.

Dobbiamo riconoscere che individualismo, competizione, spocchia,  e l’elenco di parecchi vizi capitali albergano nel mondo autonomista indipendentista forse più che in altre realtà.

Per quanto ci riguarda possiamo dire di aver  conosciuto le figure più varie dell’indipendentismo.

1) Quello che è più indipendentista degli altri, il detentore della patente indipendentista.

2)  Il sedicente intellettuale indipendentista per cui tutti gli altri sono degli sciocchi.

3) L’indipendentista liberista che prima è liberista poi indipendentista.

4) L’indipendentista che predica l’antipolitica e  detesta  chi riveste o ha rivestito una carica  istituzionale da  indipendentista,

5) L’ex deputato  o ministro autonomista convinto di essere una celebrità, troppo autorevole per aderire ad un movimento autonomista,  meglio un partito strutturato, che offra maggiori garanzie (per lui).

6) Gli indipendentisti che costituiscono i comitati, al cui interno, spesso, si articolano le stesse dinamiche degli  odiati  partiti.

Tutte queste figure, e altre che potremmo aggiungere, sembrano essere  accomunate da un solo unico obiettivo:  coltivare il proprio narcisismo, delegittimare chi gli è politicamente più vicino.  Solitamente,  sono i primi a vendersi.

Tali inclinazioni non sono venute meno neppure in movimenti poco rappresentativi in termini di potere, anzi, sembrerebbe di poter dire il contrario. Ce ne sarebbe abbastanza, dopo anni, per poter dire basta e occuparsi di altro.

Rimangono tuttavia,  la sofferenza e direi il bisogno di difendere come si può la nostra  terra. Un bisogno che per alcuni di noi è insopprimibile, innato, che ci fa andare avanti nonostante tutto. Ci sono  delle speranze, legate alle tante persone intelligenti,  trasparenti, capaci, portatrici di esperienze,  mosse da un idealismo concreto privo di troppi “distinguo” e soprattutto in buonafede.  Per questo rispondiamo positivamente alla proposta di Alex Storti e del suo Movimento, Avanti!

Quando il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni,  fece approvare al Consiglio Regionale il referendum sull’autonomia,  in quella circostanza,  dichiarammo “che avremmo lasciato  solo il PD ad esprimersi contro il Referendum Lombardo sull’autonomia”, a voler dire cioè che non avevamo e non abbiamo alcuna riserva su una iniziativa rispetto alla quale, al di là dell’esito, non ci sfugge la valenza politica. Tuttavia rimangono da chiarire le posizioni   dei promotori dell’esercizio referendario rispetto ad un nostro sostegno. Una disponibilità che potrebbe non essere cosi  scontata.

 

 

 

 

 

 

 

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6 Comments

  1. mailander says:

    Stefania: dovresti anche dirci quale sarebbe ‘sto rischio.
    Perche’ noi non lo vediamo.
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    Anzi, di regola “il formaggio a-gratis lo si trova soltanto nelle trappole per topi” dice uno dei nostri antichi prowerbis: e la trappola evidente e’ che il gioco serve proprio non per invalidare l’annessione ma per perfezionarla a posteriori inventando una legittimazione referendaria….. che fin’ora non gli abbiamo mai dato, nonostante i salti mortali leghisti.
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    Quale rischio correrebbe un referendum dove la premessa di Storti sarebbe (anzi lo e’ esattamente per sua dichiarazione) che il Pirellone oppure la Reggione fa lo stesso e’ la “massima entità giuridica comunitaria lombarda ….. la cui autorità legale non è in discussione di fronte ad alcuno” (?!) veramente non avete la piu’ pallida idea di checcosa sia un governo legittimo.
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    Eccome se e’ in discussione: fin dal momento della annessione e possiamo documentarlo a iosa.
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    Ci dica il sig. Storti cosa sia in discussione quaggiu’ se non la presunta autorita’ d’un governo alieno che pure usurpa i poteri che spetterebbero al (nostro istesso) popolo: evidentemente il sig. Storti NON parla a nome di alcun movimento di resistenza o di liberazione nazionale della Lombardia….. ne’ tantomeno d’un partito che ne facesse lontanissimamente le veci. E’ tagliato fuori.
    .
    Stiamo forse ancora giocando al Parlatojo Padanico per caso?
    .
    Arrighini ha fatto un’ispezione puntuale del tipo di collaboratori che si riesce a raccattare con quegli argomenti: non avevamo dubbi, ma se il pensatore ci ha azzeccato dovrebbe anche dire cosa intravede al di la’ della fogna.
    .
    Come anche lui alla fine lascia intendere: ben pochi han voglia di parlarne.
    .
    Difatti: cosa ci interessa di accodarci all’ennesima tripletta di caporali seppoi non possiamo nemmeno discuterne gli ordini? Siamo sicuri che Millefiori e Comencini hanno l’anzianita’ per diriger la chiacchera?
    .
    Abbiamo mai visto (?) sul muro d’una riugnone qualsiasi tabella su cui i partecipanti abbiano scritto:
    (1) nome cognome luogo data di nascita del papa’ e della mamma’
    (2) nome cognome luogo data di nascita suo di se’
    (3) sua anzianita’ in una qualsiasi attivita’ vagamente autonomista
    .
    Ho lasciato fuori dai “caporali” il Roberto per un motivo evidente: la volta che siamo riusciti a sbatterne uno in galera per l’indipendenza della Lombardia (o di Lambrate fa lo stesso) ….. e lo tenete in frigoriferooo?
    .
    (svengo)

    • Stefania says:

      Quanta agitazione per un referendum! Paura di sapere cosa pensa il popolo, nel bene e nel male?

      • mailander says:

        Popolo? Quale popolo? Quale popolo ha chiesto i referendum?
        .
        Non esiste la parola “popolo” nel mio commento precedente: dove state dirottando le mie parole?
        .
        Sono i vari partiti a voler fare i referendum: il popolo vuole risultati, vuole la pappa pronta, vuole farla finita, non vuole chiacchere, li sta odiando i partiti, ormai lo sa’ benissimo quanto costano in tempo e denaro i referendi, e ormai lo sa’ benissimo che servono a un fico.
        .
        Di regola sono i partiti a fingere di non saperlo e a farli fare i referendum: un tornaconto ce l’avranno.
        .
        E non mi piace la tua risposta: non risponde non commenta e quindi nega e mette sotto silenzio quel che dico. E devi ancora spiegare il “chi non risica non rosica” cioe’ quale rischio (?) e cosa (ma soprattutto chi) rosica?
        .
        Abbiamo gia’ visto mille voltafaccia.
        .
        Poi posso aver paura del popolo oppure del temporale o della polizia stradale o del plotone di esecuzione oppure degli autobus….. e allora?
        .
        Cosa dovrebbe eccitare la tua domanda? A chi giova citarmi la paura?
        .
        E quale popolo farete votare a questo referendum?
        .
        Volete far credere al sottoscritto che farete votare il popolo lombardo?
        .
        Non ci credo. Non siete capaci di far votare il popolo lombardo.
        .
        Farete votare “quisque de populo” eppoi ci verrete a dire che abbiamo votato: anzi molto peggio direte che “i lombardi” hanno votato.
        .
        Ciofeca, vista mille volte.
        .
        Storicamente un qualsiasi presunto movimento di resistenza o di chiacchera liberatoria non fa’ mai votare nessuno: pretende gia’ di essere esso stesso l’interprete genuino del “suo” popolo. E non ammette “interrogazione” o intrusione da parte dei terzi. Non ammette dubbi di sorta dai terzi.
        .
        Mi pare che quei che si agitano per il referendum sian piuttosto quei che fanno i banchetti, le conferenze, gli articoli di giornale, i comitati elettorali, le pagine elettroniche e molto altro oramai da mesi e mesi e pure ignorati dal “loro” stesso popolo….. oramai smaliziato
        .
        …..e noi li commentiamo: quale sarebbe la nostra “agitazione” di grazia? credo che dar dell’agitato alle quattro righe d’un commentatore la dica lunga su quel che dice il commentatore….. ma anche su quel che dicono gli agitatori.
        .
        Avete pubblicato piu’ di un articolo sull’argomento e noi cosa dovremmo fare: i sacchi di patate?
        .
        Piu’ chiaro di così si muore: mi stai avvertendo che non sono politicamente corretto?
        .
        Ovvero che (se ci sara’ una prossima volta) devo stare molto attento: gli Oracoli (e gli Dei sulla Terra) non si discutono.
        .
        Ne siamo certi: gli ultimi trentanni sono stati illuminanti. Un vero spettacolo. E non accenna a cambiare.
        .
        D’Abbozzi in giu’ …..oppure in su’ fa lo stesso.

  2. Marco says:

    Fate troppo ridere. Di quale referendum parlate? Quello che chiede “nel quadro dell’unità nazionale”, “all’interno della Costituzione” per gli “ambiti previsti dalla Costituzione” chiede se per favore, se non disturbiamo troppo, di concedere…. Vero, fate troppo rodere.

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