Referendum / Lombardia e Veneto vogliono l’autonomia. Per i soldi, non per la cultura e la scuola. Assenti a Francoforte al Salone del Libro

salone librodi STEFANIA PIAZZO – Autonomia rispetto a Roma. Ma indipendenti rispetto alla cultura, che si traduce in assenti. Perché né la Regione Lombardia né la Regione Veneto, ci risultavano presenti con i loro istituti e le loro fondazioni culturali al più importante evento – culturale ovviamente – europeo, se non mondiale, che è il salone del libro di Francoforte. Che è un po’ come dire: ci interessano i soldi, con l’economia si costruisce la civiltà e si restuisce l’identità tradita. Milano? Moda, Expo, City Life, Borsa, banche. Venezia? Fabbrichette, capannoni, schei. Sappiamo che non è così ma l’assenza recidiva delle Regioni apripista dell’autonomia è significativa su come la politica pensi che tutto si debba solo monetizzare. Al massimo ci sono i soldi per la sagra col taglio del nastro  ma non per  le risorse culturali del territorio da esportare. salone libro3

Lo Spazio Italia ha ospitato 118 editori italiani e tre Regioni: Lazio, Piemonte e Sardegna. La nota ufficiale di presentazione dell’evento era ancora più specifica. “…Tra questi anche gli editori di cui la Regione Lazio e la Regione Piemonte hanno supportato la presenza – il Lazio attraverso l’Assessorato Cultura e Politiche Giovanili, l’Assessorato Sviluppo economico e Attività produttive e LazioInnova (società in house di Regione Lazio), il Piemonte tramite l’Assessorato alla Cultura e Turismo – e che hanno sede nelle rispettive regioni. Presente anche la Sardegna con una rappresentanza di 8 editori gestiti dall’Associazione Editori Sardi”. Invece, Lombardia e Veneto, non avevano niente da dire. Nulla da mostrare.

Presente, come sempre, lo spazio della Regione Catalogna.

D’altra parte lo sanno bene cosa voglia dire non avere libri. Filippo V per annientarne la cultura, aveva distrutto le loro biblioteche.  Qui, basta molto meno. I libri non si portano. Non si avocano a sè le competenze sulla scuola già scritte nella Costituzione. Lombardia e Veneto non sono solo residuo fiscale, ma d’altra parte lo si capisce da come parlano alcuni politici o aspiranti politici. Sanno solo contare, per sè.

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2 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Per i soldi, non per la cultura e la scuola? Certo! Con i Soldi si puo fare tutto anche per la cultura, la scuola ecc. ecc. se questi. vanno a Roma e non tornano perchè dirottati altrove, si fa solo quello che è piu necessario (e non è detto sia il piu giusto). Pertanto il referendum, si fa prima per i soldi poi si vedrà e se non saremo soddisfatti sul come verranno spesi, altro referendum per cacciare i responsabili. Forse la penso male ma la penso così.

  2. giancarlo says:

    Mamma mia se ha ragione la Stefania Piazzo.
    Non solo. Qui nel Veneto per promuovere la Regione all’estero e per favorire il turismo già
    piuttosto pingue, hanno fatto un filmato;
    ” SCELGO IL VENETO “Il filmato che ho già “contestato” parte con un’immagine delle montagne del Bellunese, con boschi, piste innevate e poi si arriva agli occhiali della Luxottica e via così sino alla fine.
    Manco per i sette sentimenti di iniziare con una scultura del CANOVA, per poi passare ad un quadro del Tintoretto, e sentire la musica di Vivaldi…..per poi passare a tutto il resto che è solo pubblicità all’economia Veneta. LA CULTURA…..questa sconosciuta o dimenticata !!!
    Non mi meraviglio quindi gentile Stefania se anche nell’occasione da Lei ricordata nel suo articolo VENETO e LOMBARDIA non ci sono…….magari spendono soldi altrove e con meno utilità….ma cosa ci vuol fare, tutti i politici o quasi sono degli emeriti ignoranti in fatto di cultura…..la loro cultura è solo quella della carega….e quindi qualsiasi cosa facciano o pensano non partono mai dalla CULTURA da cui noi tutti stiamo traendo forza e creatività ben apprezzate in tutto il mondo.
    La scuola italiana è solo un’agenzia per il lavoro dei sinistri maestri e professori ma per gli studenti, questi
    discorsi non contano nulla perché nulla è ciò che apprendono del nostro patrimonio culturale fatto di secoli e secoli di storia e maestria.
    Prima di fare un tale filmato avrebbero dovuto pensare al nostro glorioso passato….andato in malora per il centralismo romano e poi pensare all’economia Veneta.
    Si’,è vero , senza economia anche la cultura diventa difficile da coltivare…ma proprio per questo bisogna metterla sempre per prima….per ricordarcela…per coltivarla…..per esaltarla poi si può passare a tutto il resto.
    Come La capisco Stefania Piazzo….come la capisco… !!!
    WSM

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