Referendum. Italiani, da Nord a Sud popolo di caproni

Stragi: familiari vittime a Renzi, si ricordi di Moby Princedi ROBERTO BERNARDELLI e GIULIO ARRIGHINI– Che cosa dobbiamo dire davanti al mancato quorum nel referendum per fermare le trivelle? Dobbiamo pensare che da Nord a Sud vadano bene Renzi, Napolitano e i petrolieri, il ministro Guidi. Il cattocomunismo e il capitalismo insieme per distruggere il territorio. Ha vinto l’astensione. Dobbiamo credere che sia perché i referendum sono diventati il simbolo della presa per il culo della gente? A parte aborto e divorzio, quali altre consultazioni hanno avuto effettivo senso? Sulla legge elettorale? Perché avete forse visto poi miglioramenti? Sul nucleare… Avete forse visto miglioramenti? Possiamo andare avanti all’infinito per dimostrare che l’Italia non è la Svizzera e che qui le consultazioni non valgono un beato kaiser.

Ma è anche vero che i cittadini, italiani, padani, meridionali o di qualsiasi latitudine, preferiscono restare sudditi, essere dominati, comandanti da padroni, anzi, no, gestiti da dei burattinai.

L’affluenza alle urne è stata del 30%. Se leggi sui social che hanno votato meno persone al referendum che alla finale di Amici della De Filippi.

Siamo un popolo da marchetta televisiva, da centro commerciale, da wok dal piatto pieno, chi se ne frega del resto?

L’esproprio che la politica ha fatto del voto popolare, usato per essere eletti e non per rispettare il mandato della gente, è un crescendo di successi per chi conquista il potere, peggiorando di anno in anno. Lo dicono i dati dei referendum. Tanto  che ci costringono a pensare che stavamo meglio quando stavamo peggio.

Dopo anni di massiccia partecipazione alle urne (tutti quorum superati abbondantemente – con il record dell’87,7 nel 1974 – tranne quelli sulla caccia e i pesticidi del 3 giugno 1990) le sei consultazioni referendarie effettuate dal 1997 al 2009 non hanno raggiunto il quorum del 50% più uno dei voti, necessario per la validità dei referendum abrogativi. Quorum che, invece, è stato superato nell’ultima tornata referendaria del 2011. Di seguito la tabella con dati relativi alla affluenza alle urne per tutte le precedenti consultazioni referendarie abrogative.

refer

 

Presidente e Segretario Indipendenza Lombarda

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14 Comments

  1. Michele says:

    “Popolo” italiano: decotto e bollito.

  2. giancarlo says:

    Il QUORUM esiste perché sono stati i politici a volerlo.
    Domandiamoci perché !!??
    Quando sono i cittadini ad essere chiamati a referendum c’è ill QUORUM…..quando non è un referendum il quorum non esiste………PERCHE’ NON TOGLIAMO IL QUORUM AI REFERENDUM E LO METTIAMO QUANDO CI SONO LE VOTAZIONI POLITICHE,AMMINISTRATIVE ETC..ETC..??????????
    Sai con i tempi che corrono in quanti si ritroverebbero in parlamento !?
    Ci siamo ormai ad essere oltre il 50% che non va a votare…..se arrivassimo al 90%,,,,un sogno ?!
    Forse sì, ma se scartiamo tutti coloro che vivono alle spalle delle finanze pubbliche…ad un 65/70 ci si può arrivare…… ricordiamoci che RENZI è lì con il 40% delle Europee con solo il 40% dei votanti……come dire che è lì con solo il 20% dei voti reali dei votanti………..un bel risultato veramente.
    In italia questo ed altro…….mio nonno mi diceva sempre….giancarlo è un peccato dover morire per non poter vedere cosa altro si dovrà subire ed assistere in questo maled….paese !!!
    WSM

  3. lombardi-cerri says:

    Carissimi amici, questo è stato i referendum record nel quale, ambientalisti in testa , sono state date le peggiori informazioni possibili, quando non addirittura falese!

  4. Gianluca P. says:

    Oppps correggo ‘ che non cambiano di molto’ sostituendo con ‘cambierebbero un po”. Da alcuni commenti si direbbe che l’obiettivo di spaventare tramite la disinformazione globale e l’infamia dei media italioni su questioni delicate l’hanno raggiunto appieno. Basta controllare i paesi evoluti dal punto di vista dell’ecologia come Svezia e Norvegia e vedere quanti impianti di trivellazione e smaltimento rifiuti hanno e quanti disastri ambientali hanno avuto. Controllare le statistiche dei disastri di impianti in 65 anni in Italia. 3 senza danni ambientali. Hanno puntato i riflettori sulla Basilicata senza puntare i riflettori sulla questione ecomafie in quella zona. Ma si sa, mischiare le carte e disinformare è la regola da noi. Il problema principale non sono gli impianti ma un salto di qualità umano, etico e responsabile che manca a questo paese sull’orlo del default. Saluti.

  5. giancarlo says:

    Caro Lombardi-cerri, con un certo sforzo, capisco le tue argomentazioni ma non le avallo.
    E’ vero ci mancherebbe che in italia i referendum sono stati usati e strausati e poi quasi sempre la classe politica o se ne faceva un baffo o li aggirava o addirittura esortava, come anche questa volta ad astenersi.
    Ma è un conflitto di interessi questo dei politici che ci dicono di disertare le urne ai referendum.
    E’ l’unico vero momento in cui il potere è in mano al Popolo…lo vogliamo capire ?
    Personalmente non andrò mai più a votare alle politiche o alle amministrative , ma ai referendum se l’argomento è di quelli importanti come questo che riguardava la salvaguardia dei nostri mari e delle nostre coste, vado e voto perché nessuno mi potrà mai convincere di fare il contrario.
    Non ne faccio una colpa a te lombardi-cerri perché moltissimi come te hanno probabilmente hanno fatto lo stesso ragionamento….e lo capisco, ma ribadisco che non lo avallo poiché i referendum sono il più alto esercizio di democrazia in un paese che si ritiene tale e di conseguenza anche il suo popolo deve considerarlo un dovere civico e alla stregua dell’obbligatorio…anche per civismo e rispetto verso gli altri..compresi i nostri figli o nipoti o future generazioni.
    Dell’aspetto politico di cui molti parlano…me ne strafrego altamente perché i signori della politica minuscola vorrebbero farci fare quello che vogliono ed invece dobbiamo ragionare e votare con intelligenza e lungimiranza se queste due parole hanno un significato per pochi o molti che siano.
    Per ultimo, ma spero che il VENETO sia già diventato indipendente…..anch’io come te lombardi-cerri spero che venga il giorno in cui il 99% degli italiani non vada a votare. Sarei molto curioso di vedere come fanno a comporre con il solo 1% camera e Senato se ci sarà ancora……finalmente tutti i casa e poi si da il via a comitati di salute pubblica e arrivare a un nuovo assetto dell’italia su base federale ed ogni regione si autogovernarà senza bisogno di un governo e di unos tato centrale che ci stanno portando veramente alla fine del nostro presente e anche del futuro.
    WSM

  6. caterina says:

    no, io non ho votato a questo referendum non solo perché in questo stato che si chiama Italia non ci credo più, e tanto meno perché lo consigliava il capo del governo nonché il presidente di questa repubblica delle banane, ma perché credo che alla politica energetica, allo sfruttamento corretto delle risorse, sia di terra che di mare, alla salvaguardia del fragile territorio della penisola e delle coste, ci deve pensare lo stato come suo dovere prioritario, e se non lo fa non ha diritto di governare, figuriamoci se poi fa solo gli affari suoi e degli amici e sostenitori autoctoni o esteri….
    Contrariamente a quello che si dice su tutti i media, credo comunque che sia stato un grande successo dei promotori aver richiamato con forza chi governa alle sue responsabilità, e questo va detto e riconosciuto… d’ora in poi l’attenzione sarà massima sull’operato del governo in proposito che non potrà più commettere disattenzioni o brogli!… consideriamo almeno questo, nonostante che dovrebbe essere la norma, come un risarcimento di quello che il referendum è costato alle tasche degli italiani

  7. Gianluca P. says:

    Prendo spunto da questa lettera di un ragazzo che lavora all’estero:
    “No Nuke, no Tav, no Triv: no think!
    Anche stavolta gli elettori saranno chiamati a esprimersi su un tema molto tecnico senza che però venga fornita una minima corretta informazione. Come già accaduto col nucleare nel 1987 (e poi reiterando l’errore nel 2011: si sa, siamo cocciuti!). Fidandoci supinamente delle Cassandre da social network! «Un’occasione sprecata, ovvero cronaca di una morte annunciata» scrive il prof. Alberto Clò, docente di Economia applicata all’Università di Bologna e direttore della rivista “Energia”. Vorremmo sempre avere tutti i privilegi, senza però rinunciare a niente… (i Latini ci avvisarono che «ubi commoda, ibi est incommoda!»). Pretendiamo le “4 tacche sul cellulare” in ogni punto della città, ma non vogliamo vedere un’antenna nel raggio di 10 km.; in Italia produciamo 540 kg. pro-capite di rifiuti solidi urbani, ma sbraitiamo se nel nostro comune sta per sorgere un impianto di smaltimento. Siamo succubi della cosiddetta sindrome del “N.I.M.B.Y.” (not in my backyard)! Il petrolio no, il nucleare no, il carbone no. Il prof. Clò ci ricorda che «impedire la produzione interna di petrolio o metano significherebbe favorire l’importazione (dalla Libia?), finanziando le milizie in guerra; preferire di versare miliardi di euro all’estero piuttosto che destinarli alla crescita interna significa aiutare le imprese altrui a discapito delle nostre». Ma tutto questo è meglio tenerlo nascosto ai più, inoculando sentimenti come la paura e paventando la catastrofe ambientale imminente. La vittoria dei “no-triv” avrebbe gli stessi effetti del “NO” al nucleare: la distruzione di un’intera industria che conta decine di migliaia di eccellenze, eccellenti professionisti, ingegneri, capacità manifatturiere, un ambito scientifico e accademico nel quale primeggiamo al mondo. Tutto distrutto: fabbriche, imprese, scuole, professionalità. I pifferai di Hamelin son sempre più numerosi! NO NUKE? NO TAV? NO TRIV? NO THINK! Meditiamo, gente!”

    Io non sono andato a votare. Andando, per questioni di matematica elementare, avrei alzato il quorum, facendo vincere i sì di chi vuole creare qualche gabella in più rispetto a quelle che già abbiamo. La democrazia muore nel momento stesso in cui si pongono domande di questo tipo che non cambiano di molto la sostanza su temi delicati come questo. Ho sentito poco fa che un tubo si è rotto in Liguria nei dintorni di Genova e ha sversato petrolio nei fiumi. Guarda caso il giorno dopo il referendum. Ma chi vogliono prendere in giro. Lo hanno manomesso i soliti violentatori della democrazia. Saluti.
    ps e poi, suvvia, la democrazia è morta nel momento in cui persone come Travaglino e quelli degli ‘Stampi sui Fatti Quotidiani’ danno indicazioni referendarie su cosa è giusto o non giusto fare. E le danno da ovest rispetto alla posizione della Lombardia. E’ sepolta da anni, la democrazia; sepolta, purtroppo. Aspettiamo di scendere al 3-4 % come paventa il Lombardi, invece di fare referendum su questioni vitali come l’autodeterminazione dei popoli.

  8. Rodolfo Piva says:

    Non entro nel merito del discorso energia perchè alquanto complesso.
    Mi limito a dire che lo strumento del referendum è una espressione di alta democrazia, vedi Svizzera.
    La soluzione è: Referendum senza Quorum. In tal modo i pigri, gli scazzati, gli italioti ignoranti subiranno il risultato con loro diritto di stare a casa o andare al mare.

    • Stefania says:

      eh… direi proprio di sì! Invece in Italia chi è assente finisce con l’avere ragione! Il contrario della democrazia, caro Rodolfo!

    • Gianluca P. says:

      Concordo sul fatto che il referendum è uno strumento di alta democrazia. La democrazia va alimentata attraverso la corretta informazione. Corretta informazione—-> referendum.

  9. luigi bandiera says:

    L’IGNORANZA e’ una brutta malattia.
    Scrivevo: nell’occidente l’intellighenia e’ molto malata…
    Si dira’: che c’entra quel disk col referendum..?
    Tse se c’entra.
    Tuttavia, ripetiamola: …ed il popolo da sempre sceglie BARABBAS e mai il GIUSTO. Amen.
    .
    Se il referendum dava poltrone tutti i politicanti si sarebbero impegnati perche’ i cittadini, trattati sempre da peones, fossero andati a votare.
    Cosi’ invece di dire ai cittadini di andare ad esercitare un loro diritto li invitavano a tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie. Eh, ke kax…
    In democrazia si deve andare sempre a votare. Poi puo’ esserci il dissenso di cui la scelta. Ed allora entra in gioco le tre scelte: 1) non ti va bene nulla ed annulli la scheda, mai bianca; 2) scegli il partito o meglio la persona del partito (sperando che non passi all’opposto schieramento); 3) voti solo la persona che sai chi e’ e come si comporta normalmente nel suo vivere.
    Ma i tanto patrioti, della loro poltrona, si inventano altre finezze o schifezze… e ti invitano a non andare a votare.
    A dire il vero anch’io ho invitato piu’ volte a non andare a votare per non legittimarli. Lo so che sbaglio dicendo cosi’ perche’ il voto e’ un qualcosa di -volonta’ popolare-.
    Ma visti gli andazzi meglio appunto non andare a votare o rinunciare per non legittimarli anche se si rinuncia ad un diritto.
    Dite, i referendum hanno cambiato qualcosa a parte il divorzio e qualche altro motivo..?
    Tutto e tanto dipende dall’intellighenzia che dovrebbe saper ben seminare ma che non lo fa lasciando il popolo nell’ignoranza e tale andazzo, per l’appunto, si palpa e bene. O no..?
    Ma mi posso sbagliare no..?

  10. Fil de fer says:

    In italia, questi si ” CHE VALES”….. le partite di calcio, le discoteche, i telefonici, le trasmissioni televisive a premi, i vari show demenziali sempre in tv e ce ne sono molti altri di interessi degli italiani.
    Ma per carità di Dio, non interessiamoci di che cosa lasceremo ai nostri figli o nipoti.
    Pensioni da fame,
    inquinamento atmosferico,
    inquinamento dei terreni e delle acque,
    malattie o cancri di nuova generazione,
    e la lista è lunghissima………. ma con quale coraggio ci guardiamo allo specchio tutti i giorni ?????
    Siamo così lusingati da dover passare alla storia, tutti noi, per un “popolo” cialtrone e completamente asservito al potere di chiunque ci parli in modo melato ma che poi inesorabilmente fa gli affari suoi.
    Che paese, che gente, che spudoratezza candida simile a della neve che cade in estate piena.
    Non vi è nulla che duri in eterno, ricordiamocelo !!!
    WSM

  11. giancarlo says:

    E’ sconfortante vedere che razza di persone abitino la penisola italica.
    L’articolo mi trova d’accordo e fatti salvi coloro che sono andati a votare sia per il SI che per il NO, ritengo tutti gli altri degli emeriti sudditi in pantofole e che pensano solo agli affaracci loro.
    Se nemmeno le problematiche ecologiche interessano a costoro vuol dire che in italia sta scomparendo anche la famosa solidarietà tanto decantata ma che sta scivolando via.
    Infatti coloro che non abitano in regioni “costiere” hanno preferito starsene a casa o andare a fare un giro.
    Sono sempre più convinto che di unità qui non c’è n’è più da un pezzo ed allora ben venga la lotta dei VENETI per andarsene dall’italia unita e crearsi un futuro migliore.
    Se a qualcuno sta sul gozzo questo discorso mi dovrebbe dire il motivo. Fanno comodo 20 miliardi l’anno per coloro che vivono a sbaffo. La truffa sulle pensioni di invalidità la dice lunga sullo sfruttamento sistematico delle risorse pubbliche a vantaggio dei soliti quaquaraquà che gridano all’egoismo del Nord per poter giustificare la solidarietà caprina, barbina e ladra che garantisce loro un posto alla tavola dei commensali delle pubbliche risorse finanziarie.
    Aggiungo che l’indignazione per dover ancora vivere in un paese del genere, dove l’ignoranza o la malafede sono appannaggio della maggioranza di questo paese mi fa gridare che ormai l’italia è diventata tutto uno scandalo di cui naturalmente fanno parte i sudditi che collusi o meno con i partiti si guardano bene dal partecipare allo sfascio di questo paese e preferiscono, da vigliacchi , stare a guardare come andrà a finire questa festa di chi più ruba rimane impunito.
    Popolo italiano ?? Ma per favore, non è mai esistito e mai esisterà. Il malessere che abbiamo qui nel VENETO è proprio perché noi per nostra cultura siamo persone oneste ed etiche e mal ci ritroviamo in questo paese alla deriva in tutti i sensi.
    E continuano a prenderci in giro come hanno fatto “le iene” ieri sera ,dandoci degli ubriaconi e magari non solo dei camerieri o servette compiacenti, ma il VINITALY se è qui nel VENETO ci sarà pure un perché o no ?
    I più ladri e delinquenti che abbiamo qui nel Veneto sono la stragrande maggioranza dei politici Veneto-italioti ( li chiamo io) perché anche loro si sono venduti all’andazzo generale e dicono: Se non rubo io ci sarà qualcun altro che lo farà, quindi meglio sia io a farlo !!!!! Frase edificante veramente.
    Quando saremo indipendenti, prima o poi lo saremo, questi signori o se ne andranno dal VENETO o finiranno in galera a vita, senza sconti, ne patteggiamenti, né libere uscite o buone condotte. Resteranno dentro per molti anni .
    Di demagogia qui in italia ne siamo ubriachi ma chi rimane sveglio e usa il proprio cervello a questo referendum è andato, gli altri sono persone che pensano con la testa di altri perché non solo non hanno nulla da dire, ma anche da pensare a causa del vuoto che hanno nella loro scatola cranica.
    WSM

  12. lombardi-cerri says:

    Carissimi,
    non sono andato a votare (e come me tantissimi altri) perchè:
    -il tema del referendum era il classici tema del c…. che metteva in risalto , se mai ce ne fosse stato bisogno l’ignoranza energetica dell’ Italia.
    -sono stufo di essere sempre stato preso per i fondelli specialmente con i referendum
    -mi sono rifiutato di sottopormi ad un puro ricatto politico.
    Vadano avanti così in modo che , quando la partecipazione elettorale sara scesa al 3-4 %, sentiranno anche la piacevole armonia dei mitra.

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