Referendum in Lombardia e Veneto sono contro “Roma ladrona”. Non contro Bruxelles, caro Salvini

parassitidi RODOLFO PIVA – Qualche tempo fa, spulciando nella mia biblioteca, ho ritrovato un libro, curato dal Prof. Alessandro Vitale, che avevo letto con grande interesse circa dieci anni or sono e lo ho ripreso per rileggerlo trovando, con sorpresa, le diverse annotazioni che avevo fatto a suo tempo. Mi permetto di suggerirlo agli amici lettori de L’Indipendenza Nuova perché i suoi contenuti sono attualissimi in previsione dei prossimi referendum sull’Autonomia che riguarderanno la Lombardia ed il Veneto e che vedranno la mobilitazione di tutti i ceti parassitari presenti nello Stato Italiano in operazioni di disinformazione o di contrasto verso l’esercizio democratico di questo diritto da parte dei cittadini lombardi e veneti.

Tutti gli amici di credo federalista e/o indipendentista ricorderanno quanto ebbe a dire il compianto Prof. Gianfranco Miglio a proposito della razza abietta dei parassiti nel 1994:

“Il grado di civiltà politica di un Paese dipende dal modo con cui si riesce a limitare la quantità e la presenza dei parassiti. I parassiti sono nella società così come sono sugli animali. Cgi di voi ha un cane o un gatto sa che, ad un certo punto, se i parassiti crescono al di là di un certo limite l’animale muore. E muore una società. Ci sono esempi storici di società che sono scomparse per eccesso di parassitismo. Chi è il parassita ? Il parassita è colui che non produce ricchezza, ma vive consumando quella prodotta dagli altri”.

Questa dichiarazione del Prof. Miglio non fu una sua invenzione ma fu la messa in luce di un fenomeno, il parassitismo, che da molti decenni era stata oggetto di studio ed analisi da parte di numerosi ed illustri “scienziati della politica” puntualmente e con dovizia di riferimenti citati nel testo.

Dato che io mi considero un modesto dilettante nell’ambito delle scienze politiche, ritengo corretto proporre ai lettori alcune informazioni riguardanti Max Nordau nonché la prefazione del libro, a cura del Prof. Vitale.

Max Nordau

Pseudonimo di Maximilian Simon Südfeld (1849-1923), psichiatra, giornalista e scrittore, pensatore ebreo cosmopolita oggi quasi totalmente dimenticato, era famoso ai primi del Novecento in tutto il mondo per le sue innumerevoli opere letterarie e di critica politica e sociale iconoclaste ed impietose, tradotte in molte lingue con alte tirature ma perseguitate dalle censure statali della sua epoca. Individualista metodologico e anti-collettivista radicale, Nordau ebbe anche un ruolo di primo piano nel tentare di stimolare la rinascita degli Ebrei europei e nella fondazione del movimento sionista (quale “braccio destro“ di Theodor Herzl): organizzazione dalla quale però, in seguito, prese le distanze.

Prefazione al libro

La burocratizzazione della vita civile, il parlamentarismo moderno ed il parassitismo politico sono strettamente collegati e dipendenti. Nei paesi “democratici” questi gravi problemi vengono occultati da finzioni e da formule di legittimazione del potere che impediscono di intravedere la realtà. Si tratta invece di fenomeni esasperati dall’evoluzione stessa dello Stato moderno e che possono dare origine, nei casi più degenerativi di quella che Tocqueville definiva una autentica malattia, a forme impressionanti di distruzione di risorse e di ricchezze prodotte, all’asservimento di intere popolazioni, al collasso di grandi aggregazioni politiche e di intere civiltà.

Il parassitismo in particlare, oggetto di studio espulso dalle scienze sociali e politiche per molto tempo, per Max Nordau era invece addirittura il “fenomeno chiave” in grado di spiegare la storia universale. Nello Stato contemporaneo e nelle sue forme welfariste e “sociali” esso trova la sua massima sistematizzazione e organizzazione, con punte allarmanti come nel caso italiano. Di qui l’interesse di un’opera come quella di Nordau, che su questi temi presenta, oltre ad una evidente capacità di vedere oltre la sua epoca, convergenze interessanti con analisi di studiosi di tendenze culturali, scientifiche e di epoche molto diverse da quelle nella quale è vissuto.

 

Sempre in tema di “parassitismo” mi viene spontaneo formulare una osservazione al signor Matteo Salvini, rinnovato segretario della Lega Nord.

Che si sia dimenticato  della “questione settentrionale”, che si sia scordato della Padania con le sue complesse connotazioni identitarie, che si sia dimenticato il contenuto dell’Articolo 1 dello Statuto della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania e dell’Articolo 2, visto che continua a confondere, durante le sue esternazioni, i significati di stato e nazione, sono tutte cose purtroppo confermate nei fatti.

Quando però insiste nell’indicare nella Unione Europea la causa dei mali italiani e quindi anche della Padania, afferma una sciocchezza assoluta perché è sempre più che mai valido il grido di battaglia “Roma ladrona”, da cui i referendum in Veneto e Lombardia, a cui se ne è aggiunto un altro “UE Ladrona”.

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Concordo assolutamente con Rodolfo Piva.
    Qui i grossi problemi che abbiamo sono stati creati a roma ed in italia, non certo da Bruxelles.
    Non amo questa europa ma i famosi compiti a roma non li fanno assolutamente.
    Oserei dire che ormai siamo arrivati ad un camuffato ricatto dell’europa. O ci lascia fare o qui salta tutto.
    Infatti è incomprensibile come i politici tutti continuino a scaricare i problemi dell’italia sull’europa.
    Ripeto questa europa mi fa ribrezzo per tanti motivi ma non certo per quello che i politici italiani vogliono darci a bere.
    Aprire gli occhi, allargare le orecchie , vedere ed ascoltare…alla fine si capisce tutto.
    WSM

  2. Paolo says:

    A criticare l’Europa si guadagna voti, a criticare Roma si perdono i voti. E’ una questione elementare di calcoli matematici. Ovvio che alla fine questa furbizia non porta da nessuna parte!

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