Referendum in Gran Bretagna nel 2017 per uscire dalla Ue

di REDAZIONEdavidcameron

I britannici che vogliono rimanere nell’Unione europea dovranno scrivere ‘sì’, o porre una croce su questo monosillabo. Chi vuole recidere i legami con l’Ue farà invece campagna per il ‘no’. È il chiarimento che giunge da Downing Street in merito al referendum sull’Ue che il Regno Unito terrà entro la fine del 2017. Il governo di Londra ha spiegato che nella consultazione popolare verrà posta la seguente domanda: “Il Regno Unito dovrebbe rimanere nell’Unione europea?”. Lo stesso premier conservatore David Cameron, che ha fatto del referendum una delle sue promesse elettorali più importanti, ha fatto capire che potrebbe votare per il sì, ma solo dopo aver rinegoziato le condizioni per la permanenza del Paese nell’Unione europea.

 

Cameron, che parte oggi per un tour europeo proprio per discutere le sue condizioni per restare in Ue, non ha detto chiaramente come voterà al referendum del 2017. Se otterà condizioni soddisfacenti, rinegoziando i trattati che fanno stare il Regno Unito in Ue, voterà per il sì, altrimenti potrebbe fare compagna per il no. Per Nigel Farage, leader nazionalista e anti Ue, Cameron “ha già deciso in che modo vuole che si risponda: senza riportare in patria un singolo potere”. Secondo Farage, la scelta di “dare al fronte pro Ue il sì, più positivo, mostra che le trattative che porterà avanti sono truccate”.

 

Le relazioni di Londra con l’Ue non sono “sufficientemente buone”, ha detto Cameron, dicendosi fiducioso che sia possibile raggiungere un accordo, come ha promesso di fare prima del referendum sulla permanenza britannica nell’Ue previsto entro il 2017. “Ciò che importa – ha aggiunto – è che l’Unione europea e i suoi 28 membri siano flessibili e immaginativi abbastanza per rispondere a queste questioni”. Hollande si è definito disposto ad ascoltare le proposte di Cameron. Prima di incontrare Hollande, Cameron ha visto il premier danese Mark Rutte all’Aia. Oggi sarà a Varsavia e Berlino, per colloqui con la premier polacca Ewa Kopacz e la cancelliera tedesca Angela Merkel

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