Referendum, e se l’astensione fosse il male minore? D’altra parte il Nordismo cosa se ne è fatto del potere delle Regioni fino ad ora?

somaro-nord
di SERGIO BIANCHINI – Caro Reguzzoni io sto proponendo l’astensione e non il sì.  (http://www.lindipendenzanuova.com/reguzzoni-a-chi-votera-si-al-referenzium-illusione-pensare-ad-alleanze-tra-nord-e-centro-prima-renzi-se-ne-va-meglio-e/) Non ti e non mi spieghi come mai il sud è contro la riforma e Renzi. Idem per il veterocomunismo che lo odia e lo paragona a Berlusconi, cosa che per noi dovrebbe già essere un po’ significativa. Così l’intellighenzia che ci ha sempre bastonato per la quale si è appena espresso Asor Rosa.
Non parliamo della magistratura militante che ci ha sempre massacrato e che teme di essere riformata.
Cito anche la Parietti che ho visto ieri sera in TV e mi ha fatto “tenerezza”.
Nel merito sono totalmente convinto della necessità di una sola camera per fare le leggi e questo motivo per me è sufficiente a non demolire la riforma anche se fossero sbagliati tutti gli altri aspetti.
Le lacrime sul cambiamento del titolo 5,  relativo alle autonomie, mi fanno ridere perchè a suo tempo il nordismo fu contro quella ridefinizione dei poteri stato regione e, una volta fatta, non la usò mai, a cominciare dall’articolo che dava alle regioni il potere organizzativo sulla scuola. Anzi, il nordismo continuò e continua a sostenere il concorso nazionale dei docenti.
Quindi mentre non vedo alcuna reale complicazione con la vittoria del sì vedo riprendere, in caso di no, vigore a tutta la fuffa prepotente che ci comanda da trenta anni e che con la vecchia magnifica costituzione ci ha sempre massacrati. Per questo dico che come minimo bisogna astenersi.
L’indipendentismo “per dispetto” rischia la cecità. Ad esempio, la Brexit è chiaramente un processo di ritorno verso il basso della sovranità. Ma l’indipendentismo scozzese ha rischiato di farla morire prima che nascesse ed ancora oggi la ostacola e la teme. E’ una cosa che dovrebbe farci riflettere molto.
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3 Comments

  1. marco preioni says:

    E’ un referendum costituzionale e quindi non occorre il quorum per la validità della consultazione popolare.
    Vince chi ha più voti. Punto.
    Ma è il caso di dire NO per una serie di motivi.
    – La riforma è un capriccio di Renzi che vuole semplicemente fare una esibizione del suo strapotere
    – E’ il mezzo che usa Renzi per tenere impegnata a sua miIitanza ed i sui parIamentari e mantenere oliata Ia macchina del movimentismo di sinistra nella contesa cpn 5 stelle
    – E’ un inchino a JP Morgan che ne 2013 ha lanciato un appello a cambiare le costituzioni europee per promuovere la globalizzazione
    – E’ una riforma che mira a trasferire il potere dagli organi assembleari al capo di governo
    – E’ il pretesto per verifiche plebiscitarie del consenso al ragazzo fiorentino e per accusare gli avversari politici di broglio in caso di vittoria del NO
    – E’ una rifrma che lascia il bicameralismo ma lo rende più complicato dando occasione di continue modifiche Iegisative e regoIamentari per parare ogni attività de senato che rivendichi competenze nell’ esame dell’ iter Iegisativo
    – e atr ancora

  2. caterina says:

    io non voterò perché da veneta mi considero già nella Repubblica Veneta che abbiamo votato, ma un si o un no su qualcosa di cui non si capisce niente perché il senato esisterà ancora e guarda caso di persone che non saranno i cittadini a scegliere… l’Italia è specialista nel creare complicazioni che poi con un’infinità di codicilli cercherà di chiarire, si fa per dire…
    una cosa è certa, la democrazia è diventata una parola vuota perché è meglio chiamarla partitocrazia…fin che regge!

  3. lombardi-cerri says:

    Bravissimo! così ci cucchiamo Renzi e soci per 50 anni.
    Ha calibrato la cultura di quel branco ?
    Alle sue considerazioni sull’atteggiamento degli ultrasinistri , dei meridionali e quant’altro a favore del NO rispondo : i nemici dei miei nemici sono (temporaneamente ) miei amici.

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