Referendum di su e di giù. Ma non basta copiare la dichiarazione d’indipendenza americana?

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di ANGELO VALENTINO – Abbiamo perso il conto dei referendum, dalla devolution ad altri sulle competenze nuove dello Stato  e delle regioni, e un altro quesito sull’autonomia avanza in Lombardia e Veneto. Ben venga tutto! Ma perché non ci presentiamo a Roma a trattare, con la dichiarazione di indipendenza americana? Sta tutto già scritto, da secoli. E noi invece siamo qui a menarcela ancora con le trattative romane. Fate voi….

“Quando nel corso degli umani eventi diviene necessario, per un popolo, sciogliere i legami politici che lo hanno connesso con un altro e assumersi, fra i poteri della terra, lo stato di separazione e di uguaglianza che le leggi di Dio e della Natura gli garantiscono, un onesto rispetto delle opinioni dell’umanità, richiede che esso debba dichiarare i motivi che lo spingono alla separazione. Noi Consideriamo queste verità evidenti ad un esame attento: tutti gli uomini non sono creati uguali. Tutti gli uomini hanno diritto alla vita, alla libertà e al conseguimento della felicità ma queste cose non devono venire garantite a nessuno a spese della libertà degli altri, del conseguimento della felicità degli altri. I governi istituiti dagli uomini, per garantire questi diritti, debbono trarre il loro giusto potere dal consenso dei governati. Un governo che fallisca sia nel proteggere i diritti di un popolo sia nell’assicurarsi il suo consenso, diviene distruttivo rispetto al conseguimento di questi fini ed è diritto del popolo modificarlo o abbatterlo, istituendo un nuovo governo che basi la propria fondazione su tali principi e organizzi il proprio potere in forme tali che al popolo sembri massimamente probabile che ciò promuova sicurezza e felicità”.

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3 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    “Ma perché non ci presentiamo a Roma a trattare, con la dichiarazione di indipendenza americana?”
    La risposta, caro amico, è amara: Perché siamo quattro gatti. Il grosso del popolo è impaurito. Potrebbe votare sì al referendum ma si metterà sempre in fila per pagare tasse e bollette. E’ nel nostro tessuto mitocondriale, nella nostra sindrome da ubbidienza malata, nel nostro confuso e condizionato senso di patria.
    Conosco anziani che guardano film in tv dei quali non capiscono nemmeno una parola, con quelle recitazioni in sussurrato e trascinato accento che nel casi più settentrionali è romano.
    Eppure si convincono di aver visto un bel film.
    Siamo un po’ tutti cosi, via…

  2. Paolo says:

    Il sistema centralizzato nato sotto i Savoia nel lontano 1861 si è dimostrato un vero fallimento sopra tutto nel’ economia. Basti pensare nel settore concorsi pubblici dove si spostano spesso decine di migliaia di persone da un capo all’ altro del paese mentre sarebbe molto più comodo farle in loco come fanno ad esempio in Canada dove oltre alla cittadinanza si deve avere anche la residenza nel posto da concorrere e tutto tramite l’ufficio collocamento. Ma nel nostro paese è difficile cambiare e a molti va bene così!

    • caterina says:

      Purtroppo il disastro e’ all’origine, quando si son voluti mettere insieme i popoli della penisola isole comprese anche se stavano benissimo fino ad allora governandosi secondo le proprie usanze… ma Cavour sottobanco aveva promesso la Sicilia agli inglesi in cambio dell’aiuto ai Savoia a papparsi con la forza tutta la penisola… Garibaldi fu scortato da Quarto e i generali borbonici erano già stati comprati…. anche con assegni che poi si sono rivelati privi degli zeri finali… beffa che provocò qualce suicidio… intanto Cavour era morto e la frittata era fatta… La legge Pica trasformo’ i contadini in briganti da far fuori .. E Roma poi completo’ l’opera!
      Così una guerriera dinastia straniera che ebbe una corona in testa come compensa dal re spagnolo per l’aiuto nelle sue guerre di vicinato si trovò l’Italia intera come insperato potere, che neppure avrebbe mai sognato e che comunque perse un secolo dopo…
      Tutto da rifare… I popoli si riprenderanno la libertà e il filo della propria storia che li fece grandi e capaci di produrre il meglio che ancora oggi si ritrovano intorno… compresa la saggezza e la capacità di evolversi nelle relazioni reciproche.

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