Referendum, Bernardelli e Arrighini: SI’ per tornare padroni a casa nostra

referendum lombardiadi ROBERTO BERNARDELLI e GIULIO ARRIGHINI* – Roma ha tagliato le risorse ai Comuni, ha costretto i nostri sindaci, i nostri amministratori, a non investire per non violare il patto di stabilità. Ha trattenuto il residuo fiscale, tenedo per sè quello che avrebbe dovuto invece restituirci. Roma consente alle regioni degli sprechi pubblici, di aumentare gli stipendi ai forestali mentre casa loro brucia per dolo. Sacrifici e tasse sono solo per noi. Per il Nord dell’egoismo, che vuole negare solidarietà  e condivisione. Roma ci nega per pensioni nonostante il Nord tenga in attivo il bilancio Inps, contribuendo per due terzi all’equilibrio del sistema. Gli sconti, i bonus per le imprese che assumono, piovono al Sud. E dimenticano invece gli under 40-50, spinti fuori dal sistema produttivo per la crisi che ha fatto chiudere al Nord decine di migliaia di aziende.

Il 22 ottobre il referendum che chiede autonomia per Lombardia e Veneto è la nostra grande occasione per riprenderci quello che avevamo, casa nostra. La via dell’autonomia, il modello ci è ben chiaro! La sola strada è conquistare un pezzo alla volta quel federalismo che ci hanno negato, spacciandoci al suo posto confuse competenze. Mai più , dunque, passivi e immobili! Domenica 22 è la nostra prima grande opportunità per tornare a contare dopo la rassegnazione di questi anni.

Vogliamo decidere la nostra scuola, le nostre strade, la nostra previdenza, le nostre relazioni con l’estero, il nostro commercio, la nostra sanità più di oggi. Abbiamo i costi standard migliori del Paese, meritiamo di decidere da soli.

*Fondatori Grande Nord

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Gli innoffensivi referendum lombardo e veneto hanno provocato sorprendenti nervosismi e hanno il merito di aver insegnato a qualche milione di contribuenti il significato di residuo fiscale.
    Bastano queste due cose per renderli piu’ utili e importanti delle politiche prossime venture.

  2. n says:

    Il SI’ è la risposta giusta al momento giusto.
    Mi auguro che tra le materie di cui araà discusso a roma dopo la vittoria dei SI’, riguardi sicuramente la scuola e la fiscalità.
    La prima affinché i nostri giovani Veneti possano conoscere finalmente la loro storia e dei propri Avi, la seconda perché senza questa l’autonomia non sarebbe tale.
    Infatti il Veneto ha diritto di autodeterminarsi secondo la propria storia e le proprie tradizioni come recita una legge dello stato nr. 881/77 che recepisce il Patto Internazionale di New York.
    Pertanto aspettiamo al varco sia Zaia che Maroni…..
    Inoltre l’autonomia prevede maggiori responsabilità, ma anche maggiori entrate a disposizione…..quindi poter ridurre le tasse, l’iva ed altro vuol dire scollarsi dall’italia, ma contemporaneamente ottenere due risultati. Il primo dare maggior impulso alle capacità dei Veneti con un PIL che non farà altro che schizzare in alto e quindi maggiori entrate fiscali. Secondo costringere finalmente le regioni non virtuose a diventarlo perché tutte le regioni italiane hanno capacità, territorio e risorse umane e materiali per potercela fare.
    WSM

Leave a Comment