Referendum Barcellona, lettera solidarietà Zaia, Ciambetti e firma anche il Pd

zaia sole

Anche Luca Zaia, Presidente della Giunta regionale del Veneto, ha sottoscritto la lettera promossa da Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio, inviata al governo della Catalunya con la quale si auspica “una soluzione pacifica delle tensioni che non può prescindere dalla piena garanzia dell’esercizio della libertà di espressione effettuata anche attraverso la manifestazione della inequivocabile volontà della maggioranza dei cittadini e certificata dall’esito del confronto democratico affidato al voto popolare” si legge nella lettera. “Credo che manifestare la solidarietà al popolo e alle forze politiche catalane sia un dovere di tutti i democratici e per questo ringrazio i consiglieri, di maggioranza come di opposizione, che hanno aderito alla mia iniziativa che con la firma del Presidente Zaia assume una grande rilevanza” ha spiegato Ciambetti. Nella lettera si ribadisce che “la Libertà di parola e di espressione del pensiero sono pilastri imprescindibili di ogni democrazia e rappresentano gli strumenti fondamentali per garantire al cittadino la partecipazione alla vita politica in maniera pubblica e trasparente” aggiungendo poi “che ogni atto teso a ostacolare la libera espressione e la libertà di pensiero si traduce in una riduzione degli spazi democratici e, se ciò avviene in maniera violenta, dei diritti fondamentali dei cittadini”.

Fatta questa premessa, prima di passare agli eventi di questi ultimi giorni, si sottolinea “il ruolo che il popolo catalano, le sue tradizioni, lingua e cultura, tutte le forze politiche catalane e la città di Barcellona, ebbero nel Novecento nella lotta alla dittatura e nella difesa delle istituzioni Repubblicane subendo di conseguenza violente e sanguinarie repressioni che colpirono l’intero schieramento politico, liberale, moderato, progressista e socialista, e la popolazione tutta, impedendo persino l’uso della lingua catalana”. Infine si manifesta la “piena solidarietà alla maggioranza della popolazione catalane e la vicinanza a chiunque è impegnato pacificamente nella difesa dei diritti democratici di parola, espressione, autodeterminazione nel rispetto della diversità di opinioni e dei diversi sentimenti che attraversano la società catalana”. La lettera è stata sottoscritta dai Consiglieri del gruppo Lega, dai Consiglieri del gruppo Zaia Presidente, dagli assessori esterni Federico Caner, Cristiano Corazzari, Elisa De Berti e Giuseppe Pan, e dai Consiglieri regionali Fabiano Barbisan e Andrea Bassi (Centro Destra Veneto), Stefano Valdegamberi (Gruppo misto), Andrea Zanoni (PD), Giovanna Negro (Veneto del Fare), Maurizio Conte (Veneto per l’Autonomia), Pietro Dalla Libera (Veneto Civico) e Franco Ferrari (Alessandra Moretti Presidente).

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    E’ consolante sapere che alcuni rappresentati della nostra Regione Veneto si sono fatti portavoce anche di noi Veneti. Noi il 22 Ottobre qui nel Veneto siamo liberi di poter votare un referendum per una maggiore autonomia. Mi chiedo se Zaia & C: si rendano conto di aver avviato un percorso che non si potrà più fermare.
    Mi spiego meglio. Se come penso il referendum consultivo avrà successo pieno….il bello verrà dopo.
    Non è pensabile che tutto rimanga come ora. Non è pensabile che a tempo debito dopo maggior autonomia i Veneti non vogliano arrivare anche all’indipendenza. Non è ancora chiaro se l’italia sopravviverà al proprio debito pubblico. Men che meno se una Europa vigliacca e debole che si sottrae al riconoscimento di un referendum, quello Catalano, che per principio generalmente riconosciuto è sempre un atto democratico.
    Si può desumere che la democrazia nei paesi che hanno delle carte costituzionali con articoli che obbligano l’unità nazionale ( prigione costituzionale) sono diventati anti-democratici. L’Europa non lo è da meno poiché non appoggiare un referendum popolare indica che anche in europa non vige il principio della democrazia e che in ultima istanza il potere appartiene al Popolo.
    Di questo passo l’Europa è sempre più la reincarnazione dell’Ex URSS Sovietica e quindi con buona pace mia e di tutti prima o poi è destinata a cadere sotto il piccone dei Popoli.
    E’ un momento difficile e sul tavolo si sta giocando una partita tra i poteri costituzionali ed i Popoli.
    Sono convinto che i Popoli devono e hanno il primato sulle costituzioni e i poteri costituzionali.
    Se così non fosse è meglio eliminare la parola democrazia da tutti i vocabolari del mondo.
    Inoltre le carte costituzionali non sono dei tabu o dei totem. Dovrebbero essere continuamente aggiornate e cambiate a seconda del periodo storico poiché è inaccettabile che una generazione che ha sottoscritto ( parlamenti, mai i Popoli con referendum….) una carta costituzionale quest’ultima debba valere in eterno e per le generazioni future. Questo lo si capisce ??
    Inoltre il buon Dio disperse gli uomini su tutta la terra……..e qui in terra l’uomo ( i politici) tendono sempre più a remare contro il volere Divino. Vogliono modificare la storia a loro piacimento, vogliono annullare le identità dei Popoli, le loro lingue, le loro culture, etc.etc.etc… ebbene ciò è male.
    Con la scusa di non volere altre guerre se ne fanno altre più subdole e vigliacche contro i Popoli…..gli USA non riconoscono il referendum del Kurdistan ed appoggiano la Spagna contro la Catalagna.
    Ormai il paese che ha rappresentato la democrazia nel mondo è diventato esso stesso anti democratico e perciò non rappresenta più nel mondo alcun esempio.
    WSM
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Il POPOLO CATALANO HA DI FATTO TOLTO LA FIDUCIA AL GOVERNO DI MADRID.
    Se il popolo dicono sia sovrano, chi puo’ andargli contro..?
    Una santa inquisizione..?
    Un governo sfiduciato..?
    Ha, si. L’ammutinamento non e’ ammesso, nella loro demokrazia. Meglio, dittatura demokratika.

    Queste presunte democrazie stanno mostrando, piano piano fiano fiano, il loro vero volto.

    Sto KOMUNISMO dal volto nascosto da una maschera di volto umano diventa sempre piu’ REPRESSIVO.

    Serve una linea diversa… Fermiamo la PESTE ROSSA..!
    .
    Avanti un’altra… delle belle che noi saremo costretti a vedere. E quante di belle ancora.

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