Referendum autonomia, bozza del governo insoddisfacente. Già primo bidone da Roma

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C’era da aspettarselo. La ‘bozza’ del Governo per l’intesa sull’autonomia con le Regioni non soddisfa Veneto e Lombardia che, con una lettera firmata dai governatori Luca Zaia e Roberto Maroni, fanno una controproposta in 5 punti per arrivare all’intesa. Il testo del ‘rilancio’ delle due Regioni è stato anticipato oggi dal “Corriere del Veneto”. In esso, Zaia e Maroni – scrive il quotidiano – chiedono innanzitutto il superamento immediato del criterio della “spesa storica” per l’attribuzione delle risorse, e la “compartecipazione al gettito dei tributi erariali maturato sul territorio” o “una riserva di aliquota sugli stessi”.

“Il gruppo di esperti sta ancora lavorando, stiamo parlando di una bozza di osservazioni, che oltretutto non è stata ancora inviata al Governo”. Così – sentito dall’ANSA – il governatore del Veneto Luca Zaia commenta le anticipazioni di stampa sulla ‘controproposta’ alla prima bozza sull’autonomia inviata alle Regioni dal Governo. “E’ una bozza del Veneto, cui stanno lavorando i supertecnici della delegazione trattante – aggiunge Zaia – e che non ha ancora avuto l’eventuale ok da parte della Lombardia”. “Confermo – sottolinea il presidente veneto – che da parte nostra c’è la volontà di firmare qualora venissero accolte le nostre osservazioni. Osservazioni – prosegue Zaia – che non rappresentano il libro dei sogni, ma sono in linea con la legge sul regionalismo differenziato e la Costituzione”. “E soprattutto – conclude – sono rispettose delle istanze del popolo veneto e del referendum sull’autonomia celebrato il 22 ottobre 2017, che ha visto 2.328.949 persone recarsi al voto, con una percentuale di si’ del 98%”.

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7 Comments

  1. giancarlo says:

    Sull’autonomia delle regioni e del federalismo si gioca non la partita di Veneto e Lombardia soltanto, ma si gioca il futuro dell’intero paese.
    Fino alla noia o alla nausea continuerò a sostenere che solo concedendo il massimo dell’autonomia alle regioni si potrà uscire da un probabile futuro DEFAULT ITALIOTA.
    La Flat Tax è doverosa e necessaria purchè favorisca i ceti medio bassi e solo in misura più contenuta coloro che guadagnano oltre i 50.000 euro lordi l’anno.
    Se il centro destra avrà la maggioranza per poter governare dovrà concedere immediatamente l’autonomia a VENETO e LOMBARDIA ed in particolare una autonomia fiscale piuttosto pesante. 80-90% delle risorse prodotte dovranno rimanere sui territori in modo da permettere alle regioni interessate di abbassare le tasse anche sulle accise, sulle bollette elettriche e del gas e dell’acqua , cancellare i bolli auto, e via dicendo. Solo così il loro PIL schizzerà in alto e compenserà agevolmente il mancato introito che roma vuole avere. Inoltre roma dovrà dimagrire drasticamente e senza tante resistenze.
    Un sogno, no! E’ assolutamente obbligatorio attuare una politica del genere se vogliamo evitare il peggio.
    I vari RENZI, BERLUSCONI, GRASSO, etc… non sono da votare, sono da mandare a casa. Troppo compromessi con i loro conflitti d’interesse e troppo inutili visto le loro non politiche quando erano al governo. O si capisce questo o vuol dire che siamo destinati ad essere ancora spremuti di tasse e lasciare a loro di godersi ancora la vita ai nostri danni.
    WSM

  2. Mario Casadei says:

    Non soddisfa nemmeno l’Emilia-Romagna ma nessuno l’ha scritto …

  3. caterina says:

    alla fine personaggi cosi caleranno le braghe… la poltrona da salvaguardare innanzitutto!
    Autonomia?
    Indipendena! .. che non si chiede, ma si attua se ne hai le capacita’, avendone il Popolo Veneto gia’ col referendum del 2014 affermato il diritto!

    • Mario Casadei says:

      Cavolate. Io sono in Veneto da ormai un anno e hanno votato si tutti, indipendentemente dal colore politico. È stato un voto per il proprio territorio, non per la secessione. Meno ineggiamenti è più realtà!

  4. Alessandro Guaschino says:

    E’ evidente che fin dall’inizio, e ci sono già stati commenti di membri del PD in proposito, l’Italia non ha la minima intenzione di mollare i soldi. Il rischio è che vengano spostate delle competenze alle regioni ma non le risorse per gestirle, come già accadde con il misero federalismo (ma solidale però….) che la Lega dopo tanti anni di lotta per l’indipendenza portò a casa dopo essersi venduta all’antipadano Berlusconi.

  5. Ric says:

    Marco Furio Camillo può essere d’aiuto ? :
    “ Non auro , sed ferro , recuperanda est patria !”
    “ Non con l’oro si difende l’onore della patria , bensì col ferro delle armi “ .
    REFERENDUM ? = strumento elettivo di raggiunto status di alta qualità democratica .
    Tanto per capirci qui non siamo in Svizzera , stiamo scivolando tra Africa e Turchia con venatura mafio levantina- eurocattocomunista .
    Non puoi usare l’argenteria se devi spalare merda .

    • caterina says:

      forse sperano che ci stanchiamo e demordiamo… io che ho già la carta d’identità rilasciatami dalla Repubblica Veneta che stati limitrofi riconoscono, non andrò neanche più a votare chiamata a farlo da Roma, perché al seggio non la riconoscono… e chi se ne importa, non voto!
      io faccio così ed è quel che posso… invece che la guerra, basterebbe lasciarli perdere tutti…
      i più attrezzati nell’uso dei mezzi informatici ed attivi nell’economia hanno anche la criptomoneta a disposizione… meglio un criptostato, che essere costretti a lasciare la propria terra… l’abbiamo fatto a milioni un tempo per sfuggire alla miseria a causa di guerre e occupazioni straniere, oggi non è più necessario… almeno questo è un vantaggio della modernità… sempre in attesa che si possa decidere del destino della nostra patria veneta con la saggezza dei nostri antenati… e questo sarà finalmente libertà dalla schiavitù di Roma: la soddisfazione di essere padroni in casa nostra… è l’aspirazione dei popoli alla felicità che Jefferson ha sancito nella costituzione degli USA!

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