Redistributore insaziabile: il vero assassino dell’economia è lo Stato

di MAURO MENEGHINI

Il tenore di vita della gente è crollato. Oggi in famiglia c’è bisogno di due stipendi per potercela fare appena appena, uno non basta più. Ma questo succede non perché i salari siano troppo bassi, bensì……. Domanda: “Siete sicuri che il sistema sarebbe più equo se ci fosse un salario minimo ed uno massimo? Viviamo in un era in cui grazie alla tecnologia la produttività è andata alle stelle. Non ritenete che l’umanità sia giunta ad un punto che potrebbe permettersi di garantire un reddito di cittadinanza per meglio implementare dei meccanismi di controllo al fine d’evitare lo sfruttamento delle persone (ad esempio nel terzo mondo)”?

Ma anche un limite massimo ai patrimoni personali o alla capacità produttiva di un’azienda potrebbe fungere da filtro, non vi pare? L’imprenditore che è guidato principalmente dall’avidità non accetterebbe queste condizioni, ma altre persone che guidati da altri motivi, si spera migliori, potrebbero entrare nella direzione aziendale come amministratori, manager etc. Potete fornirmi un argomento migliore contro un tetto massimo per i patrimoni, diciamo di 20 milioni di euro? Potete immaginarvi una situazione per cui una persona privata possa aver bisogno di più di 20 milioni se non con quei soldi sfruttare altre persone? Se non si fissa un tetto massimo ai patrimoni questo inevitabilmente condurrà alla creazione di potentati economico-industriali che non potranno condurre che allo sfruttamento d’interi settori. Un grande capitale consentirà l’accumulo di altro capitale a ratei di crescita in costante accelerazione. Se non si procede ad una regolamentazione, ad un controllo l’interesse e l’avidità causeranno al sistema una perdita netta anziché un guadagno.

Non dimentichiamoci che tutto è strettamente collegato, interconnesso. Non si può pensare a livello individuale senza comprendere che questo non possa influenzare l’evoluzione. E proprio questo tratta la vita: l’evoluzione. Siamo in declino ed il nemico non è solo il socialismo, ma ci sono anche il nepotismo e la criminalità economica.” Risposta: Il tenore di vita della gente è crollato. Oggi una famiglia necessita di due redditi per riuscire a farcela, uno non è ormai più sufficiente. Ciò succede non tanto perché i salari non siano abbastanza elevati, non dimentichiamo che se i costi di produzione aumentano perché s’aumentano le retribuzioni anche i consumatori poi dovranno pagare prezzi maggiori ma per qualche altro recondito motivo. Non v’è un’unica soluzione, non si possono semplicemente innalzare i salari senza che poi anche i prezzi non ne risentano. Non vi fosse la possibilità di contrarre mega ipoteche trentennali i prezzi degli immobili scenderebbero drasticamente in quanto la gente dovrebbe pagare le case per contanti. I prezzi scenderebbero fino al punto in cui un lavoratore medio se la potrebbe di nuovo permettere. Mussolini e Roosevelt inventarono ipoteche a 30 anni per offrire alla gente uno strumento che permettesse loro di diventare proprietari di beni immobili. Questo strumento, nel corso dei decenni ha influenzato il valore dei beni immobiliari. La risposta la si trova nell’uso che si fa della ricchezza, non si tratta tanto di qualcuno che possieda più beni di altri.

Se si riduce la tassazione si riducono anche i costi del lavoro, ciò crea maggiore occupazione e riduce il lavoro dei gruppi di pressione. Henry Ford introdusse la catena di montaggio e con essa ridusse i costi per le automobili portando il prezzo a 240 $ di modo che anche la classe media poté permettersi l’acquisto dell’auto. Con ciò guadagnò un mucchio di soldi e con essi allargò la sua impresa. Fosse stato introdotto un tetto massimo al guadagno ciò avrebbe distrutto la crescita occupazionale. C’è inoltre bisogno della concentrazione di capitali affinché si possa innescare il processo innovativo. Se la ricchezza venisse equamente ripartita non si riuscirebbe ad aggregare un numero sufficientemente significativo di persone disposte a rischiare tutto il loro capitale su una determinata idea. Il maggior numero di piccole imprese fallisce poco dopo la loro costituzione. Alcune ce la fanno ma solo i meno riescono ad avere veramente successo. Questo è il premio per il rischio. Grandi aziende muoiono perché alla fine vengono condotte da avvocati e non da imprenditori. Nella mia vita professionale ho potuto constatare appunto questo. Come un’azienda si trasforma in Spa vedi il sopravvento dei burocrati e le creatività si dissolve come una zolletta di zucchero nel caffè. Ecco perché finiscono poi per pagare ingenti somme per l’acquisizione di start-up, che fanno cose che le grandi imprese non sono più in grado di fare: innovazione. Non si tratta, quindi, di stabilire di quanto denaro una persona privata necessiti o abbia bisogno. Anche se portassimo via tutto il suo denaro a Bill Gates di quanto miglioreremmo la vita delle altre persone?

La domanda invece è un’altra, quanta ricchezza lo Stato consuma. Ma fintano lo Stato terrà il dito puntato sui “ricchi” si sentirà autorizzato anche a sperperarne le loro ricchezze. La gente non s’accorge di come la società sia stata profondamente trasformata dal sistema pensionistico. Prima le famiglie erano molto più unite in quanto i giovani dovevano farsi carico degli anziani. Con l’introduzione del sistema pensionistico statale tutto è cambiato. Cosa risparmiano i figli oggi per prendersi cura dei genitori? E’ compito dello Stato. Lo Stato sociale ha modificato tutto il sistema nel momento in cui premia le donne che restano nubili. In Nuova Zelanda è stato adottato un provvedimento per cui il bambino la cui madre non conosce il padre, gli viene garantita una casa o un alloggio. La cosa sembra buona e giusta ma una norma simile adisce l’effetto che cresce il numero delle madri che non sanno chi sia il padre del loro figlio. Ma quale donna al mondo non è in grado di sapere chi sia il padre di suo figlio, all’infuori delle vittime di stupro di gruppo? La politica del figlio unico in China ha anch’essa causato profonde trasformazioni. Molte copie offrono a donne del sudest asiatico proprietà immobiliari affinché si prendano cura di loro. Insomma non si possono apportare cambiamenti nella società senza tener poi conto degli effetti negativi correlati.

Nel grafico riportato qui sopra potete vedere la distribuzione dei contribuenti in base al reddito negli USA e v’accorgerete che ancora oggi l’1% della classe più benestante versa il 33% di tutte le entrate tributarie.

Fino al 2000 la pressione fiscale, fra tassazione locale e federale, negli USA aveva superato la soglia del 40% del PIL. Questo è semplicemente incredibile ed è la causa del lento ed inarrestabile declino dell’economia americana. E questo non ha nulla a che fare col fatto che un dirigente guadagni 100 o 50 milioni.

Questo non influisce minimamente sulla nostra vita bensì ciò che si fa sentire in maniera inequivocabile, immediata e diretta sulla qualità della nostra vita è quanto lo Stato ci sottrae dalle nostre stesse tasche. La soluzione quindi non è nell’aumento della tassazione ai ricchi, lo Stato continuerebbe comunque nell’incrementare la sua spesa e per il Levitano non ha importanza chi sia a pagare. Insomma sarebbe come multare la propria moglie perché il vicino non ha fatto in maniera corretta la raccolta differenziata.

Il tema, la questione sono le tasse, solo di questo si tratta, solo da questo punto di vista dobbiamo vedere le cose non quanto qualcuno guadagni.

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7 Comments

  1. Dino says:

    Chi per il particolare e chi in generale avete tutti ragione. La ricchezza è prodotta dal lavoro. Dobbiamo solo chiedere che agevoli coloro che hanno voglia di lavorare. Le spese statali generali sono eccessive? Deve dimagrire per aver persone che lavorano per produrre,non per controllare se le carte sono passate di mano secondo le innumerevoli leggi? Nessuno vedo propone come? Situazioni moderne come questa possono essere d’aiuto per il dimagrimento? http://chn.ge/1i4f1H5 Ritenete che utilizzazioni come questa possano far diminuire le tasse? Facciano cadere tanti problemi che generano discussioni a non finire, sull’onestà, sulle metodologie, sui baracconi gestionali costruiti attorno a leggi cautelative dei comportamenti di coloro che ora si considerano sudditi. Avete altre soluzioni alternative per risolvere i problemi?

  2. sergio says:

    Si pensa , forse , che solo chi e’ ricco possa procreare ?
    La nuova zelanda dovrebbe aiutare la”ragazza -madre ” punto e basta !
    E non solo in nuova zelanda !
    Di stupidi “bacchettoni ” ne abbiamo anche troppi.

  3. sergio says:

    Non si tratta di prendere il denaro degli imprenditori ma di evitare che essi ne prendano dallo stato a fondo -perduto ( prassi tutta italiana ) .
    Vi ricordate i capannoni indastriali costruiti con denaro pubblico mai o poco utilizzati venduti dopo pochi anni dagli imprenditori ?
    Hanno preso denaro pubblico-hanno venduto , incassato e delocalizzato ! (Bastardi ! )

  4. pippogigi says:

    Non è obbligatorio che esista uno Stato, si può anche vivere senza. Ma una comunità organizzata ha bisogno di qualcuno che amministri la giustizia, si occupi della difesa e dei rapporti con le comunità vicine. Queste persone non potendo lavorare o lavorare a tempo pieno hanno bisogno di essere sovvenzionate, ed ecco la tassazione.
    Queste sono le funzioni dello Stato, tutto il resto viene in secondo tempo e solo eventualmente, in quanto può essere gestito da privati.
    Nel paese del rovescio, l’italia, invece lo Stato si occupa di tutto, riempiendoci di leggi e leggine e facendolo anche male, fuorché che occuparsi di fare lo Stato. La vicenda dei marò ci illustrano come funzioni la diplomazia, l’invasione quotidiana di clandestini, ci dice come funzioni la difesa, il 90% di reati impuniti, la lunghezza dei processi, i potenti ed i ricchi che, come ci dimostrano Berlusconi e la Cancellieri, in prigione proprio non ci vanno, ci dimostra come funziona la giustizia.
    Perché lo Stato italiano si occupa di tutto fuorché di fare lo Stato? Per dare potere ai politici.
    Mi spiego: se il paese occupante fosse un paese normale, l’invadenza dello Stato sarebbe minima. Avremmo, per esempio una bassa tassazione, con un industriale veneto che lavora bene ed ha molti clienti. Lavora così bene che decide di aprire un secondo stabilimento in un’altra regione. Lui e solo lui decide quale sia il posto migliore. Ci saranno regioni che come il Vallese svizzero offrono incentivi, detassazione, contributi ridotti per 5 anni, ecc, altre regioni, amministrate peggio, che invece non offrono nulla. Ovvio che in questa situazione il politico incapace, quello che va avanti per voto di scambio, per pacchetti di voti, vedrà tutta la sua incapacità messa in luce e per un politico non va bene. Cosa si fa? Si crea un regime come quello italiano, si tolgono all’industriale veneto le risorse e la voglia di aprire un secondo stabilimento, con quei soldi si apre uno stabilimento dove decide il politico di Roma, che così si fa bello e diventa importante, ed il politico locale, che ha un mezzo per avere voto di scambio, ovviamente tutto con tangenti e distrazioni di fondi. Così al danno, l’industriale veneto stratassato, si aggiunge danno, lo stabilimento aperto dove non dovrebbe essere aperto e gestito da chi non sa gestirlo.
    Possiamo assimilare questo comportamento alla Mafia? Direi di si, i metodi sono gli stessi e spesso più crudeli, Grillo raccontava che con la crisi la Camorra aveva diminuito le sue pretese, lo Stato invece le ha aumentate.
    Tutto questo comportamento malsano, fatto solo per dare potere ai politici, giustificare assunzioni, nomine pubbliche ha pure una giustificazione teorica, quella della scuola Keynesiana, scuola fallita già negli anni settanta. Tale scuola di pensiero economica, si è inventata il “moltiplicatore fiscale” per cui 1 euro di tassa si trasforma in un 1 euro e venti ed anche più, che non importa come lo Stato spende basta che spenda e tanto, può anche seppellire i soldi in un campo e poi farli trovare dal primo che passa ed altre amenità del genere. Se fossero vere l’italia sarebbe il paese più ricco del mondo, la realtà ci dimostra ben altro. La teoria keynesiana non tiene conto, anzi nega decisamente, la curva di Leffer, quella per cui oltre un certo limite di tassazione il gettito tributario diminuisce invece che aumentare, la cui esistenza sempre l’italia invece ha ampiamente dimostrato.
    In poche parole siamo occupati da uno Stato, che invece che fare lo Stato si occupa solo del controllo del territorio, in piena concorrenza con la criminalità organizzata, Mafia, Camorra, N’drangheta, Sacra Corona Unita, i confronto sono dilettanti e non hanno neppure il 41 bis, questa organizzazione, lo Stato assicura un ottimo tenore di vita ai suoi membri e rappresentanti e l’unica sua funzione è di ripartire le (scarse) risorse del suo territorio a sua favore. Di giustizia, difesa ed esteri non gliene può fregare di meno.

  5. sergio says:

    Le case possono essere alla portata di tutti gia’ adesso .
    Le case popolari dovrebbero essere tutte riscattabili dopo 30 anni di affitto .
    Chi vuole una villa se la paga .

  6. sergio says:

    Si parla di limitare i patrimoni , cosa ne dite di una tassa patrimoniale con partenza da 300mila euro ?
    Tassare solo patrimoni non produttivi .
    Si potrebbero recuperare circa 500 miliardi di euro con cui abbassare il debito pubblico .
    In questo momento si puo’fare !

  7. sergio says:

    Sono favorevole al salario minimo solo perche’ puo’evitare la discriminazione fra italiani e stranieri .
    Gli stranieri , pur di lavorare , accettano salari molto inferiori alla media e molti imprenditori -bastardi non si fanno scrupoli .
    I lavoratori italiani non possono accettare un salario che non gli consente la semplice sopravvivenza .

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