Vince l’Agenzia delle Entrate, il redditometro non viola la privacy

di REDAZIONE

Via libera all’utilizzo del redditometro. Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione dello stesso Tribunale del febbraio scorso, con cui si vietava di usare lo strumento per violazione della privacy.

Nel provvedimento di revoca dell’11 luglio, che l’Adnkronos ha potuto consultare, si dichiara quell’ordinanza “illegittima”, con una serie di motivazioni, aggiungendo che oggetto della controversia era esclusivamente il presunto trattamento scorretto dei dati personali del contribuente.

Detto ciò, la sentenza della Corte di Cassazione n. 23554 del 20 dicembre 2012 afferma in modo chiaro e preciso che lo strumento del redditometro ha valenza di presunzione semplice sulla base della quale determinare il reddito presunto del contribuente. Nel caso in esame la Corte di Cassazione ritiene illegittimo l’accertamento sintetico nei confronti di un contribuente che aveva aderito al c.d. “concordato di massa” del 1994.

La sentenza chiarisce che l’accertamento sintetico disciplinato dall‘art. 38 del D.P.R. n. 600/1973, già nella formulazione anteriore a quella successivamente modificata dall’art. 22 del D.L. 78/2010, tende a determinare, attraverso l’utilizzo di presunzioni semplici, il reddito complessivo presunto del contribuente mediante i cosiddetti elementi indicativi di capacità contributiva stabiliti dai decreti ministeriali con periodicità biennale.

Già nel 2011 la Cassazione con la sentenza n. 13289 si era espressa in tal senso e cioè, equiparando il redditometro agli studi di settore, aveva attribuito al “vecchio” redditometro capacità probatoria di presunzione semplice, semplice indizio utilizzabile nel processo di formazione della pretesa tributaria solo se supportato da ulteriori elementi indiziari gravi, precisi e concordanti.

Ne deriva, quindi, che l’onere della prove non si inverte nei riguardi del contribuente, ma resta a carico dell’Amministrazione finanziaria.

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2 Comments

  1. Luigi says:

    Un modo come un altro per giustificare l’ennesima angheria dello Stato sui contribuenti.

  2. luigi bandiera says:

    Papabile papabile: ma noi cittadini sovrani, camminiamo a piedi nudi sulle spine delle corti..?

    Kax quanto vale la mia che nessun intellettuale magari mona raccoglie per allargare il concetto. Nemmeno il tontolon…

    Dai, ve la ririririri_anne volte_propongo:

    UN RE NON SI FARA’ MAI E POI MAI UNA LEGGE CONTRO..!!

    La cosiddetta italia… secondo voi, si fara’ leggi contro..??

    Se pendsate di si, beh, allora e’ una puttana..!
    E ovviamente dell’altro o molto di piu’.

    Ma cosa si deve inventare mo per dire che l’itaglia e’ una vera merrrddd.,.?

    Sinceramente non so piu’ cosa dire se non inventarmi stronzate..!

    Fate vobis …

    Fe valtri…

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