Reddito di Stato, negozi chiusi quando lo dice lo Stato, confini di Stato… Il muro comunista di Luigi e Matteo

salvinidi ROBERTO PISANI – Movimento 5 Stelle e Lega ex Nord l’hanno studiata bene.

I primi stanno riproponendo alcuni cavalli di battaglia della sinistra storica, quali il reddito di stato, degno dei regimi comunisti (a quando la tessera per gli acquisti di sovietica memoria?) e la chiusura domenicale degli esercizi commerciali, tanto gradita dai sindacati e meno dagli eredi del PCI.

I secondi sostengono la strenua difesa dei confini tanto cara alla destra nazionalista di tutto il mondo, anteponendo al mondialismo dilagante la difesa dei diritti degli italiani (?!?).

Il tutto in contrapposizione al centrismo politico di democristiana memoria che trova casa in Forza Italia da una parte e nel PD dall’altra.

Fin qua ci può anche stare, ma la cosa più buffa è che lo vogliono fare governando assieme.

 

Twitter @robypisani

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5 Comments

  1. Ric says:

    Coalizioni , leggi elettorali , sono enunciazioni d’intenti con finalità di rassemblement di governance , è sottendere filosofia dell’utile realismo della pragmatica che impone risultante tangibile , ma è un’assolutizzazione , una paronomasia .
    Ciò che produce l’imperfezione sistemica del potere è un caos funzionale in grado di poter stravolgere a piacimento ogni giusta aspirazione di genti , onde liberare il continuo colpo di stato senza incorrere nella percezione del sopruso , come invece è e si sostanzia attraverso ciò che definiscono istituzioni di garanzia , mancante però dei soggetti da garantire .
    Chi si impossessa quindi dello stato è vero usurpatore pro domo sua .
    L’eterogenesi dei fini spiega esaustivamente la razionalizzazione che si applica agli accadimenti politici che si attualizzano in osmosi spuria tra tesi antitesi di finzione .
    Il cinismo del potere che conosce le dinamiche , controllando appunto gli strumenti che le sviluppano , attende la conclamante dicotomia del governo giallo verde all’inciampo fisiologico come la santa inquisizione attendeva le caravelle di Colombo o la descrizione d’universo dal cannocchiale di Galileo , sfide “blasfeme” oltre le colonne d’Ercole dell’infinito (frame dell’epoca ) il naufragio d’auspicio per un non ritorno , una cecitá imposta con galera per confutarne l’apostasia .
    Il trastullo compiaciuto di due entitá politiche( Lega/M5S ) assonanze compatibili che si configurano con la stessa valenza dell’esplosione irrazionale di un amore proibito , un’attrazione fatale che gli universi antigoni impone : via suadente che si percorre come destino irreversibile della storia , una natura da domarsi col sopruso ma che ritorna a prendersi proprie rivincite .
    Ma è “diafora “ , fatto salva tuttavia la confluenza di tanti sospirati patimenti miscela incendiaria , nemesi come presupposto indispensabile alla comprensione del cambio paradigmatico con linguaggio comprensibile d’accesso al mondo nuovo .
    Potenza che risiede nel cavalcare l’energica onda per patrimonializzare aspetti di un vivere e di un esistere in grado di dare al cuore ed ai sentimenti dedicati alla vita , unica chance e linfa preziosa che valga la pena. Il bilancio generazionale dove i vecchi non vorrebbero barattare status e probabili destini delle nuove giovani generazioni con le proprie pregresse esperienze , la dice lunga circa il disagio senza felicità e buia prospettiva di chi avrebbe sfide difficili ma dalle argomentazioni prive di motivazione .
    Perciò , andrebbe valutato più favorevolmente intorno a questo nuovo romanticismo che si coagula la sfida che è sommatoria e oltre , non tanto di caratterizzazioni di elettorato dissimile ideologicamente e pure forse antropologicamente , ma di un generalizzato sentore d’identificazione di un sé deprivato e spesso trasformato in peggio che tenta di alzare la testa orgogliosamente , ancora senza capirne bene le definizioni esatte , tuttavia con un’ energia ed un furore che ne aggancia altri di provenienza diversa ma di probabile medesima natura , quei populismi sovranisti che valgono di più di ciò che racconta lo storytelling d’ attribuzione che passa il convento.
    Un esempio su tutti le statistiche degli esperti divulgatori media ed affini , nell’ “informare “ pongono accento circa discrasia
    della percezione su problema migrazione , ove pare che gli italiani siano al primo posto come sentore di sovradimensionamento del fenomeno , e gli Svedesi all’ultimo .
    Tuttavia la realtá , non come interpretazione , restituisce , per quanto concerne gli svedesi , un partito definito di estrema destra totalizzante il 20 % dei consensi .
    Sta a significare che , gli equilibrati svedesi , capaci di lettura d’un reale tangibile , dando il consenso ad un partito estremo pari al 20% , acclari maggiormente ed incontrovertibilmente il contrario di ciò che media e sistema confuterebbero a prova .
    Lo schema di rafforzamento necessario e continuativo dell’area Leghista , indipendentista , autonomista , oggi trova una sponda ideale nel Sovranismo che , a differenza dei nazionalismi del novecento , ha molte più assonanze ed identitá con l’orgoglio e le libertá dei popoli .
    E fino a quando il trait d’union che rilancia stimoli leciti di ispirazioni libertarie ed esistenziali verrá nominalmente rispettato , tutto il resto giocoforza verrà post posto o addirittura cestinato .
    Se al contrario , le restaurazioni assolutistiche avranno accelerazioni bislacche , imprimatur e finanze , finte Europa , organismi come L’ONU comprensibili solo direttamente proporzionali ai danni che procurano ed alle risorse che si pappano , ed inversamente ai benefici presunti , magistrature incriminanti da millantata supplenza da Domine Dio , (vedi procura interferente ministro esercitante funzione ) di stampo saraceno rappresentanti concezioni arcaiche di altrettanti istinti predoni parassitari e arretrati , punte d’iceberg della metastasi ,il quadro di consenso sarà plebiscitario e finalmente e tombalmente ripristinerà e redimerá la questione dello stato Italia in senso federale , o di nuove auspicate STATUALITÁ , appunto , INDIPENDENZANUOVA .

  2. hokahey says:

    Peccato la decisione non debba essere, a mio avviso, politica ma economica.. Non sono d’accordo sulla chiusura o apertura per legge ma deve essere una decisione dell’imprenditore.. Sono, in quel senso, un liberale convinto..

    • Alessandro Guaschino says:

      Mi sta bene che sia una decisione dell’imprenditore ma solo se è strettamente personale, nel senso che per nessuno motivo debba o possa essere obbligato un dipendente a lavorare nei giorni festivi (specie senza partecipare agli utili…) oppure essere causa di licenziamento o mancata assunzione. Il problema restano i centri commerciali, di proprietà di multinazionali o fondi di investimento senza cuore che mirano solo al profitto senza alcun timore di distruggere le famiglie e che fanno concorrenza sleale al piccolo commerciante, pensiamo al dumping, alle offerte, agli sconti imposti ai fornitori o la Coop che considera i dipendenti membri di cooperativa e quindi, oltre a pagare meno tasse, non paga neppure i festivi maggiorati.

  3. Alessandro Guaschino says:

    A leggere questo articolo parrebbe che i negozi siano sempre stati aperti la domenica…..invece fu una delle tante sciagurate decisioni prese da quell’incompetente di Monti, quelle che non portavano un centesimo di beneficio agli italiani, provocavano un peggioramento della vita ed arricchivano solo banche e multinazionali.
    Se si torna al periodo anteMonti il provvedimento non può che essere positivo e vediamo perché. Se una famiglia ha solo 100 € da spendere aprire anche alla domenica non provoca un aumento dei consumi, sempre 100 € rimangono, però aumentano le spese per luce, stipendi, ecc. Il negozietto sotto casa, quello che paga le tasse in Italia ed è insieme alle piccole industrie una colonna portante dell’economia, viene danneggiato perché non può restare aperto 7 giorni su 7 e pagare un dipendente assunto in più per i festivi è una spesa che non può sopportare. Infine, se un popolo di pastori nomadi da millenni ha istituito il riposo settimanale (“ricordati di santificare le feste”) ci sarà un motivo, no? E se ci sono arrivati loro e non Monti siamo certi che sono nel giusto. Per ultimo, ma che soddisfazione ci trovate a rinchiudervi la domenica in un centro commerciale quando magari fuori c’è il sole? Ma andate in montagna, al lago, al mare, dove troverete dei bellissimi negozietti a conduzione familiare aperti e se comprerete qualcosa il proprietario saprà consigliarvi per il meglio, visto che difficilmente sarà uno che magari il giorno prima era al reparto pescheria…..

    • caterina says:

      Sottoscrivo in toto!… invece di aumentare il tempo obbligato del lavoro dovrebbero aumentare il tempo del riposo, che e’ sicuramente piu’ produttivo perche’ ciascuno lo usa come crede, arricchendo se stesso e nello stesso tempo la societa’… che non sono le banche e i loro caveaux!

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