Reddito di cittadinanza a vita. La gabola scoperta dall’Ufficio Studi del Senato

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di STEFANIA PIAZZO – Anche se votato, varato, pubblicato, il provvedimento sul reddito di cittadinanza non ha finito di stupire. Come sempre, ma non come sempre si viene a sapere, una legge viene passata alla risonanza magnetica della fattibilità dall’Ufficio Studi di Camera o Senato. Ebbene, quest’ultimo, sta facendo le pulci su aspetti degni di un ricorso in Corte costituzionale. I nervi scoperti riguardano i cittadini stranieri che hanno diritto all’assegno con 10 anni di residenza in Italia; la reclusione da due a sei anni,“più elevata anche rispetto a quelle generali previste per le fattispecie delittuose di falso commesse da un pubblico ufficiale” in caso si abusi del reddito; i requisiti anagrafici per il riscatto della laurea ma soprattutto, punto controverso e taciuto, è la durata dell’assegno. Le proposte di lavoro da accettare sono tre, tre i tentativi di ricollocamento ma se anche il terzo viene respinto, così ci è stato detto, scatta la decadenza del diritto all’assegno. E invece… no! In caso non ci siano proposte congrue, può durare con rinnovi uno dietro l’altro. Praticamente per la vita.

E dove saranno o dove potrebbero essere le proposte non congrue? La legge trova da sola l’inganno, essendo essa stessa un inganno.

Infine, un dettaglio che tutti fanno notare, non si sa nulla sul bando Anpal per i 6mila navigator co.co.co. Di sicuro Goldoni ne avrebbe potuto fare una commedia.

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2 Comments

  1. Toni says:

    Questo paese non solo e irriformabile. Ma va abolito al più presto…

  2. caterina says:

    in che mani sono finiti “gl’italiani”?… meglio essere Veneti, Lombardi, Genovesi… addirittura Napolitani con propria criptomoneta come il loro sindaco sta ipotizzando…

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