Reddito cittadinanza, Veneto ultimo per richieste. Callegari: non si vuole elemosina ma lavoro e autonomia

 

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di CORRADO CALLEGARI – E’ ormai ufficiale, il Veneto è l’ultima regione per richieste di reddito di cittadinanza. Non è che qui non ci sia disoccupazione, crisi, ma si cercano altre vie d’uscita dalla povertà e dalla miseria. E’ un fatto culturale, non è il solito adagio che siamo tutti ricchi e non abbiamo bisogno di aiuto. Piuttosto, non si chiede e si cerca altro. Non è vero che al Nord si sta meglio che al Sud perché girano tanti soldi e le aziende aprono dietro l’angolo tutti i giorni.

Di sicuro i veneti sono quel popolo che ha chiesto con plebiscitaria votazione, l’autonomia per vivere del proprio lavoro senza dover mantenere altri che non hanno responsabilità di spesa, che eleggono pessimi amministratori, che da sempre affossano il Pil del Paese.

Sarà uno scatto di orgoglio, mettiamola come si vuole, ma il Nord al di là delle analisi sociali o antropologiche, è chiaro che chiede altro allo Stato. Non vuole il reddito di cittadinanza, chiede meno tasse, più libertà d’impresa, meno burocrazia. Meno Stato. Di questo Stato. Perché se fossimo oltreoceano o appena qui sulle Alpi elvetiche, avremmo piena autonomia, lo Stato gestirebbe il minimo indispensabile, i cittadini potrebbero per referendum aumentare o far calare le tasse per referendum come nei cantoni, oppure potremmo evitare costose campagne elettorali per eleggere il governo. I ministri, in Svizzera, sono nominati dalle Camere. E a rotazione fanno il capo dello Stato. Per legge, devono fare un altro lavoro, quello di parlamentare non è un mestiere.

 

Alfio Calvagna, presidente del comitato Inps del Veneto, interpellato dal Corriere della Sera, spiega così la scarsa richiesta di Rdc in Veneto. «Secondo me, un po’ come succedeva per il vecchio Rei (il Reddito di inclusione del governo Gentiloni, sostituito dal Reddito di cittadinanza, ndr), in regione c’è anche l’aspetto per cui ci si vergogna un po’ a chiedere questi sostegni, perché poi in paese si viene a sapere, perché non sta bene…». Si preferisce una povertà silenziosa all’aiuto di Stato. Aver perso uno status sociale, doverlo ammettere, per i veneti è peggio che patire la fame.

*Responsabile Confederazione Grande Nord Veneto

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Caro Antonio, scusami ma sono altri a doversi vergognare o no?
    Chi sono coloro che hanno generato e continuano a generare il debito pubblico?
    Come mai i politici meridionali governano le loro regioni, comuni e provincie così male ?
    E’ vero noi Veneti tiriamo la carretta eppure se qualche volta ci lamentiamo veniamo subito zittiti, perché?
    Vogliamo l’autonomia per cercare di evitare di dover sprofondare con l’italia intera.
    Solo permettendo da subito alle regioni del Nord l’autonomia si può sperare di salvare il salvabile. Risibili le richieste delle altre regioni di volere l’autonomia. La Sicilia ne ha una piuttosto importante, eppure è sempre in deficit, Roma lo stesso etc…etc..etc..
    Bene di eccetera siamo stufi, stanchi, ingolfati, vogliamo fare qualcosa per cambiare il nostro e vostro declino verso il DEFAULT ????????????????????????????????????
    WSM

  2. Antonio says:

    Si. Analisi giusta. Pero pagano. E non si vergognano lavorare e pagare gli occupanti. Mah…

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