REDDITO DI CITTADINANZA? PIU’ TASSE PER TUTTI

di REDAZIONE

Il reddito di cittadinanza (o reddito di base) è una di quelle idee ricorrenti. Se ne parla per un po’, poi non se ne parla più, poi rispunta fuori. È un cavallo di battaglia soprattutto della sinistra ma in realtà è abbastanza trasversale; basti pensare che anche Milton Friedman proponeva una cosa simile. L’idea del reddito di cittadinanza in sostanza è quella di dare a tutti i cittadini una somma indipendentemente se si lavora o si è disoccupati, se si è ricchi o poveri. Lo stato dovrebbe dare a tutti, in quanto cittadini, una somma mensile di denaro utile per consentire alle persone di essere in ogni caso autonome e in grado di sostenersi. Il reddito di base è un’idea che piace a molti in varie parti del mondo perché solletica la mente immaginando una società nella quale la sussistenza è garantita dallo stato e una persona può anche decidere di lavorare otto ore alla settimana invece che al giorno e coltivare le sue passioni.

Il reddito di cittadinanza piace anche in Svizzera. Il 21 Aprile partirà la raccolta firme per un’iniziativa popolare federale per un reddito di base incondizionato.

Per molte persone la parola «lavoro» è sinonimo di attività retribuita. Per il funzionamento della nostra società sono tuttavia necessarie anche molte altre attività; basti pensare a tutto il lavoro non retribuito svolto in casa e in famiglia, molto spesso dalle donne. Sono tante le persone che lavorano su base volontaria, senza percepire un salario. Un reddito di base incondizionato amplierebbe questa possibilità. Il reddito di base crea spazi di libertà: per una maggiore formazione, per più tempo in famiglia, per attività più sensate. Parallelamente, l’incentivo finanziario per svolgere lavori retribuiti verrebbe mantenuto.

Anche il Partito Pirata Svizzero, che non può essere definiti tout court “di sinistra”, ha aderito a questa proposta spiegando che il mondo del lavoro odierno è cambiato, è più flessibile e spezzettato e quindi un reddito di cittadinanza garantirebbe la libertà e la sicurezza per le persone di trovare la loro strada e scardinerebbe l’anacronistico stato sociale basato su un alto tasso di occupazione. Insomma, una proposta definita “liberale” che libererebbe energie in questo periodo caratterizzato dal sempre più veloce cambiamento.

Io invece per quanto mi riguarda penso che il reddito di cittadinanza sia prima di tutto pericoloso e in secondo luogo una sciocchezza. È un pensiero comodo quello di immaginare lo stato che ti regala ogni mese 2’500 Franchi in modo tale che tu possa avere più tempo per te o provare a cambiare lavoro senza il patema d’animo o impegnarti nel volontariato. Tuttavia questo quadretto idilliaco si scontra con la realtà e con la massima di Bastiat che siamo costretti a ripetere come un mantra sempre e sempre e sempre e ancora una volta: lo stato è quella grande illusione attraverso la quale tutti pensano di vivere alle spalle di tutti gli altri. Da dove verrebbero i soldi? Verrebbero creati dal nulla o forse attraverso nuove tasse? In pratica si tasserebbe per poi redistribuire a pioggia:caspita che novità! Questo meccanismo c’è già e non sta liberando proprio niente, anzi, ogni nuova tassa deprime l’economia e incatena le persone. L’idea poi che lo stato dall’alto abbia la funzione di darti mensilmente la paga in quanto bravo suddit…cioè, cittadino la trovo di una pericolosità unica perché aumenta ancora di più il rapporto parassitario degli individui con l’entità coercitiva, ossia lo stato. Con il reddito di cittadinanza siamo al socialismo reale spinto, ossia, un sistema che inevitabilmente implode.

Dal punto di vista più spiccio poi, trovo il reddito di base una cretinata che non meriterebbe molte altre considerazioni perché non è molto difficile capire che se tutti, ricchi e poveri, belli e brutti, hanno a disposizione come minimo 2’500 Franchi al mese allora i prezzi tenderanno inevitabilmente ad aumentare rendendo vana l’iniziativa. A meno che…non venga allestito un Super Ufficio con almeno un milione di dipendenti (un ottavo della popolazione svizzera) che vigila scrupolosamente sull’andamento dei prezzi. Sì, bisognerebbe trasformare il Paese in un incubo alla 1984 ma se vogliamo avere più tempo per noi… Ah, come dite? I prezzi fissati non hanno mai avuto molta fortuna e hanno sempre creato mercato nero? Suvvia, siamo svizzeri, certe cose non le facciamo!

  • Quello che si vede: un reddito per tutti che aiuta le persone a essere autonome.
  • Quello che non si vede: la mano dello stato che prima di dare, prende e rende tutti ancora più dipendenti
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