Recanati: “Ecco come i politici recanatesi manipolano la verità”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ancora una volta l’amministrazione comunale recanatese si caratterizza per affermare cose diverse dal vero e manipolare il consenso, agendo per via politica pur di raggiungere i propri obiettivi, anche a costo di calpestare la legge che, come ente pubblico, dovrebbe per prima rispettare e applicare. Già nel  2010 questa amministrazione fu condannata all’Agicom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per violazione della legge in campagna elettorale. Ora il Corecom  (Comitato Regionale per le Comunicazioni)  ha nuovamente scritto al Comune affermando che alcune sue iniziative hanno violato di nuovo la legge e ha tramesso il tutto all’Agicom affinchè assuma i provvedimenti del caso.  Il Corecom  ha fatto riferimento a tutta la campagna di comunicazione ai cittadini (manifesti, siti, pubblicità su radio, lettere inviate ai cittadini) effettuata dal comune di Recanati per pubblicizzare la “campagna d’ascolto” del 6 (alle Grazie) e 15 febbraio (rione Mercato) 2013. La legge infatti prevede che la campagna elettorale la debbano fare i partiti e non le amministrazioni. Proprio per evitare che in campagna elettorale le amministrazioni comunali manipolino il consenso e si inventino ad hoc riunioni con i cittadini, “campagne d’ascolto” o altre iniziative finalizzate in realtà ad influenzare la libertà di voto, la legge vieta tali riunioni e altre iniziative simili nel periodo elettorale. In pratica la legge vieta, giustamente, alle pubbliche amministrazioni di svolgere “dalla data di convocazione dei comizi e fino alla chiusura delle operazioni di voto” ogni attività di comunicazione istituzionale, con la sola eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili, nonché indifferibili, per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.  Il Corecom, dopo aver svolto adeguata istruttoria anche in base ai documenti inviati dall’amministrazione recanatese, ha deciso, nella seduta dell’11 febbraio 2013,  che le riunioni con i cittadini del 6 e 15 febbraio non avevano  il requisito dell’indispensabilità, potendo essere differite ad altro periodo, e neppure quello della impersonalità della comunicazione, stante i manifesti pubblicitari e le lettere inviate a casa dei recanatesi.

Di fronte a tale chiara e giusta decisione il Comune e il Sindaco cosa fanno? Non solo effettuano comunque le due riunioni fuorilegge del 6 e 15 febbraio ma poi, anziché adeguarsi alle legge e chiedere scusa ai cittadini per averla violata, peggiorano le cose. Infatti scrivono, in modo stizzito e schizzato, che le riunioni erano già state autorizzate dall’Agicom, che il dirigente regionale incaricato dal Corecom avrebbe ostacolato il comune di Recanati nella documentazione e nell’accesso agli atti mentre avrebbe favorito il consigliere regionale Marangoni, che il presidente del Corecom si sarebbe opposto alla deliberazione del Corecom ma  avrebbe prevalso la ragion politica su quella tecnica.

Di fronte allo squallore delle argomentazioni di chi ha colto l’occasione di una elezione politica per incassare il primo stipendio certo della sua vita per cinque anni, è bene chiarire ai recanatesi gli aspetti fondamentali della manipolazione della verità. E’ proprio l’amministrazione recanatese e il partito della gioiosa macchina di guerra che in questa vicenda si è mossa politicamente, anche verso Roma e ancor prima che il Corecom fosse interessato tecnicamente alla vicenda dal consigliere regionale Marangoni. E’ bene chiarire che il Comune si è fatto preventivamente autorizzare dall’Agicom la campagna d’ascolto in periodo elettorale sulla base di documentazione fornita dal Comune di Recanati all’Agicom di Roma, documentazione contenente notizie totalmente difformi dai fatti e circostanze concrete che il comune andava a realizzare. In pratica la rappresentazione dei fatti fornita dal comune all’Agicom è diversa dalla verità e, proprio per questo, l’Agicom l’ha, in buona fede, autorizzata, anche per mancanza di contraddittorio. E’ il Corecom stesso a scriverlo nella sua successiva nota all’Agicom: “Il parere preventivo favorevole di codesta Antorità (ndr Agicom), richiamato dal Sindaco nella nota contenente le proprie controdeduzioni, riguarda iniziative di comunicazione finalizzate alla predisposizione del bilancio preventivo annuale e pluriennale dell’Amministrazione comunale. Si tratta, cioè, di un parere espresso su una fattispecie diversa  (ndr. il bilancio) da quella oggetto di segnalazione (ndr. campagna d’ascolto del 6 e 15 febbraio)”. In sostanza il Comune ha raccontato fischi per fiaschi all’Agicom e questa ci ha creduto, magari aiutata da qualche telefonatina interessata del solito Partito, quello che rappresenterebbe la nuova politica, come la grande banca rossa di Siena ci dimostra.

Ma c’è di più. Il Comune incolpa il Corecom di averlo ostacolato  nei documenti e nella richiesta di accesso agli atti, anziché dire che  la documentazione richiesta dal Comune e dal consigliere Marangoni è stata fornita ad entrambi dal Corecom negli stessi tempi, peraltro molto veloci. Ben diversamente si comporta invece il “democratico” comune recanatese che invece fa attendere tutti i 30 giorni previsti dalla legge, consegnando gli atti richiesti solo allo scadere del trentesimo giorno ai consiglieri regionali o comunali di opposizione che ne fanno abitualmente richiesta . Evidentemente c’è chi dal Palazzo comunale vede  solo la  la pagliuzza che c’è nell’occhio altrui ma  non vede la trave che c’è nel proprio occhio.

Quanto alle divergenze di opinione, citate dalla nota stampa del comune, tra il presidente del Corecom che “si sarebbe opposto” alla  determinazione assunta dal Corecom stesso, siamo dispiaciuti che i politici che amministrano il Comune di Recanati abbiano rivelato pubblicamente questo retroscena, assolutamente  non necessario, mettendo così in difficoltà un politico noto e stimato che vanta oltre 30 anni di militanza, un tempo comunista, ora democratica. Tanto più che il Corecom è composto da ben 7 membri, eletti dal Consiglio regionale delle Marche, e che riflettono anche nella composizione, la maggioranza politica prevalente del consiglio stesso, cioè la stessa del comune di Recanati.   In ogni caso le delibere del Corecom sono assunte collegialmente dall’insieme del Corecom stesso, a prescindere dalle eventuali e legittime divergenze di opinione interne che possono esserci nel merito delle questioni.

L’insieme delle argomentazioni addotte dai politici dell’amministrazione recanatese, che operano come anzidetto ormai fuorilegge, è un chiaro esempio di coloro che, pur essendo giovani di età anagrafica, sono politicamente molto vecchi. Infatti, anziché applicare la legge, cercano maldestramente di arrampicarsi sugli specchi utilizzando gli arnesi che quella stessa vecchia politica ha loro insegnato visto che  la praticano da venti anni.

Enzo Marangoni

Consigliere regionale delle Marche

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