Reato prescritto, ma Santoro deve risarcire i leghisti offesi. La Cassazione non perdona

di REDAZIONEsantoro

La giustizia non smette di sorprendere. Michele Santoro, e un gruppo di intellettuali di area leghista, sono i protagonisti di questa vicenda che crea un precedente giuridico non indifferente. Puoi anche essere condannato e poi in appello assolto dal reato di diffamazione, ma la Cassazione può anche stabilire che la responsabilità civile c’è e resta e implica un risarcimento. Situazione quindi capovolta, rispetto ai verdetti precedenti, percorrendo, come hanno fatto i difensori della parte offesa, il fronte civile. Leggere per credere.

“Il reato è prescritto ma la responsabilità dell’imputato viene comunque riconosciuta e per questo dovrà risarcire la parte offesa. Questa in sintesi la sentenza – un vero colpo di scena – pronunciata dalla Corte di Cassazione per il processo a carico del conduttore televisivo Michele Santoro, accusato di aver diffamato l’avvocato varesino Andrea Mascetti, l’associazione culturale Terra Insubre e Gilberto Oneto, considerato uno degli ideologi della prima Lega. La vicenda risale al lontano 2000: durante una puntata della trasmissione il Raggio Verde, che andava in onda sulla Rai, condotta appunto da Santoro, vennero proposti degli accostamenti fra i tre (Mascetti, Terra Insubre e Oneto) e l’estrema destra europea xenofoba e nazista.

Il legame sarebbe stato articolato attraverso immagini. Si aprì così un processo a Varese. La sentenza nel 2007: il giudice Chiara Valori condannò Santoro per diffamazione; condannato a pagare una multa di mille euro e a risarcire con diecimila euro ciascuna delle parti civili (oltre al ristoro delle spese processuali). Ebbene, il verdetto fu impugnato dal giornalista televisivo. E il processo d’appello gli ha dato ragione un anno fa. I giudici milanesi di secondo grado hanno infatti assolto Santoro con la seguente formula: «Perché il fatto non costituisce reato».
Chiusa lì? Neanche per idea.
Mascetti, assistito dall’avvocato penalista varesino Gianfranco Orelli, ha deciso di ricorrere contro il verdetto d’appello, portando il caso dinanzi alla Suprema Corte. L’udienza si è tenuta martedì 16 dicembre.
Orelli ha argomentato a lungo sulla responsabilità di Santoro, chiedendo ai giudici della terza sezione penale della Cassazione di dichiarare la colpevolezza, ai fini civilistici, dunque per una condanna al risarcimento, del conduttore tv, e di annullare di conseguenza gli effetti civili della sentenza d’Appello di Milano. In altre parole: la diffamazione è sì prescritta come reato ma è stato chiesto di affermare – contrariamente a quanto valutato in secondo grado – la responsabilità di Santoro e di obbligarlo quindi a risarcire l’avvocato Mascetti, peraltro aderente a Terra Insubre e di chiare simpatie leghiste.
E la Cassazione si è pronunciata in questo senso: annullata la sentenza di secondo grado «agli effetti civili». E rinvio quindi ai giudici d’appello (civili) per la quantificazione del risarcimento. E c’è di più: Terra Insubre e Oneto, che avevano rinunciato a ricorrere in Cassazione. potrebbero ora “beneficiare” del pronunciamento favorevole a Mascetti”.

da laprealpina.it

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2 Comments

  1. Francesco Mario Agnoli says:

    Francamente stento a capire cosa si trovi di strano nel fatto che la Cassazione, pur dichiarando prescritto il reato, abbia affermato la responsabilità civilistica (a fini risarcimento danni) dell’imputato Santoro. Non è certo la prima volta che lo fa. Così come succede un’infinità di volte che una sentenza venga ribaltata in appello e la Cassazione dia invece ragione al giudice di primo grado.
    F.M. Agnoli

  2. giancarlo pagliarini says:

    Incredibile: una bella notizia da un tribunale. Incredibile. Quello che ho letto mi ha fatto davvero piacere!

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