Re Giorgio, la lunga marcia di un comunista ubbidiente

napolitano caprera

di ROMANO BRACALINI –  Dove se non in un paese da operetta, un comunista recidivo come Giorgio Napolitano poteva essere eletto presidente della repubblica due volte,ed ora da presidente “emerito” usa tutti i privilegi di casta?

Il senso della misura non è mai stato il suo forte,e anche adesso,quando il ruolo più dimesso e l’età,gli consiglierebbero maggiore cautela non rinuncia a qualche tardiva “sparata” sui giornali come quella sulla guerra in Libia che sarebbe tutta colpa di Berlusconi.

Non gli si conoscono dubbi e incertezze che ne abbiano incrinato col tempo la fede assoluta nel comunismo sia pure corretto e riformato col solito ritardo.Napolitano è sempre stato un “rivoluzionario” con la vocazione al posto sicuro,un comunista “alle vongole” a suo agio più da “Zi Teresa” che in cellula.E tuttavia è sempre stato uomo d’ubbidienza,senza un gesto di ardimento,senza un tentennamento quando si trattava di scegliere e lui sceglieva sempre di stare col più forte.Per lasciare qualche segno occorrono idee,certo,ma anche una buona dose di coraggio,cose che sembrerebbero del tutto estranee allo stile ambiguo di Napolitano,che ha ricoperto parecchie cariche di prestigio ma si direbbe sempre al di sopra dei suoi meriti.Come presidente della repubblica,benché recidivo,s’è segnalato per i ripetuti immancabili interventi in ogni campo dello scibile.

L’impressionante somiglianza con Umberto II di Savoia,di cui si disse fosse il figlio spurio,gli valse a Napoli,la sua città,il titolo forse non usurpato di “0 re”.Vero e non vero, Napolitano da re si è comportato negli anni del Quirinale diventando per la stampa mai irriverente “Re Giorgio”,e tuttavia segnalandosi come il peggior capo di stato che la repubblica abbia mai avuto da 1946 ad oggi.La sua natura di comunista “anema e core” si era già rivelata negli anni della giovinezza.All’università di Napoli si era iscritto ai GUF,ovvero gruppi universitari fascisti,collaborando al giornale universitario del partito “9 maggio”,che prendeva il titolo dalla data di fondazione dell’impero.Per molti comunisti critici e dubbiosi il momento della verità venne con l’invasione sovietica dell’Ungheria,il 23 ottobre 1956.Ma anche all’ora Napolitano,già trentenne, non si espose,non mosse un dito.Togliatti aveva bollato l’insurrezione ungherese come “controrivoluzione fascista”. Ed aveva accusato gli intellettuali magiari di voler “distruggere l partito”.

Stava dalla parte dei carri armati che “avevano sbarrato il terrore bianco e schiacciato il fascismo nell’uovo”.

Lo storico Furio Diaz, Antonio Giolitti, Fabrizio Onori e altri uscirono dal partito in segno di protesta. Celeste Negarville che aveva dissentito venne emarginato. E tuttavia non si poteva far finta di nulla. Perfino Togliatti fu costretto a prenderne atto.Nell’VIII Congresso del PCI, tenutosi poco dopo i fatti di Ungheria, Togliatti messa a tacere la dissidenza interna, con metodi da Cremino, lanciò la strategia della cosiddetta “via italiana al socialismo” poi ripresa,col solito ritardo, da Enrico Berlinguer. Per dare l’impressione della “novità”, Togliatti promosse nel Comitato Centrale volti “nuovi”, come Nilde Jotti,Luciano Lama, Emanuele Macaluso, Alessandro Natta e l’immancabile Giorgio Napolitano che aveva approvato la repressione sovietica e criticato Giolitti che l’aveva condannata. Tutti carristi di provata fede.

Oggi in molte città vie e piazze sono intitolate a Togliatti e all’Unione Sovietica (Torino).

Meraviglia che un vecchio stalinista ,invece di essere chiamato a rendere conto del proprio passato, sia stato eletto capo dello stato e che ancora oggi pontifichi a spese dell’erario?

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2 Comments

  1. caterina says:

    Non si e’ mai esposto ed e’ sempre stato sostenuto… chi c’era sempre dietro a lui per consigliarlo e suggerirgli come comportarsi? …forse la massoneria… certo che essendoci in giro dei Savoia e’ un peccato che si resti ancora nel sospetto, almeno noi… un dna confrontato forse risolverebbe l’enigma… e chi lo sa se magari l’interessato non lo abbia gia’ sciolto… E’ troppo imperturbabile e indifferente ad ogni critica…. come Presidente, il peggiore della serie….

  2. RENZO says:

    Nappo… il peggiore?
    Ma è un complimento?
    Cax c’è da rimpiangere segni, leone, scalfaro …si salva in parte solo Cossiga
    WSM

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