Rai, fatta la nuova spartizione. E il Cavalier Berlusca fa il “pieno”

di GIORGIO CALABRESE

E alla fine stamattina l’ennesima spartizione Rai è andata in porto. Nel nuovo cda sono stati eletti 4 consiglieri del Pdl, due indicati dal Pd e uno dal Terzo Polo. La Vigilanza ha eletto nel cda Antonio Pilati, Antonio Verro, Maria Luisa Todini, Guglielmo Rositani tutti con cinque voti, da parte di Pdl e Lega; Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi con cinque voti, indicati dal Pd; Rodolfo De Laurentiis, con cinque voti, per il Terzo Polo. Ci sono stati quattro voti per Flavia Nardelli, non ha votato Beltrandi. Dunque Berlusconi ha fatto il pieno come pretendeva dopo due giorni di polemiche e di sofferenze. E la Lega gli ha dato una mano.

Rai, l’eterna croce del Cavaliere. E non solo perché concorrente della sua Mediaset. “Cosa convochiamo a fare le riunioni e l’ufficio di presidenza in cui si decide quale deve essere la linea ufficiale partito se poi i parlamentari non la rispettano?”. Una domanda che Silvio Berlusconi visibilmente irritato ha posto ai dirigenti del Pdl riuniti fino a tarda notte a palazzo Grazioli a discutere soprattutto di Rai e riforme. Ad innervosire l’ex capo del governo e’ il caos in commissione di Vigilanza che ha fatto saltare martedì, dopo una giornata di trattative l’accordo raggiunto con la lega Nord sul nome di Luisa Todini. Un corto circuito su cui il Cavaliere e i dirigenti del partito vogliono vederci chiaro tant’e’ che proprio da via del Plebiscito partono una serie di telefonate per capire a chi, tra componenti della Vigilanza, sia da attribuire la ‘colpa’ per il mancato incastro di tutte le tessere.

Il ‘colpevole’ del fallimento dell’intesa con il Carroccio e’ Paolo Amato, senatore piediellino, ma soprattutto uomo vicino a Beppe Pisanu (e proprio la sostituzione di Amato in Vigilanza da parte di Schifani ha provocato la dura reazione di Fini). E’ proprio l’ex ministro dell’Interno a finire nel mirino del Pdl che intravede, anche nella giornata di ieri dopo l’ennesima bufera in commissione di Vigilanza, l’ombra dell’ex titolare del Viminale. Pisanu, che nell’ultimo periodo avrebbe intensificato i rapporti con il Terzo Polo ed in particolare con Gianfranco Fini, avrebbe fatto recapitare al Cavaliere il suo dissenso non solo sull’alzata di toni del Popolo della Liberta’ nei confronti del governo Monti. Ma anche sull’idea circolata negli ultimi tempi di una serie di liste guidata da esponenti del partito, come Daniela Santanche’, che poco hanno a che vedere, a detta dell’ex numero uno dell’Interno, con l’ipotesi di alleanza dei moderati. Un malessere, quello di Pisanu, che si sarebbe riscontrato anche nella decisione del Pdl di forzare la mano sulle riforme andando avanti nell’approvazione del semipresidenzialismo con i soli voti della Lega Nord. Ecco perche’ proprio le ultime mosse dell’ex ministro dell’Intero sarebbero state oggetto di discussione del vertice di Palazzo Grazioli. A Berlusconi infatti sarebbe stato fatto presente che in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama Giuseppe Saro, altro senatore dell’area vicina all’ex ministro dell’Interno, non sarebbe andato a votare il semipresidenzialismo facendosi sostituire. Un ‘mossa’ che avrebbe destato preoccupazione a via del Plebiscito soprattutto in vista del voto in Aula proprio sugli emendamenti per l’elezione diretta del presidente della Repubblica bocciati in commissione. La paura e’ che i ‘pisaniani’ possano far mancare il loro voto mettendo in seria discussione l’approvazione del testo.

L’idea pero’ che Pisanu e i suoi uomini possano abbandonare il Pdl per creare gruppi autonomi al momento sarebbe smentitaanche se l’idea che il Cavaliere possa fare un suo partito non sarebbe gradita all’ex titolare del Viminale favorevole invece all’idea di un progetto di area moderato, oppure ad un patto costituente per la prossima legislatura. L’ipotesi, a detta delle colombe, non sarebbe del tutto esclusa nemmeno dall’ex capo del governo che in questo modo, e’ il ragionamento, potrebbe restare protagonista anche nella prossima legislatura. Questa ipotesi pero’ si intreccia con la strategia per modificare la legge elettorale. Sul tema, anche nel corso del summit di palazzo Grazioli, si sarebbe registrato un certo stallo. Il Cavaliere, raccontano, non avrebbe chiuso la porta all’idea di tornare alla preferenze (nonostante qualche fedelissimo continui a sconsigliarlo) come strumento per ridare la parola ai cittadini: se non lo facciamo – gli avrebbe fatto presente piu’ di qualche dirigente – verremmo accusati da chi cavalca l’antipolitica di aver paura di ridare agli elettori la possibilita’ di scelta.

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8 Comments

  1. claudio novello says:

    minchia che ridere

  2. mega says:

    grande silvio, berlusconi presidente!!!

    laqualunqeu sei solo un bastardo !

  3. Laqualunque says:

    non ho letto l’articolo non ho tempo da perdere con delle cagate perche io lavoro,si sono uno dei rari ancorra a produrre(fessi)
    mi basta vedere la B (di berluska)che vomito e voi schifosi ci date ancora spazio,mi fermo qui perche le parolacce e la mia specialita quando ci vuole!
    mi avete rotto(e non solo io)
    non ho piu qualificativi per voi

  4. Giancarlo says:

    Ieri c’era la Merkel a Roma per discutere varie cosucce da niente con Monti, comunque diciamo che un po’ di carne al fuoco c’era. Bene, come già ben anticipato ieri da Tontolo, cosa ha fatto la Lega Merd versione lavata con Perlana? Si è occupata della Rai, inaugurando alla grande il nuovo mercato delle vacche con il PdL, di cui c’era stato già ampio sentore giorni fa con quel ridicolo scambio tra semipresidenzialismo e senato “federale” (sì, non hanno avuto vergogna di chiamarlo così) nella cosidetta bozza di riforma costituzionale. Finita giustamente su un binario morto, come sapevano i legamerdaioli per primi, ma tant’è, l’importante era dare il segnale del profondo rinnovamento morale e politico in vista del luminoso avvenire federalista.

  5. luigi bandiera says:

    Povero mai stato sovrano e da sempre PAGANTE..!

    Io noto che qualcodsa non funziona in questo ORGANO parrocchiale.

    Noto che in questi casi maca la SOSTANZA: il PADRONE.

    Tutti quelli che versano la tassa di possesso (ironicamente chiamato CANONE RAI) erano in qualche modo presenti..??

    In una qualsiasi azienda gli azionisti sono li’ presenti quando serve incassare e decidere sul daffarsi.

    In romaRAI pare che chi paga non abbia diritto ne di parola e ne di voto.

    E la chiamerebbero democrazia… i furbetti da sempre intenti al giuoko a tre kolori o karte o tavolette.

    “E la chiamano estate
    questa estate
    senza me e te..??”(B.M.)

    CHE SCHIFO QUESTO ALKATRAZ..!!

    Altro che vittoria…

  6. Dan says:

    Miraccomando leghisti: tutti di nuovo a toccare la gobba e leccare il popò del nano che forse ci scappano anche una rai6, 7 e 8 con relativo entourage

  7. Ferruccio says:

    La gestione della Lega Nord da parte di Maroni ha già dato un ottimo risultato…

    Come anticipato ieri Todini Maria Luisa amica e cofidente della sua inseparabile Isabella Votino è stata eletta nel C.D.A Rai…

    La POTENTISSIMA LEGA inizia a colpire

    • Giacomo Consalez says:

      È il nuovo che avanza trasformandosi di lì a poco in vecchio. C’è cattivo odore, aprite le ventanas.

      Lombardia indipendente. Indipendente in primis dai lombardi della lega italia.

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