RAI, LA POLVERIERA CHE PUO’ FAR SALTARE IL GOVERNO

di GIANLUCA MARCHI

Se c’è una buccia di banana su cui il governo Monti può seriamente scivolare non sono i provvedimenti di natura economica, che i partiti nazionali stanno ingoiando facendo spesso buon viso a cattivo gioco, perché almeno sono proposti dai tecnici e così loro possono sperare di salvare la faccia, quando dovranno ripresentarsi al giudizio degli elettori. Non subito, perché i cittadini li prenderebbero a pesci in faccia più che a vagonate di voti. Ma alla scadenza naturale, cioè fra poco più di un anno. E se solo potessero farebbero durare la legislatura almeno un anno in più, per lasciare a Monti e al suo governo l’onere di tentare di mettere un po’ di ordine (ammesso e non concesso che sia un ordine sostenibile) dove loro non facevano altro che accapigliarsi.

No. Il governo può rischiare di cadere se intende mettere mano pesantemente al “fortino” dove i partiti mantengono il loro potere, o quantomeno si illudono di mantenerlo ancora intonso: la Rai. La televisione pubblica, per come è gestita e per le sue abitudini, è quanto di più antico esiste in questo povero Paese, politicamente parlando intendo. Ma di sicuro serve a i partiti per continuare a illudersi di avere in mano le leve del potere e e grazie a queste ottenere, se continueranno a gestire l’azienda del “Cavallo morente” come cosa loro (mentre l’Ocse dice che lo Stato dovrebbe privatizzarla), risultati in termini di consenso, e forse non solo di consenso.

Che la Rai sia la liana a cui la politica tenta di abbarbicarsi come se fosse una scimmia che pensa di volare indisturbata sopra le teste dei poveri cittadini beoti lo dimostra quanto avvenuto ieri. Un piccolo assaggio della guerra “atomica” che si può scatenare intorno a viale Mazzini e a Saxa Rubra. Ecco una breve carrellata di prese di posizione.

Dal presidente del Consiglio Mario Monti «mi aspetto una riforma della Rai, mi aspetto un’uscita dei partiti dalla Rai, mi aspetto una nomina di un amministratore delegato, mi aspetto un Consiglio di amministrazione che si riunisca due volte all’anno e che non stia tutte le settimane a discutere». Lo ha detto Walter Veltroni, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora su Raitre. Se non si arrivasse alla riforma alla scadenza dell’attuale Cda, l’ex segretario del Pd si dice «assolutamente d’accordo» sul fatto che il centrosinistra non partecipi alle nomine e ribadisce la necessità che «la Rai sia un luogo dove si torni a parlare di televisione, della possibilità di fare programmazione intelligente, si torni a produrre».

«Alla Rai di tutto c’è bisogno tranne che di una sorta di dictator che segni la totale presa del potere del governo su di essa in violazione della legge vigente e ovviamente in alternativa agli odiati partiti con almeno uno dei quali, come ènoto, l’on.Veltroni non ha mai avuto nulla a che fare perchè egli è con ogni evidenza un tecnico». Lo ha detto ironico il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

«Il risultato dell’era-Lei sta tutto nelle parole di Veltroni. L’incapacità gestionale manifesta del dg purtroppo presta il fianco a coloro -come Veltroni, che pure di lottizzazione pareva intendersene- che vogliono smantellare il sistema Rai cosi come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Noi dei Popolari Italia domani crediamo che un Cda che si riunisca due volte all’anno sia un estremo rimedio poco percorribile e non la pensiamo come il Pd, ma crediamo si debba conservare il patrimonio Rai come servizio pubblico puntando sulle risorse interne,qualificate e compresse». Questa è stata la dichiarazione del deputato Pippo Gianni del Pid, il partito dell’ex ministro siculo Savero Romano. «Certamente – ha aggiunto – Lorenza Lei non è la persona giusta al posto giusto. Allora: meglio mettere da parte strane idee di prorogatio. Meglio proseguire con la Gasparri cambiando i nomi di dg e Cda, cosi da sbarrare la strada a chi vorrebbe smantellare la Rai».

Avete capito l’antifona? Non toccate la “compagna Rai”. Che poi a proporre un totale ribaltamento della governance dell’azienda sia stato nell’occasione Veltroni poco importa. Lui o un altro uguali sono se in testa hanno un ridimensionamento dei partiti. Certo l’ex segretario del Pd non è che a dire queste cose sia così credibile, visto che in passato è stato uno dei grandi protagonisti della immonda lottizzazione del Cavallo morente (l’espressione deriva dalla statua posta all’esterno della sede di viale Mazzini a Roma).

Il fatto è che a marzo scade il Cda dell’azienda, formato da nove membri praticamente espressione dei partiti, che a volte vengono nominati senza sapere nulla o quasi di televisione. Ma il loro compito è ben altro: tutelare l’orto politico del proprio partito. Attualmente il Cda ha una maggioranza di 5 contro 4 a favore dell’ex centrodestra (Pdl e Lega), essendo la nomina avvenuta durante il governo Berlusconi. Ma con in carica il governo Monti, e se non cambia la legge vigente, cioè la famigerata Gasparri,  chi avrà in mano la nuova maggioranza del Cda? Domanda non facile a cui rispondere, perché è vero che l’esecutivo è appoggiato da Pdl, Pd e Terzo Polo, ma dentro il Cavallo morente questa è un’allenza che non esiste, e lo hanno chiaramente dimostrato le recenti nomine alla guida del Tg1 (Maccari, gradito al Pdl) e alla Tgr (Casarin, gradito alla Lega). Senza dimenticare che poi c’è la nomina del Direttore generale, figura forte dell’azienda, la cui indicazione spetta formalmente all’azionista di maggioranza assoluta, cioè il ministero del Tesoro, ma che è sempre un figura gradita alla politica e, come nel caso di Lorenza Lei, al Vaticano. Il ministro del Tesoro Mario Monti come vorrà uscire da questo ginepraio? Alle prossime settimane l’ardua risposta.

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16 Comments

  1. luigi bandiera says:

    BASTA TASSA DI POSSESSO detto gnorantemente canone..!!

    Poi se ne parla..!

  2. beco says:

    Indovinello
    Non fanno domande/ ma muovono la testa per dire sì/ alle risposte di lorsignori/ come i cagnolini che stavan sui cruscotti delle vecchi 1100/ Hanno messo i loro pesanti/ pesantissimi culi/ sulle poltrone Rai/ e non li tolgon più/ voleva andarci anche Borian/ ma l’han fregato , è tardi/ dirigono/ pontificano/ e non li ascolt nessuno/ chi sono? chi sono?/io non lo dico ma tu?

  3. casavola says:

    il Titolo esatto sarebbe Rai, la polveriera che può far saltare la Lei: appena girano alcune cosette suglia appalti esterni e su certe nomine vedi il cinema……………

  4. brivio says:

    L’afar se ingrosa, metemeghelo in man al Caparini che lo maneggi a dover e po lo pasa ala dotora Lei che nol lo lassa cader!

  5. sibi says:

    Infami leghisti, per fare i vostri giochi personali, per tenervi i vostri posti di arrivisti ci avete imposto in video e portato in casa mafiosi e comunisti!!!!

  6. paolo says:

    Maroni ha avuto il suo tempo, non troppo e non poco, e lo ha sprecato nel suo eterno tenettennare…caro Maroni mica la storia ti serve la vittoria su un piatto d’argento, dovevi rischiare: ma il tuo tempo è finito e tu anche…ciao

  7. Lorusso Carmela says:

    Voi simpatizzate per i maroniani barbari sognanti ma non vi rendete conto che è stato proprio Maroni a fare un errore che comporterà la sua sconfitta e lo ha fatto volendo mettere il becco in Rai attraverso la sua longa manus…che errore bestiale…

  8. demis says:

    Fermi tutti, Carcano vol andare in Rai, ciamè Calderoli sel pol far una voce…

  9. liberati says:

    La Lega, qualcuno lo aveva anche accennato in un post tempo fa, ha avuto l’occasione per rifarsi una verginità ripulendo per prima gli errori fatti con la lottizzazione in Rai (in fondo aveva poco da perdere…e le costava anche due o tre stipendi) invece adesso passa per una delle peggiori forze lottizatrici e più proterve….anche perchè ha mandato degli incapaci. Ecco, perdere occasioni così e fare certi autogol indica che questo partito è finito definitivamente.

    • river says:

      Grazie a Bianchi Clerici

    • Savelli says:

      Mavalààààà il governo Monti non cadrà mai sulla Rai. Sulla Rai sono caduti ben altri poteri e manco ve ne siete accorti…e stanno cadendo tanti potentati affaristici che si stanno pure incazzando perchè con meso soldini si fanno meno affarini….se ne vedranno delle belle. E Monti non corre proprio nessun rischio!

  10. wanda says:

    Castiglione, Errani, Delrio, Chiamparino, i dirigenti dell’Upi e dell’ANCI e il professor Antonini stanno stendendo il nuovo piano editoriale della RAi federalista, a breve importanti indicazioni e novità:

  11. wanda says:

    Ora tutto è nella mani spaienti di Casarin e della Bainchi Clerici….che a sua volta prende ispirazione da Marano che si ispira a…..tranqueilli.

  12. berardi says:

    La vera polveriera che farà scattare la rabbia è la questione degli appalti esterni…. del mercato parallelo che si è creato in Rai. Ci sono dirigenti giornalistici che fanno lavorare i propri amichetti creando appositamente i servizi. E anche molto altro su traferte e varie. Quello è un sistema’chiuso’ che si tiene e si è tenuto per anni ma venendo meno i piccioli i nervi saltano e se ne vedranno delle belle, specie su certi moralizzatori…magari di fede leghista…occupatevene che è divertente…

  13. alberici says:

    Caro direttore, alcune cose sono cambiate in Rai, ma noto che ancora si osserva il cavallo con occhi ‘antichi’. In primo luogo Lorenza Lei non ha tutto quel potere che le si attribuisce e neppure, me lo lasci dire per informazioni di prima mano, tutto l’appoggio del Vaticano che vien millantato. Ladg ha sbagliato di grosso alcune mosse e adesso le pagherà, anche perchè ha messo il proprio nome a sostegno di alcune promozioni che hanno creato e stanno creando malumori fortissimi. Ma non è questo il punto ptinicpale: Non so se ha notato che in Rai non cercano e trovano spazio i numeri uno ma le seconde e le terze linee degli apparati. Ecco il problema vero. I leader e chi conta ha ormai capito che non è con la comparsatina che si vince la guerra, non è con l’intervistina in ginocchio del giornalista cameriere di turno che ci si attira le simpatie e i voti. E chi sta in cima non gradisce nel contempo che i propri scalzacani (tipo governatorucoli di regioni o peggi presidenti di province e sindaci) approdino ad una illusoria popolarità con comparsate continue. Il mezzo ‘ spuntato e il media rai è’ sputtanato. Ormai procede per correnti interne e trasversali che quasi non hanno più contatti con il potere vero. Ecco perchè la partita è più complicata e perchè molti cadranno in tempo breve….Saluti Nico (e’ un nome d’arte)

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