Raddoppiati i poveri. La ripresa… dei morti di fame. Con chi si fa il selfi ora Renzi?

di BENEDETTA BAIOCCHIrenzi2

La ripresa? Sì, della povertà. Dal 2007 ad oggi, certifica l’ultimo dossier Caritas, il numero di persone in povertà  assoluta è più che raddoppiato in 7 anni, passando da 1,8 milioni  a 4,1 milioni del 2014. Nel secondo Rapporto Caritas sulle politiche contro la povertà in Italia, si vede che dal 2007, ultimo anno prima dell’inizio della crisi,  il numero delle persone in povertà assoluta è salito dal 3,1% al 6,8% del totale, anche se i più recenti dati Istat segnalano che la povertà ha smesso di crescere: per la prima volta dal 2007, infatti, nel 2014 la percentuale di persone colpite (il 6,8% del totale) si sarebbe stabilizzata rispetto al 2013, in cui era il 7,3%. Ma è un pannicello caldo.

Per quanto riguarda l’azione futura annunciata dal governo Renzi, la Caritas osserva che “il presidente del Consiglio ha annunciato per il prossimo triennio un ampio pacchetto di riduzione delle imposte: nel 2016 l’abolizione della Tasi sulla prima casa, nel 2017 la riduzione di Ires e Irap e nel 2018 quella dell’Irpef. Mentre Ires e Irap si rivolgono alle imprese, abolizione della Tasi e diminuzione dell’Irpef sono finalizzate a sostenere direttamente il reddito delle famiglie attraverso minori imposte”. Ma, si chiede la Caritas, “quale sarà l’impatto di queste misure su chi dispone di un minor reddito? Quello conseguente all’eliminazione della Tasi risulterà estremamente contenuto poiché solo il 35% delle famiglie in povertà assoluta la paga. Non sono ancora note, invece, le caratteristiche della prevista riduzione dell’Irpef. In ogni modo, la ricaduta sugli indigenti sarà irrilevante dato che la gran parte è incapiente. Infatti, tra il 5% di famiglie con il reddito più basso, tutte in povertà assoluta, meno del 10% del totale paga l’Irpef”.

Dunque, “complessivamente, il pacchetto di riduzione delle tasse annunciato riguarderà in misura del tutto marginale i poveri assoluti, la maggior parte dei quali non ha disponibilità economica sufficiente per pagarle, oppure deve pagarne assai poche”. La Caritas apprezza le posizioni espresse dal ministro per il Welfare Poletti, l’impegno del Movimento 5 Stelle, di Sel e di diversi parlamentari del Pd come della Lega e di altri partiti; ma “decisivo sarà l’orientamento del presidente Renzi che, da quando è a palazzo Chigi, non ha ancora assunto una posizione pubblica precisa sulla lotta alla povertà”, contro cui “è necessario adottare interventi strutturali: la costruzione di un sistema di welfare e l’introduzione del reddito minimo di inclusione sociale”.

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