Quote latte: il governo vuole 700 milioni dagli “splafonatori” del Nord

di GIORGIO CALABRESI

Rischia di tirare nuovamente aria di tempesta nel mondo dei produttori di latte, soprattutto per quelli della Val Padana. La notizia destinata a riaprire una guerra sulla quale è scesa una sorta di tregua da circa un anno è questa: ‘Un appello forte a tutti i produttori perche’ dimostrino senso di responsabilita’ e rientrino in quota”. A lanciarlo, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, il ministro delle politiche agricole Mario Catania, in vista del possibile sforamento dell’Italia delle quote di produzione del latte stabilite dalla Ue. ”L’andamento della produzione e’ preoccupante – rimarca il ministro -. Nei primi 4 mesi c’e’ stato uno sforamento di 110mila tonnellate e la proiezione su base annua ci porta a un surplus di 300mila tonnellate. Se si continua cosi’ si rischia di pagare un prelievo di 85 milioni dopo tre anni di zero pagamenti”. E fin qui la notizia è che l’Italia dopo tre anni rischia di nuovo una multa per sovraproduzione. Ma la bomba si innesca col passo successivo: il ministro annuncia anche che e’ in dirittura d’arrivo un decreto del ministero dell’Economia, concordato con il Mipaaf, che detta le regole sulle modalita’ di riscossione delle vecchie multe. Un arretrato ‘storico’ di 4 miliardi di cui circa 700 milioni esigibili. «Le funzioni saranno ripartite – spiega Catania – tra Equitalia e Agea che farà ricorso a soggetti giuridici abilitati alla riscossione e per questo indirà delle gare per individuarli».

Si tratta di un provvedimento che dovrebbe risolvere una questione calda non solo per l’agricoltura, ma per l’intero paese tenendo conto che la vicenda è stata al centro negli anni passati anche di vertici Ecofin. «Tutto questo – afferma il ministro – porterà a una rapida sistemazione della maggior parte delle pendenze e auspico che i produttori chiedano di accedere alla rateizzazione per evitare così ulteriori traumi». Intano perà Catania lancia un nuovo allarme.

Ci risiamo, le danze possono ricominciare. Il governo vuole riscuotere i 700 milioni di multe per sforamento delle fatidiche quote latte da quei produttori, quasi totalmente del Nord, che in passato sono stati individuati come sovraproduttori rispetto alle quote assegnate, e che per varie ragioni non hanno mai ritenuto di mettersi in regola attraverso le rateizzazioni delle multe previste da due leggi (la 119 e la 33), anche per aver seguito le indicazioni di Bossi e della Lega che hanno sempre sostenuto non dovessero pagare. Il Carroccio, soprattutto negli anni in cui è stato al governo, ha funzionato da copertura politica per questo drappello composto da circa un migliaia di produttori: ora però sta all’opposizione e la guida politica è cambiata, di conseguenza bisognerà verificare se Maroni e i suoi sono ancora disposti a fare le barricate per difendere i cosiddetti “splafonatori”. E alla guida di Agea (per altro smembrata) non c’è più nemmeno un uomo della Lega, ma un ex assesore Pd dell’Emilia Romagna come direttore generale.

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7 Comments

  1. Lucia says:

    Cari Don ferrante e caissimo Salvo

    Disonestà sarebbe rifiutarsi di pagare per poter produrre?

    Come si chiama pagare per lavorare?

    Come si chiama in questo caso chi va a riscuotere?

    come si chiama colui che manda l’esattore?

    Come si chiama chi per pagare si è indebitato fino a perdere l’azienda?

    Come si chiama chi ha lucrato sulle aziende dismesse?

    Come si chiama chi si oppone a questo taglieggiamento?

    Fino a quando sopporteremo gli imbecilli che continuano a parlare della disonestà di chi si difende?

    Nell’attesa della indipendenza,cosa dicono gli indipendentisti?

    • Don Ferrante says:

      Come si chiamano coloro che fan pagare ai concittadini del Nord le multe a loro iinflitte ?

      Dalle mie parti li chiamano “barbùni” o “brocc” o “ligèra” e le signore che li aiutano…le chiamano col fischio !

      Gente così, per sopravvivere, ha aperte ben altre carriere !

  2. Flavio Poli UPA says:

    Il fatto che la “Germania abbia imposto” delle quote latte significa che conta più dell’Italia. Il fatto che gli insolventi, coloro che individuati, non hanno mai pagato le multe dovute, mentre altri dello stesso territorio hanno provveduto a pagare, significa che questi sono dei recidivi. Che poi siano quasi tutti del nord, per me non é umiliante, il fatto che siano ancora insolventi invece mi fa arrabbiare e molto !

  3. Alessandro P says:

    Il fatto che la Germania abbia imposto delle quote latte (in cu** alla concorrenza e al libero mercato) è già una vergogna che dovrebbe farci sputare sull’europa, che poi ci costerebbe 4 miliardi di multa……
    Ma davvero c’è convenienza a farci burocratizzare da Berlino?
    Le multe si devono pagare ma sulle quote latte esiste un vizio di fondo che dovrebbe farci riflettere sulla pietosa condizione dell’Italia in Europa

  4. Don Ferrante says:

    Mi sembra più che giusto che le multe siano pagate da chi ha frodato !

    La Lega al governo li ha vergognosamente protetti, volendo imputare le multe a tutti i cittadini, leghisti compresi !

    Gli splafonatori si facciano dare i soldoni dalla Lega: ne ha ancora tanti, ricevuti dallo Stato !

    Il fatto che gli splafonatori siano quasi tutti del Nord è un dato umiliante !

    Non riuscendo a staccarsi dal Sud, qualcuno pensa di superarlo in disonestà ?

    • Salvo says:

      “Non riuscendo a staccarsi dal Sud, qualcuno pensa di superarlo in disonestà ?”

      tranquillo, già fatto.

      Quote latte, vergogna “celtico-padana”.

      • Culitto Salvatore says:

        celtico padana? perchè offendere i celtici? ma tralasciando le battute
        ogni regione ha i suoi “maiali” e il letame dei maiali del nord puzza come quello dei maiali del centro e dei maiali del sud, è pur sempre letame….o qualcuno pensa di averlo profumato?

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