QUOTE LATTE: ERRORI COPERTI A FINI POLITICI

di REDAZIONE

Il sistema delle quote latte è tutto sbagliato, ma non si può dire. Perché altrimenti salta tutto. E l’Italia fa una figura barbina a Bruxelles. E questo perché «il lavoro ispettivo dell’Arma (dei Carabinieri, ndr) è fatto bene, però politicamente ci fa cadere tutto il castello».

Di quale castello si tratta? «Il castello dei cinque anni di anticipo delle quote che abbiamo avuto tutte in una botta, cade il castello della legge 33 (del 2009, detta Legge Zaia, ndr) e la commissione europea per come ci troviamo ci si inc_».

A parlare è Giuseppe Ambrosio, l’ex capo di gabinetto dei ministri alle politiche agricole, Luca Zaia (prima) e Giancarlo Galan (poi), per decenni ai vertici della struttura ministeriale. Il riferimento di Ambrosio è al lavoro investigativo dei Carabinieri delle politiche agricole, condotto dall’allora tenente colonnello, Marco Paolo Mantile. Un lavoro che, dice Ambrosio, «politicamente bisogna dire: vabbè è comunque un documento di studio, perché altrimenti dobbiamo restituire i 5 anni di quote che ci hanno dato, la 33 fare finta di niente e quindi togliere le quote».

Le dichiarazioni di Ambrosio sono contenute in una annotazione di polizia giudiziaria, scritta dallo stesso Mantile, (n 169/75-3-2009, datata 20 luglio 2010) e depositata agli atti di un processo al tribunale di Roma sulle quote latte, la cui udienza preliminare è stata fissata dal gip il 10 ottobre 2012.

Si tratta di una conversazione, registrata dallo stesso tenente colonnello, nell’ambito dell’indagine quote latte. ItaliaOggi ne è giunta in possesso.

Il dialogo si apre con Ambrosio che dichiara: «_parlo a nome del Ministro». Il ministro di allora era Giancarlo Galan. Dal confronto tra Ambrosio e Mantile un dato emerge dirompente: la questione quote latte è un fatto tutto politico, non tecnico. Se dovesse emergere una certa verità, la credibilità delle istituzioni italiane subirebbe un colpo durissimo.

Andiamo con ordine, ricordando come le attività dei Carabinieri misero in forte dubbio ogni possibile splafonamento della quota nazionale di latte prodotta dell’Italia, per il semplice fatto che la produzione italiana non avrebbe il potenziale per sforare il tetto assegnato.

Sul punto, Ambrosio legittima l’azione di Mantile: «Io sono per l’amministrazione pubblica. In quel momento (all’atto delle verifiche, ndr) voi non eravate polizia giudiziaria. Eravate amministrazione pubblica sulla verifica dei dati. Ipotizziamo per un attimo, che la vostra (relazione, ndr) è corretta. Comunque, politicamente, non la possiamo utilizzare, perché verremmo meno a un impegno politico che noi abbiamo preso con la commissione europea».

Di più. Ambrosio allude a presunte influenze esterne sull’indagine: «C’è una regia. Ci ha usati per arrivare a un obiettivo che non volevamo? Che non è neanche il mio amico Luca Zaia _». A quel punto Mantile risponde a muso duro: «Lei non ci può coinvolgere in questo. Usati perché. Questi sono dati oggettivi Dottore, mi perdoni_»; quindi il tenente colonnello rimanda ogni discussione alle conclusioni dell’indagine giudiziaria. Ma Ambrosio rincara: «Mettiamo che è corretto quello che era scritto nella relazione di approfondimento e che sono sbagliate le conclusioni alle quali sono arrivate le relazioni del dipartimento di Catania (l’attuale ministro era al vertice della struttura di verifica del sistema quote latte, ndr), di Agea e del commissario straordinario (Paolo Gulinelli, ndr). Comunque, rimane tutto il dato politico che ci cade tutta l’impalcatura. Capito?».

Ambrosio spiega a Mantile come la vede lui: «se c’è qualcuno che ha violato la legge penale è giusto che paghi», ma «sarebbe bene riferire al ministro (..) se è una situazione di carattere amministrativo, sfalsamento dei dati _».

Non basta. Secondo l’ex capo di gabinetto, i Carabinieri dovevano rifiutarsi di fare la relazione di approfondimento chiesta loro da Zaia: «c’è un vulnus a monte. Voi al ministro Zaia vi dovevate rifiutare (_). Su quel vulnus c’erano state 4 tesi diverse all’interno della commissione». Per Ambrosio, Zaia avrebbe chiesto ai carabinieri di indagare su una sola delle quattro tesi emerse in commissione sui guai del sistema quote latte. Così da amplificarne politicamente le conclusioni, evitando al contempo di approfondire altre tesi. Sul punto Ambrosio rivela a Mantile un particolare: «Zaia, questo lei non lo sa, lo so io, (la relazione) l’ha presa e l’ha ammollata ai Cobas. Questo è il punto, capito?». A quel punto, Mantile chiede esplicitamente ad Ambrosio: “è convinto o non è convinto che qualcosa di anomalo ci sia?». E Ambrosio risponde: «qualcosa di anomalo c’è, ed ha ragione lei (_). Allora qui lo dico e qui lo nego, voi avete ragione sulla questione, ma lì non dovevate essere messi in condizione di scrivere, perché il mio amico Luca Zaia_».

di Luigi Chiarello

FONTE ORIGINALE: http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1768401&codiciTestate=1

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. giraldi says:

    Mi lo ho dito che farse intervistar da quei portabon de Rai Parlamento e magari farse intervistar a raffica come el gha fato Zaia non porta ben….xe un segno del destin, la maledision dea portavoce colpisse….

  2. gimondi says:

    Ma questa xe la tomba de Zaia?

Leave a Comment