Questo non è un giornale dove leggere solo ciò che vogliamo sentirci dire

di GIANLUCA MARCHI

Prendo spunto da qualche polemica sollevata da un recente articolo per mettere alcuni puntini sulle i. Pongo ha scritto ieri un articolo – nella totale libertà garantita alla sua rubrica fin dal primo giorno – per stigmatizzare, dal suo punto di vista, come spesso la politica sia il rifugio “lavorativo” di qualche mariuolo e di molti che non hanno fatto nulla di particolarmente significativo nella vita. In questa seconda categoria fra altri ha inserito anche il leghista Matteo Salvini, reo di essere stato solo un po’ giornalista alla Padania e a Radio Padania. Probabilmente anche Pongo pensa, come molti d’altra parte, che fare il giornalista non è poi un vero lavoro, in questo corroborati dalla storica battuta di un grande collega del passato, Luigi Barzini, il quale sosteneva che “fare il gironalista è sempre meglio che lavorare”.

Personalmente difendo Matteo Salvini, magari anche perché nel suo essere giornalista ho avuto un piccolo ruolo pure io, essendone stato il direttore quando, poco più che ragazzo, l’attuale segretario della Lega Lombarda avvviava i primi passi nel quotidiano di via Bellerio. Poi è passato alla Radio dove, da direttore, avrebbe forse potuto dare un’impronta diversa, ma questo è un mio punto di vista che non tiene conto delle condizioni interne. Alle cariche istituzionali a cui è stato chiamato – consigliere comunale a Milano ed europarlamentare – Salvini ci è arrivato prendendo i voti degli elettori, e anche tanti, visto che in entrambi i casi vigono le preferenze, dunque c’è da presumere che il corpo elettorale leghista apprezzi, e non poco, quell’ex ragazzo che in tempi non sospetti e da giovanissimo ha fatto una scelta politica non propriamente semplice. E non mi scandalizzo davanti a un politico che nella vita personale non sia né ingegnere, né avvocato, né imprenditore: basta che non racconti di essere stato ciò che non è e poi la gente lo giudica per quello che fa nell’arena politica.

Ma non sono qui per fare la difesa d’ufficio di Matteo Salvini. Voglio invece dire che, nonostante il direttore de L’Indipendenza la pensi diversamente dall’autore dell’articolo sul caso specifico, non per questo ha censurato o cassato l’opera di Pongo. Perché il progetto di questo giornale nasce anche sulla proposizione di pareri diversi, purché espressi in forma civile e comunque utili a suscitare una discussione e un dibattito. Mi sorprende invece che qualche amico ora leghista, ma in altre occasioni di differente orientamento, si “indigni” o si sia “indignato” per aver letto su L’Indipendenza qualcosa che non condivide in nulla e per nulla. Vedete, cari lettori, questo giornale non è nato per offrire in pasto ai propri lettori sempre e solo quello che vorrebbero sentirsi dire. Tutt’altro. E’ nato con il sogno di coltivare e perseguire l’obiettivo chiaramente indicato nel proprio nome, ma anche allo scopo di raccontare cose scomode e di stimolare la discussione con pareri persino “antagonisti”. Al riguardo devo notare invece che negli ultimi mesi il livello degli interventi dei lettori che “postano” è andato incontro a un evidente scadimento di livello, e allora annuncio fin d’ora l’introduzione di una novità non appena saremo pronti tecnicamente: chi vorrà partecipare al dibattito dovrà registrarsi e a chi vorrà postare i commenti sarà chiesto un contributo economico poco più che simbolico. Con ciò ci auguriamo che anche la critica si possa elevare a un livello di civiltà e di forti argomentazioni. E per dirla tutta voglio anche evitare di pigliarmi sul groppone querele per commenti espressi spesso da anonimi: sono uscito da via Bellerio (luglio 1999) con oltre 90 processi e posso dire di avere già dato.

E tuttavia voglio andare anche oltre in questa riflessione. Da qualche tempo ci sono alcuni ambienti indipendentisti che soffrono di mal di pancia nei nostri confronti perché vorrebbero imbracciassimo il bazooka e sparassimo ad alzo zero contro tutto ciò che è Lega Nord, a cominciare dal segretario federale Roberto Maroni. Sono coloro che pensano che il Carroccio vada distrutto e magari in questa battaglia vorrebbero anche regolare qualche conto interno. Anziché di costruire un movimento indipendentista capace di insidiare la Lega, costoro si preoccupano solo di distruggere. Purtroppo per loro io la penso diversamente: avendo la Lega imboccato una fase diversa, e sottolineo diversa per segnalare che non è ancora un giudizio di merito, ritengo che tale percorso debba essere osservato e valutato con attenzione, pur sapendo, come sottolinea ripetutamente Gilberto Oneto, che dentro il movimento ci sono ancora parecchie zavorre di cui Maroni farebbe bene a liberarsi. La mia posizione ha subito scatenato i più meschini  pronti a spettegolare sul fatto che “Marchi si stava preparando a ritornare alla guida della Padania”: quel giornale l’ho fondato, l’ho diretto per due anni e mezzo e non lo dirigerò mai più. E’ abbastanza chiaro il discorso? Sulla mia direzione de L’Indipendenza non so invece fare una previsione. Di certo finché sarò qui questo giornale non si trasformerà in un’arena dove regolare conti personali, tantomeno fra ambienti indipendentisti (o presunti tali) non in sintonia fra loro.

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

46 Comments

  1. Alberto Pento says:

    Caro Marchi

    un tempo, per tre anni e fin dall’inizio, ho letto e collezionato tutti i giorni la Padania da te diretta, finachè “on bel dì” non mi sono svegliato, vergognato e non ho fatto un gran falò di questi “giornalacci” in cui avevo stupidamente creduto, vergognandomi prima e poi sentendomi un uomo migliore e più libero, man mano che la montagna di cartaccia diveniva cenere.

    Mi pare che tu invece non abbia espresso nemmeno una puntina di vergogna e mi dispiace!.

    • gianluca says:

      E di cosa dovrei vergognarmi di quello che ho fatto io? No, caro, quello lo rivendico e non lo rinnego. Cosa è stato quel giornale dopo la mia direzione non è certo dipeso da me e dunque non ho proprio un bel niente da vergognarmi.
      gl marchi

  2. Gian says:

    è una presa di posizione che condivido in pieno, significa avere un’impostazione magari critica, magari di denuncia, ma di sicuro costruttiva. Lamentele, piccole ripicche, vendette, insulti e contro-insulti specie da parte di coraggiosissimi commentatori anonimi che talvolta capiscono anche roma per toma non portano a nulla di buono, anzi sminuiscono il valore de L’indipendenza.
    Che si registrino è sacrosanto!

  3. Rinaldo C. says:

    Abbimo letto tutti i commenti e sicura,mente qualcuno di questi sono a favore fi Marchi, gli altri sono piene di cattiveria nei confronti di GianLuca , di leonardo Facco e di G. Oneto, perchè nelle loro risposte o in qualche servizio giornalistico hanno dato un pensiero ragionevole, per un futuro del giornale e del’Indipendenza del Nord.
    La Lega nod sicuramente ha ancora molta zavorra ma sicuramente in tutti gli altri movimenti c’è odio a dir poco e non capiscono che da soli e disuniti come sono, non raggiungeranno a niente . E’ ora che comprendano che l’orticello non si può migliorarlo molto ma con un pò di buona volantà da parte di tutti leghist nuovi e vecchi, e tutti gli altri movimenti discutendone pacatamente con serietà e con amore per il nostro nord, non partecipando più a elezioni dello stato itagliota ma solo nelle nostre regioni e nei nostri comuni, possiamo veramente staccare questa spina.
    Cordiali saluti a tutti leghisti e ex leghisti

    Rinaldo Cometti

  4. Unione Cisalpina says:

    … E tuttavia voglio andare anche oltre in questa riflessione. Da qualche tempo ci sono alcuni ambienti indipendentisti che soffrono di mal di pancia nei nostri confronti perché vorrebbero imbracciassimo il bazooka e sparassimo ad alzo zero contro tutto ciò che è Lega Nord, a cominciare dal segretario federale Roberto Maroni. Sono coloro che pensano che il Carroccio vada distrutto e magari in questa battaglia vorrebbero anche regolare qualche conto interno. Anziché di costruire un movimento indipendentista capace di insidiare la Lega, costoro si preoccupano solo di distruggere. Purtroppo per loro io la penso diversamente: avendo la Lega imboccato una fase diversa, e sottolineo diversa per segnalare che non è ancora un giudizio di merito, ritengo che tale percorso debba essere osservato e valutato con attenzione, pur sapendo, come sottolinea ripetutamente Gilberto Oneto, che dentro il movimento ci sono ancora parecchie zavorre di cui Maroni farebbe bene a liberarsi. …

    konverrai xò ke sei un perfetto “demokristiano”… 😀

    • gianluca says:

      io non so se sono un perfetto democristiano, so che non ho mai votato Dc in vita mia, ma nella mia attività professionale ho conosciuto alcuni politici Dc di notevole livello ai quali i cosiddetti politici di oggi (gran parte intendo) manco i portaborse avrebbero potuto fare

  5. ingenuo39 says:

    Giusto che ogni commentatore si prenda le proprie responsabilità e pertanto bisogna registrarsi. Però se bisogna pagare, e non è un problema mio, per esprimere i propri commenti è come pagare un giornale e poi se non ti piace quello che ci è scritto sopra mi faccio restituire i soldi, oppure come le primarie del PD prima paghi e poi se non vince chi hai votato i soldi non te li restituisce nessuno.
    P.S. nessun quotidiano ai commentatori chiede un contributo solo la registrazione.

    • gianluca says:

      vorrà dire che noi saremo il primo

    • Unione Cisalpina says:

      ma ke kazzo dici !? 😀 … vorresti akkuistare un giornale kon diritto di rivalsa ! 😀

      komperi un giornale in edikola… lo leggi… non ti piace… lo restituisci al giornalaio e pretendi il rimborso …
      magari evokando kualke legge italiana (ce ne sono tante) sul diritto di recesso dopo l’akkuisto ! … soddisfatti o rimborsati 😀

  6. Lucky says:

    bellissimo articolo che ha centrato il problema, la lega è nata da una unione di movimenti autonomisti e anche indipendentisti, anche se è diventata il partito di uno, il fondatore, è sempre stata fondamentalemente la stessa cosa per cui era stata creata.un movimento che ha fatto vedere i sorci a roma padrona ma che, causa polentaggine acuta dell’elettorato nordista, non ha mai avuto percentuali tali da poter cambiare le cose in maniera netta e veloce perchè, dovendosi muovere tra mille insidie e trabocchetti, dovevano fare attenzione a non mettersi fuori della legge.non ci sono indipendentisti di serie a o di serie b, i leghisti ci hanno messo il cuore la faccia e il culo, derisi e sputacchiati dai più svariati salotti e ambienti hanno dato anima e sangue, ora vogliono dividere i leghisti tra bossiani e maroniani, cosa impossibile. in ogni caso io non vedo bene maroni come segretario e sono convinto che questo sia una conseguenza della testardagine mal consigliata di bossi a volere ostinamente restare padre e padrone, ma questi sono solo uomini e l’ideale resta, democratico, leale, giusto. non perdiamo di vista qual’è il vero morivo dei nostri mali, cioè la troppa polenta che abbiamo divorato nei secoli.

  7. Unione Padana Alpina says:

    Ecco bravo,siccome ci sono soci fondatori sarebbe interessante capire quanti soldi servono al giornale e come sta vivendo economicamente il giornale,se si autoalimenta,se vive per volontariato o per altre cose intercorse nel frattempo,vorrei ricordare ai lettori che l’ hotel Cavalieri oltre che ad essere sede dell’ Unione Padana e’ anche la sede legale del giornale l’ Indipendenza e il fatto che Maroni abbia fatto visita in quel hotel i primi giorni di settembre la dice lunga su alcune posizioni di questo giornale,un po’ diverso dalle prime edizioni on-line!!

    • Ferruccio says:

      Molto diverso….troppo diverso……

      Il Marchi e l’Oneto in particolare…..

      Cosa mai sarà successo ????

    • gianluca says:

      Che L’Indipendenza abbia la sede legale presso l’Hotel Cavalieri è stata una scelta di comodo che tutti i fondatori hanno condiviso. E gli stessi sanno benissimo che chi lavora in questo giornale non ha mai fatto capo a quella sede salvo che per riunioni pubbliche. Se poi c’è qualcuno che ama giocare al complottismo, libero di divertirsi così…

  8. Fabrizio says:

    Condivido l’intero articolo qui sopra pubblicato. Le ragioni sopra citate sono a mio parere, un pilastro per continuare a fare un serio giornalismo. Per quanto mi riguarda, posso confermare la libertà di scrittura che offre questo giornale. Personalmente, non ritengo sia necessario evidenziare come ognuno la pensi in quanto, con la lettura degli articoli, è facile poi constatare le varie diversità di vedute tra chi scrive. Ciò che invece ritengo sia stato giusto e necessario chiarire è la completa libertà di scrittura ( ovviamente non offensiva ) cui il direttore ha più volte garantito e sostenuto su questo giornale. Per quanto riguarda la preoccupazione circa il decadimento del “postato”, a mio personale modo di vedere, credo sia dovuto proprio dal fattore delle diversità di vedute tra chi scrive e che, tali diversità, divenute molto rare nell’offerta giornalistica, producano astio e frustrazione (spesso sconfinati in offese gratuite e fuori luiogo) in coloro che, attraverso i post, credono invece di poter utilizzare il giornale per far valere su altri le prroprie idee cercando di volta in volta appoggi in chi ha scritto un articolo.

  9. Albert Nextein says:

    Questo giornale mi piace.
    E in ottobre invio altri soldi.

  10. Totale sostegno a L’Indipendenza, per il valore intrinseco rappresentato da questa esperienza editoriale unica.
    Alex Storti

  11. Franco says:

    Direttore, Ma chi può essere certo che il”nuovo corso di Maroni” sia veramente nuovo?Fino ad ora è stata apprezzabile soltanto l’intenzione di NON ANDARE PIU’ A ROMA,purtroppo, è rimasta una intenzione e non se ne è più avuta notizia.Considerato che di balle ne hanno raccontate troppe,prima di credere nuovamente,ritengo sia sacrosanto verificare se vi siano VERI CAMBIAMENTI DI ROTTA.Si dice che la fiducia è una cosa seria.Fino ad ora non si avverte null’altro che la paura di scomparire dalla scena politica italiana,e tutto sommato,da vero indipendentista,non è male andarsene da questa italia fatta di ricchi parassiti e volgari approfittatori,mentre il NORD che produce e vive dei frutti del SUO lavoro,è depredato e versa in uno stato di prostrazione economica perniciosa,dalla quale è impossibile uscire.Quindi Direttore,affidare il futuro a chi per venti lunghi anni non ha prodotto NIENTE,è un azzardo che è meglio non correre !

  12. Unione Padana Alpina says:

    Noi continuiamo a pensarla come scritto nell’ articolo allegato al commento,chiarisco che molti indipendentisti non sono alieni ma uomini che spesso sono stati o hanno militato nella Lega.

    http://www.lindipendenzanuova.com/maroni-pupo-roma/

  13. Il Lucumone says:

    Caro Direttore, scrivi che la Lega ha imboccato una fase diversa, ma nel partito ci sono ancora zavorre: va osservata e valutata con attenzione.

    Devo rilevare che, tranne la nera ed il barman, tutto l’apparato leghista, da Bossi all’ultimo dei sanculotti, è rimasto attaccato al suolo bellerino!

    Nella precedente Lega bossiana l’intero apparato accettava entusiasta tutto quanto promanava dal Capo: o così o fuori !
    Nessuno era ed è obbligato a militare in un partito politico: chi lo fa, lo fa in piena libertà !

    I leghisti che oggi giurano sul cambiamento si dividono in due grandi gruppi:

    quelli che prima, per piccolo o grande interesse personale, hanno finto del tutto e su tutto e non vogliono ora perdere i privilegi

    e quelli che non hanno capito nulla, che non capiscono nulla e non capiranno mai nulla !

    Mi vuoi spiegare, caro Direttore, per quale motivo si potrebbe affidare a costoro il futuro delle nostre terre ?

    Come puoi credere a chi, alla prima avvisaglia del redde rationem, ha azzannato la mano che lo sfamava ed a chi si commuoveva per l’acqua santa, adorava il dito…duro e le duecentomila doppiette … !

    Improvvisamente tutti vergini, tutti disintossicati dal danaro facile facile, tutti idealisti pronti all’estremo sacrificio gli uni …e tutti improvvisamente intelligenti e furbi gli altri ?

    Ci sono ancora zavorre, caro Direttore ? Sì, tutti !

    La Lega perderà voti a macchia di leopardo, ma complessivamente resterà l’unico importante partito autonomista (?) del Nord !

    Gli altri, singolarmente e complessivamente, contano poco !

    Chi pensa al risultato elettorale, all’evidenza, alle poltrone, alle consulenze ecc…ma non ai progetti autonomisti, farà cosa astuta entrando (o rientrando) in Lega.

    Chi non lo fa potrà scegliere tra sostenere i “partitini” o adoperarsi all’interno dei partiti nazionali per modificarne, anche solo di qualche secondo, la rotta o…preoccuparsi degli affari propri in attesa degli eventi !

    Il mattino, quando mi faccio la barba, vedo nello specchio una faccia vecchia, bruttina, un po’ stanca ma dignitosa: le sono affezionato e mi spiacerebbe domani, lasciatomi attrarre dalle verdi sirene scopaiole, di dovermene vergognare !

    Ὃν οἱ θεοὶ φιλοῦσιν, ἀποθνήσκει νέος !

  14. Andrea Paganella says:

    Condivido l’editoriale di gmarchi al 100% il quale, giustamente, senza voler essere “riparatore”, mette pero’ i puntini sulle i. Detto questo, mi posso annoverare tra i critici all’articolo in questione di cui ho gia’ espresso il mio punto di vista tra i commenti.

  15. mauro giubellini says:

    Caro direttore e gentile collega,
    apprezzo vivamente la tua coraggiosa presa di posizione in difesa di Salvini. Critiche feroci possono essere vergate o contestate solo da chi è a conoscenza di ogni dettaglio, retroscena, sfumatura.della vicenda. Una polverosa regola giornalistica ricorda che per scrivere uno bisogna sapere dieci. Solo così si evitano demagogia, strafalcioni e superficialità di giudizio. Anch’io sono stato “dimissionato” da un giornale che avevo contribuito a fondare e che ho diretto per 10 anni. La vicenda, seppur argomentata, non è apparsa sulle pagine dell’Indipendenza, Ne posso comprendere le ragioni. La libertà di stampa, di cronaca e di critica resteranno concetti teorici sino a quando la loro espressione sarà vincolata agli umori di un editore le cui strategie coinvolgono e determinano la vita professionale di chi, i giornalisti, quegli elementi fondamentali di una democrazia matura dovrebbero difendere con passione.
    M.G.

    • Flit says:

      Mi vuol spiegare cosa c’entrano “Il Canavese”, il suo editore, la libertà di stampa, la democrazia e forse anche la lista civica di Valperga, con il curriculum vitae di Salvini ?

  16. Capisco che la mancanza di fondi aguzzi l’ingegno, ma fossi in voi proverei prima a concedere commenti solo se firmati nome+cognome, per il pagamento proverei in seguito.
    Mi sa che ben pochi indipendentisti “da tastiera” firmeranno con nome e cognome verificato.

  17. Ferruccio says:

    Gent.mo direttore…..

    Vedo che l’articolo del sig. Pongo pubblicato ieri in tarda serata stamane è già stato tolto dalla prima pagina del giornale a differenza di altri….e nonostante che il medesimo cominciasse ad avere un numero abbastanza elevato di lettori…..

    Ringrazio e saluto…

    • Leonardo says:

      Vedo che lei ha scritto una cazzata sesquipedale! Come tutti gli articoli che entrano la sera, in AUTOMATICO, spariscono dallo SLIDE di prima pagina quando al mattino il quotidiano presenta nuovi articoli. L’articolo di Pongo, è ancora lì in prima pagina per un’intera settimana, nella sua personale rubrica denominata RAGGIO DI SALE. Imparaste almeno a leggere il giornale, sarebbe già un passo avanti. Benchè il sottoscritto, su Salvini, la pensi in maniera diametralmente opposta al direttore.

      • berrardi artemio says:

        Caro Leonardo io penso che la pensi giusta tu su Salvini….e i fatti di cronaca, documentati e documentabili, ti danno ragione: è solo un chiacchierone sparasentenze capace di andare in Tv a fare il bello….ma ha tanti scheletri, ben visibili, nel suo armadio politico….a partire da certe amicizie, per proseguire con le cazzate che ha sparato (facendo subito marcia indietro). Detto questo ci sono pur sempre i professori che vorrebero centotrenta gradi di processo prima della sentenza e poi spiegano che bisogna sapere dieci per scrivere uno…se così fosse non sapremmo manco oggi chi ha pugnalato Cesare….

      • Il Lucumone says:

        Solo su Salvini “la pensi in maniera diametralmente opposto al direttore” ?

        Pannunzio sosteneva che per essere un buon giornalista bisognava dire di no al direttore ed al redattore capo !
        Tu sei caporedattore. se dici no a Marchi ti meriti il Pulitzer…di padania !

        • Leonardo says:

          Io e Marchi, sulla Lega (Salvini è un incidente della storia leghista, mica altro), la pensiamo in maniera diametralmente opposta. Stessa cosa con Oneto. E IL GIORNALE E’ LIBERO PER QUELLO. MAI UNA SOLA VOLTA, MARCHI, MI HA DETTO DI NON SCRIVERE QUESTO O QUELLO. So che è difficile capirlo per un italiano, pseudo-indipendentista o meno che sia. Aveva ragione mio nonno, che mi diceva: “Non dare le perle ai porci Leonardo”

          • Il Lucumone says:

            Tu non hai perle da dare, né ai porci né ad altri !

            Però hai tanto da prendere:

            del pirla !

          • occhiofino says:

            più la leggo e più mi piace, caro Facco. E dica a Marchi di non illudersi e di non fidarsi con la Lega…lo sostenga lei che ha un atteggiamento più attento e molta meno speranza di cambiare le cose dall’interno….e dica a Marchi che quanto a fondare la Padania forse è un po esagerato

            • occhiofino says:

              perchè si diceva che il giornale lo fondò Travaglio e Vimercati e una giornalista della Rai

              • gianluca says:

                Guardi lei può dire tutto di me ma non conosce affatto la storia. Vimercati con Travaglio e con anche il sottoscritto fondarono il Nord, numero unico distribuito in occasione della prima manifestazione sul Po e che avrebbe dovuto trasformarsi in un quotidiano, ma poi non ci riuscì. Vimercati, Travaglio e la giornalista oggi Rai, che si chiama Monica Maggioni, con la Padania proprio non c’hanno azzeccato nulla. Lo chieda pure a Travaglioe alla Maggioni
                marchi

  18. Euskaldun says:

    Bravissimo Marchi. Il punto di vista di un vero indipendentista come Oneto, non rancorosi avidi solo di distruggere per vendicare inimicizie o cadreghe mancate.

    • livia finisterra says:

      Oneto vero indipendentista? Sì su Marte magari…. Forse l’unico vero indipendetista in questo Paese digraziato è Leonardo Facco.

      • Gian says:

        non considerare indipendentista Oneto…. PAZZESCO, se tu avessi fatto un milionesimo di ciò che ha fatto Oneto e se tutti l’avessero fatto, la secessione sarebbe già una realtà, anzi l’avremmo già fatta due o tre volte!

    • Flit says:

      Può darsi che lei parli il basco, ma non capisce un’emerita mazza di italiano !

Leave a Comment