Questo è il nostro Natale

scuola-materna-suore-940x500di ALDO MOLTIFIORI – Sull’ennesimo atto di desertificazione delle coscienze indotto dal Sig. Marco Parma, Preside dell’ICS (Istituto Comprensorio Statale) di Via dei Garofani a Rozzano, aggiungo Provincia di Milano in Lombardia, è stato detto di tutto e il contrario di tutto. Anche il nostro tazebao si è esercitato, grazie al suo Direttore, Stefania Piazzo, a ricostruire i tratti salienti di quella ignobile vicenda.

 

Perché voglio definire un Preside nell’esercizio delle sue potestà non all’altezza del ruolo? Per tre buone e solide ragioni, peraltro, una sola delle quali connesse direttamente al Santo Natale. Prima però, con l’amore che ci ha donato il Santo Natale, credo si debba tornare un poco sulla natura unica ed universale di quell’evento. Non lo debbo solo al sig. Parma o al Sindaco di Rozzano, neppure al Presidente della Regione Lombardia e tanto meno al Ministro responsabile Prof.ssa Giannini, lo debbo a tutti noi, e a tutti coloro che hanno scelto di vivere in questo angolo di Europa fecondata dall’amore di Gesù per il bene.   Il Natale di Gesù Cristo è il Natale della nostra era.

 

Il messaggio di Jehovah agli Ebrei diventa il messaggio a tutto il mondo proiettando a tutta l’Umanità il messaggio di amore sublime che da Sion si sparge per tutto il pianeta. Non è dato di sapere se Gesù fosse il Messia tanto vaticinato dai biblici Profeti, è certo, però, che la sua sovrumana forza di amore per la vita, per questa vita – la cui missione è sondare l’oscurità dell’ignoto per trarne civiltà e progresso, –  ha irreversibilmente travolto il mondo nel quale nasce.  Gesù è stato il propellente al più straordinario fenomeno di crescita umana negli ultimi duecentomila anni.

 

Gesù, “L’EBREO”, ha illuminato il “Philos ellenico” e lo “Ius romano” con la grandezza della trascendenza, spingendo l’Europa a diventare quel faro di civiltà   la cui missione, – spesso inconsapevole, ma sempre osteggiata dalle forze del male e tuttora, da completare, – è stata ed è quella di liberare l’uomo dalle schiavitù che la natura gli ha imposto. La sua venuta al mondo e la terra che gli ha dato i Natali sono e debbono esserlo una festa per tutti! Proprio per tutti, con buona pace degli atei e nonostante Maometto con il suo l’Islam ad Oriente e i Papi con il loro Stato Pontificio ad Occidente. “Repetita juvant” tutto il mondo dovrebbe festeggiare la nascita di Gesù. Tutti coloro che si definiscono uomini di buona volontà, a qualunque latitudine e di qualunque “Ragione” o di qualunque “Credo”, dovrebbero essere lieti e concordi di festeggiare insieme il più straordinario evento infuso dalla Trascendenza su questo infimo pianeta. Coloro che per loro volontà sono venuti in terra di Lombardia se ne devono rendere ragione. Il Natale di Gesù il Cristo, è il nostro Natale, il nostro come individui e come Nazione.

 

 

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