Questi governi non tolgono le tasse. Urlano tutti: forza Roma!

tasse1-300x203di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –
Tutti i discorsi fatti sinora dai politici, FAREMO, DIREMO, ecc. non servono a risolvere I problemi dell’Italia. Problemi che comincio a dubitare se siano capaci anche solo di inquadrare. Salvini neopatriottico in testa.

Vale la pena di fare un esame manageriale della situazione.

-il governo dell’Italia non ha bisogno di giovani. E neanche di vecchi. Ha bisogno di capaci.

E per “capacità” si intende cultura ed esperienza adeguate.
I provvedimenti necessari per far ripartire l’Italia hanno bisogno di tutto salvo che di andare a toccare la Costituzione, la quale sarà vecchia e brutta , ma, almeno per ora , non abbiamo tempo da perdere per mettergli sopra le mani. Nella Costituzione , infatti, dovrebbero essere delineati i principi generali di Governo. E non le modalità operative. Ora, senza doverlo esprimere in una Costituzione, regna ( o per lo meno dovrebbe regnare ) il principio “essere onesti” ed il corollario “essere capaci”.

Prendiamo in considerazione I tre guai fondamentali che ci stanno sotterrando per vedere quali dovrebbero essere le principali vie di intervento per vedere dove intervenire.

-disoccupazione, investire in lavori utili PRIVATI , ossia quelli che producono un PIL vero e non un PIL “cattivo” come quello generato dagli enti pubblici.

Pensate che mi è capitato di sentire alla TV lo sproloquio di un cosiddetto esperto che suggeriva caldamente di aumentare il numero delle donne lavoratrici ( come se le casalinghe non fossero tali) perchè “ ogni nuova lavoratrice produce altri due posti di lavoro per assistenza dei bambini”

Tipica prosecuzione dei fallimentari “lavori a  regia” in cui si raddoppia il numero dei lavoratori . Uno scava un buco ed il secondo lo riempie.

-ridurre l’immigrazione, obbligando i disoccupati italiani ad accettare , in attesa del meglio, posti di lavoro non pienamente graditi

-finanziare con un controllo serrato sui risultati ,la ricerca applicata e non l’applicazione di cose tecnicamente acquisite , come avviene sinora in modo quasi esclusivo creando automaticamente la speculazione (produco perchè ricevo gli incentivi , anche se la cosa non è economicamente conveniente)

-tassazione, tassare, come Trump il lavoro portato all’estero per riportarlo in Italia sotto forma di PRODOTTO.

Purtroppo, a “ botta calda” non è pensabile ridurre le tasse senza aumentare il debito pubblico. E allora che si può fare?

Si può produrre per chi lavora una riduzione delle spese, equivalente in cifra ad una riduzione di tasse.

-semplificazione di Leggi e Regolamenti. E’ questo il grande settore su cui operare pensate all’enorme numero di Leggi vigenti in Italia( 150-250 mila) e confrontatelo con quello dei paesi civili (5-8 mila). Potete subito intuire una enorme differenza di costo applicativo.

Basta vedere , a puro esempio, il pacco di carte inutili da riempire per costre una semplice casetta. A quantità di carta corrisponde pari pari, numero spostamenti e tempo impiegato.

-industrie in declino. Molte grandi industrie , in Italia, hanno chiuso o si sono traferite all’estero. Neanche un cane di chi ci governa che si sia posto il quesito di come risolvere questo problema.

Accettano passivamente la situazione facendosi appoggiare al massimo dai mezzi di comunicazione attraverso articoli o discorsi patriottici. Stiamo assistendo invece a nutriti quanto inutili dibattiti sul “tipo” di governo, tra cui quello con la denominazione “governo di scopo”.Ottimo! Ma lo scopo unico non dovrebbe essere quello di risolvere i problemi fondamentali che affliggono la nazione?

O invece “lo scopo” è unicamente quello di mettere la zuppa in tavola , saldamente ancorati alla poltrona?

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