Quell’interrogazione del 18 luglio 2018 (un anno fa!) sul ruolo di Savoini, alla quale il ministro non ha risposto

palazzo-chigi

“Per quale ragione Matteo Salvini non ha risposto all’interrogazione con cui il 18 luglio dello scorso anno chiedevo chiarimenti al governo sulla presenza di Savoini a un incontro riservato avvenuto a Mosca tra lo stesso ministro dell’Interno e il suo omologo russo in tema cybersicurezza?”, ha dichiarato Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera. “Con il mio atto ispettivo chiedevo a Salvini di fare luce perché e a che titolo Savoini avesse partecipato a un incontro su un argomento cosi’ delicato e riservato come la sicurezza nazionale italiana. Ma Salvini non ha ritenuto necessario rispondere. Rimaniamo in fiduciosa attesa”.

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Ed ecco l’interrogazione presentata in Commissione Affari costituzionali, presidenza del consiglio e Interni

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-00199

presentato da MORANI Alessia
testo di Mercoledì 18 luglio 2018, seduta n. 29

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno
— Per sapere – premesso che:

il Ministro dell’interno, in occasione della finale dei mondiali, a Mosca ha incontrato il suo omologo, il Ministro Vladimir Kolokoltsev ed i rappresentanti del Consiglio per la sicurezza nazionale della Federazione russa, Yuri Averyanov e Aleksandr Venediktov;

stando a quanto scritto dallo stesso Salvini sulla sua bacheca Facebook, «tra i tanti temi discussi, collaborazione a tutto campo tra Italia e Russia nella lotta al terrorismo islamico, che usa anche l’immigrazione clandestina come veicolo di infiltrazione: condivisione di buone pratiche, e banche dati, scambio di informazioni e competenze tecniche, fino all’istituzione di pattuglie miste tra Forze dell’ordine italiane e russe»;

inoltre, nell’incontro si sarebbe trattato anche di «impegno comune di Italia e Russia per la cybersicurezza e la difesa dagli attacchi informatici»;

va considerato che, se l’amministrazione statunitense aveva escluso Kaspersky, la società fondata a Mosca e con uffici anche a Washington, specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, giudicata «troppo influenzabile» dal Cremlino, dalla lista di fornitori autorizzati per gli enti pubblici, pare invece che adesso il nostro Paese abbia affidato la «protezione» di istituzioni fra le più sensibili in termini di sicurezza nazionale proprio alla azienda citata; il Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell’interno era accompagnato a questo delicatissimo incontro da Gianluca Savoini, presidente dell’Associazione «Lombardia – Russia»: un’associazione di natura politica che solo formalmente può considerarsi di carattere culturale, perché da anni svolge attività di sostegno politico alla Lega soprattutto per quanto riguarda sia i legami con l’estrema destra europea e russa sia il sostegno e il rilancio della propaganda del regime di Putin relativamente alla discussione internazionale, come ad esempio nel caso del tentato avvelenamento della famiglia Skripal, dove Lombardia Russia si è fatta megafono delle più aggressive teorie del complotto di provenienza moscovita o delle campagne promosse dal Cremlino per la cancellazione delle sanzioni decise dalla comunità internazionale dopo la violazione da parte russa dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Savoini è inoltre, al momento, vicepresidente del Corecom Lombardia, l’ente che interviene nelle controversie fra gli utenti e le aziende di telecomunicazione –:

quali siano le motivazioni che hanno giustificato la presenza del presidente di un’associazione politica collaterale alla Lega, com’è «Lombardia-Russia», ad una riunione ufficiale tra Ministri dell’interno su un tema, oltretutto, cruciale e riservato quale quello della cybersicurezza e se la suddetta associazione fosse in possesso delle eventuali necessarie autorizzazioni;

se nel corso dell’incontro vi siano stati riferimenti (e di che tipo), scambi di informazioni (e di quale natura) e obbligazioni derivanti dal patto politico siglato nel marzo 2017 tra la Lega e il partito Russia Unita (a cui fanno riferimento gli esponenti politici incontrati dal Ministro Salvini), un patto siglato grazie anche alla collaborazione dello stesso Somani e nel quale si faceva riferimento ad un «partenariato paritario e confidenziale», allo «scambio di informazioni tra le parti» allo «scambio ai delegazioni» e a varie altre forme di cooperazione anche di tipo economico tra Lega e Russia Unita;

se il Governo non ritenga eventualmente di dover rendere conto dei contenuti dell’incontro.
(5-00199)

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