Quelli che si dichiarano indipendentisti ma vogliono l’alleanza con Berlusconi…

silvio-berlusconidi MARIO DI MAIO – Gli indipendentisti intransigenti quando attaccano Salvini hanno ragione perche’ la svolta nazionalista non e’ compatibile con l’ art. 1 dello Statuto.
Ma riesce viceversa difficile da condividere l’ idea di altri indipendentisti presunti che magari ricoprono cariche di rilievo nel partito e che auspicano l’ ennesimo rinnovo dell’ alleanza con Berlusconi, dimenticando che si e’ sempre vantato di aver salvato l’Italia dall’ “estremismo” leghista e per oltre 20 anni, in combutta con Casini e Fini ci ha imposto l’interesse nazionale “dentro” il federalismo ” possibile”. Berlusconi inoltre non vuole abbandonare l’ euro che uccide l’ economia padana e neppure correggere l’assetto attuale dell’ U.E., e in più’ se gli conviene inciucia col PD. Quindi se non cambia registro rinnovare l’alleanza e’ puro masochismo.
Di conseguenza e’ lecito il sospetto che i suddetti indipendentisti “presunti”, a partire dal vertice attacchino Salvini per motivazioni personali e che vogliano disarcionarlo semplicemente per sostituirsi a lui.
Salvini invece va sostenuto perche’ combatte a tutto campo i poteri forti di Roma e dell’ U.E., nel parlamento europeo coltiva le alleanze ” giuste” e non si appiattisce sulle posizioni della Merkel e dei suoi sodali. E questo perche’ nel 2017 non e’ ancora pensabile una indipendenza da Roma avulsa dall’ indipendenza da Bruxelles.

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2 Comments

  1. ric says:

    Le persone vivono la loro realtà , che per il Berlusconi attuale puó essere rappresentata come nel finale del film Papillon con Dustin Hoffman e Steve McQueen ; infatti se il personaggio interpretato da Steve McQueen che si lancia dalla rupe per tentare la fuga in mare dalla prigionia , ha nell’animo il desiderio ardente di un senso di libertà mai morto , un desiderio vivo di protezione del dono della vita .
    In personaggio che interpreta Hoffman è bruciato dalla paura , ha cicatrice profonde nell’anima , è inoffensivo , rintronato , rincitrulliti , ammansito , inebetito , sotto sindrome di Stoccolma . Comprensibile reazione psichica alla mostruosa violenza subita .
    La dicotomia di Berlusconi è la rappresentazione tra roba e sentimento , tra ideale è materia ; c’è del buono nel suo agitarsi ma non è indicato per finalità superiori , che hanno matrici profonde e dinamiche psichiche extramateriali come libertà , indipendenza , orgoglio .
    Il fattore cronologico è ininfluente e non deve tirare in inganno e soprattutto non si può immaginare che un problema scompaia con la morte se la matrice di esso alberga nelle deficienze umane .
    La strategia come la leadership sono energie di confluenza del sentire e del bisogno che muta e si trasforma in funzione dell’arte a vivere e dell’indifferenza verso la sua negazione , cioè la passione di morte .
    Berlusconi è l’uomo del fare e delle cose , naif e bonario con le dinamiche del male che invece fanno sul serio e gioiscono facendolo . È un interdetto dalle negatività perché imbrigliato tra essere ed avere come tanti altri .
    Purtroppo ora con lui si perderà sempre perché l’impresa funziona un colpo solo , non è più riproponibile .
    Da quelle parti occorre insistere su temi giusti e non mollare mai per i richiami delle sirene ; la maggioranza vincente ed utile è minoranza ancora di popolo che deve crescere .

  2. giancarlo says:

    Berlusconi farebbe bene a ritirarsi in buon ordine e andare in pensione.
    Ma chi ci crede più a un tipo del genere.
    Ha tutelato le proprie aziende per paura della sinistra e perché dovrebbe cambiare atteggiamento ?
    Per favore Berlusca credi di campare in eterno ? No, qui sulla terra si deve rinnovare tutto compreso noi uomini perché solo così il mondo potrà evolvere veramente verso una società mondiale umana, intelligente e soprattutto non più ignorante e incolta.
    WSM

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