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Quelle mezze bastonate di Bossi su Repubblica alla Lega e agli ex….

 

di Stefania Piazzo – Gad Lerner non è simpatico a tutto il popolo leghista. Peccato. E’ un giornalista che rispetta Umberto Bossi. Il giorno del congresso che incoronò Roberto Maroni a segretario al Forum di Assago, nel luglio del 2012, lui tifava Umberto. Non per votarlo, certo, ma per qualcosa che aveva più valore: la stima all’uomo politico. Ad un uomo con una visione politica.

Onore al Bossi furioso

Il pezzo di commento iniziava così: “Bossi se ne magia dieci di Maroni”. E Lerner chiudeva con questo trionfo in crescendo di rivoluzione sospesa: “Ha minacciato una scissione impossibile, ha protestato contro lo statuto approvato in fretta e furia con dentro delle fregature a lui riservate, se n’è sceso dal palco con l’ultima parola troncata che era un inequivocabile: “purtroppo”.

E’ un inciso che potrebbe essere ripetuto nei congressi a venire. Purtroppo di qui, purtroppo di là, Umberto Bossi ha visto la sua Lega Nord finire in mano al commissario Igor Iezzi. Sperava, o gli avevano promesso, che sarebbe stato invece lui a riprendere le redini dell’identità. Invece no. Da Bossi si è passati a Iezzi.

Oggi, Lerner torna a Gemonio. Perché sa che se c’è qualcuno che può parlare di Salvini, nella Lega, non sono Giorgetti, Calderoli, e gli altri sottoposti diventanti statisti, commissari per lealtà al capitano, ma Bossi dalla villetta in cima alla strada stretta del piccolo paese. E chi, meglio di lui, può fare la guerra in casa, utile anche alla stampa per tenere accesa la brace della sconfitta in Emilia Romagna?

Quando appena nel dicembre scorso, venne celebrata la definitiva archiviazione della Lega Nord, Lerner scriveva: “Trent’anni dopo… e va bene, stringersi la mano e poi darsi perfino una carezza col vecchio Umberto Bossi stamattina, a quello che sarà probabilmente l’ultimo congresso della Lega Nord, con lui che ne esce esausto ma fiero, ha fatto venire gli occhi lucidi a entrambi. La sedia a rotelle spinta da Giambattista e Diego che lo riaccompagneranno a Gemonio segna un cambio di stagione: lui non avrebbe mai concepito un partito che si chiamasse Lega per Bossi premier”.

Ma lunedì 3 febbraio, a una settimana dal voto emiliano, Lerner torna a parlare di Bossi, con Bossi, di Salvini. E fa discutere la sua intervista al Senatur sulle pagine di Repubblica. Sotto il sole di nuovo c’è però poco. Perché il senatur ricorda che il nazionalismo non può essere la moneta con cui conquistare il Nord. Dice che Salvini ha sbagliato strada, e quindi lo “cazzia” per le scelte che non appartengono alla storia della sua Lega, e che Bonaccini ha vinto perché ha capito che si vince se il modello sono la Lombardia o il Veneto, non la Calabria. Se cioè dai risposte coerenti, da governatore del Nord, ai problemi di chi ti vota, al Nord.

Poi però ne ha anche per Grande Nord, di Roberto Bernardelli, perché essere fuoriusciti non fa bene, secondo Bossi, alla causa.

Intanto però, Grande Nord finisce su Repubblica, e ne parla Lerner, a  un mese dal congresso dell’8 marzo a Milano. Qui i punti di vista si sprecano. Si va chi parla di un Bossi che tradisce le aspettative di chi non tradisce gli ideali, lasciando la Lega, a chi lo ringrazia ridendo sotto i baffi, pensando che nel bene o nel male, è il solito Bossi che nel ring tra i due pugili si sfila e lascia che a menarsi siano altri. Facendo i nomi dei rivali. Uno vive nel suo condominio, l’altro sta nella casa davanti, dove non gli dispiace tenere aperto un discorso. Poi però lui, Umberto, la sera torna nel suo condominio.

Lui, lancia i sassi, poi la mano la tira indietro. Bossi fa politica, lo fa da Umberto Bossi, da sempre. Basta saperlo, basta capirlo. E fa comodo alla sinistra, al centrosinistra, e persino ai competitori del centrodestra, che qualcuno le suoni, da Gemonio, per davvero o per finta, a Salvini.

E’ campagna elettorale per tutti, e a maggio, non dimentichiamolo, si torna a votare. Di sincero, c’è il rispetto di Lerner per un politico che lascia il segno. Il resto, appunto, è politica.

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6 Comments

  1. Il sistema italiano si basa essenzialmente nel creare in chi cerca o vuole dei cambiamenti la sindrome dello ” smonamento” ( trattasi di un nuovo neologismo inventato nel Veneto!?!).
    Ogni tanto nasce un nuovo movimento che sembra voler sostituirsi al sistema predicando che tutto va cambiato e gli altri sono solo degli occupanti usurpatori delle istituzioni.
    Altro esempio illuminante il M5S diventato sistema dentro il sistema.
    Le sardine altro esempio di distrazione di massa……..
    E’ strano come Bossi sia stato così facilmente estromesso dal suo partito. E’ la stessa storia nel PD di Renzi il quale rottamò la vecchia classe dirigente. Bossi si dimise e tradì anche noi Veneti. Lo stesso ha fatto Salvini. Sembra o forse è proprio così che ci sia un sistema collaudato del cambiare tutto per non cambiare nulla. E’ risaputo, e più autorevoli personaggi lo hanno richiamato più e più volte. Insomma è sempre la solita storia ma l’unico partito che resta granitico è il PD.
    Ti credo, il PD e suoi accoliti occupa praticamente tutti i più importanti gangli/garbugli pubblici e questo già da oltre 150 anni quando si chiamava P.C.I. con falce e martello.
    Ormai i films ed i teatrini italiani li abbiamo capiti benissimo e non vogliamo più farci prendere in giro da nessuno. Salvini facendo cadere il governo ha dimostrato ignoranza delle istituzioni e della Costituzione, ma un certo dubbio c’è l’ho ma lo devo tenere per me stesso perché se lo scrivessi e venisse a conoscenza di certe persone all’interno di certi uffici ministeriali come minimo verrei querelato e come massimo rischierei la vita stessa.
    Abbiamo a Roma un ufficio gestionale degli italiani. Cioè gente pagata per studiare gli italiani e trovare campagne o azioni per deviarli da certe strade intraprese che non sono coerenti con il potere romano fatto di burocrati e boiardi di stato che vogliono a tutti i costi mantenere lo status quo di questa Italia. Insomma niente di nuovo sotto il sole se non che gli italiani stanno finalmente iniziando a capire e la prova è che i voti sono diventati volatili. Anche Salvini dovrà confrontarsi con questa realtà che riserva gradite sorprese a tutti…anche a Lui che crede di essere diventato insostituibile, un piccolo dittatore dentro il suo partito e un commesso viaggiatore/ piazzista all’esterno. Il fatto che abbia preso oltre il 30% di voti non significa un bel niente e questo da quando gli italiani si sono parzialmente svegliati. Il risveglio è prossimo…ci vorrà ancora qualche anno.
    Bossi mi ricordo mi fece trasalire con il suo discorso a Venezia e oggi dico che Lui sapeva benissimo di mentire spudoratamente. Non avrebbe mai fatto nulla di coerente per l’indipendenza. Infatti iniziò con la devoluzione, il federalismo, il federalismo fiscale ma nulla, dico nulla andò mai in porto. Cosa volete che pensiamo se non che alla fine tutti vengono fagocitati dal sistema in un modo o in un altro e tutti alla fine tradiscono quello che promettono??????
    Bossi non me la sento di darlgi addosso, ma anche Lui ha le sue colpe e questo esautoramento dal partito della LEGA NORD è stato il prezzo da pagare.
    Il resto della commedia italiana lo vedremo nei prossimi mesi ed anni non senza mettere ancora una volta sull’avviso tutti ma proprio tutti che stiamo andando a schiantarci contro un muro di cemento se entro pochi anni il sistema italiano non sarà smantellato e ricostruito a nuovo.
    WSM

  2. Bossi, Craxi, son personaggi dei tempi passati quando si dibattevano per fare politica avendo degli obiettivi, magari mete ideali ma comunque precise…oggi invece si agitano sulla scena personaggi che non hanno mete se non di stare a galla perché tutto è alla mercé di mestatori indefiniti eppure potenti, i cui ideali sono nascosti ma i cui effetti sono devastanti per la percezione comune di instabilità in attesa di non si sa che cosa… è la perdita di identità profonde dei popoli che ci ha resi magma vagante senza meta se non pura sopravvivenza… per cui si fanno largo idee o ideali di buonismo onnicomprensivo che ci danno l’illusione di contare qualcosa ma in definitiva sono solo un’ancora di sopravvivenza… saremo capaci di risorgere?

  3. La Lega di Bossi aveva in mano le sorti del nord nel primo governo Berlusconi, politiocamente e cinicamente poteva chiedere e ottenere quello che voleva; Miglio poteva dettare le regole. Bossi ha voluto farlo cadere il 22.11.1994 deludendo così centinaia di giovani leghisti che non si sono mai ripresi, il resto è telenovela…. Le occasioni non si presentano mai due volte allo stesso modo; il profluvio di Lerner, su repubblica poi, è fuffa.

  4. Non sempre il luccichio e’ reale.

    Fin che non mi tocco’ in senso NEGATIVO era il mio leader… infatti, lo definivo “IL MOSE’ DEI PADANI”. (segreteria Lega Nord casa in Bellerio per saperne di piu’… se non le hanno BRUCIATE).

    Per me era l’uomo che avrebbe fatto il “MIRACOLO”: liberare il NORD PADANO dal tiranno e faraonico SUDDE…

    Lo etichettavo nei titoli dei miei scritti rivolti a lui sempre come ho scritto prima, cosi’ piu’ o meno.
    Anche: al mio leader Unberto Bossi.

    Diciamo che per ringraziamento mi fece querelare perche’ vidde in me un NEMICO. (Si trattava di trattenute sindacali che io mettevo via in un conto perche’ io volevo l’80%, loro li’ a Milano no: volevano il 100%.- La storia sarebbe molto interessante-.

    Poco dopo si ammalo’… e dovetti pensare che chi mi tocca perisce in qualche modo.
    No, non lo dico per incensarmi ma perche’ successero diverse cose che portavano a pensare che chi mi toccava poi subiva. io non ci credevo e credo ma me lo fecero notare altri.
    “Bandiera: chi te toca more kax..!” Dicevano… Gia’, come nelle favole..?

    Egli NON VOLLE sapere PERCHE’ gli avessi scritto una lettera di quel tipo e o genere per avvisarlo che qualcosa non funzionava nel sindacato. Fu un errore, non sapevo che certe storie non si SCRIVONO.

    Vale sempre la regola, in politica, qui lo dico e qui lo nego.
    Onestamente fui Ingenuo. Anche da questo si evince che il dire LA BANDA DEI QUATTRO e’ nella mia esperienza… Toccato con mano mia e non degli altri: avevo dato dello stronxo ad uno stronxo. Ed ero, nell’intenzione, senza offesa.

    Era infatti una constatazione. Non la capirono li’ in via Bellerio e non cercarono di capirla. Quindi non residevano li’ dei grandi uomini come tutti si pensavano.
    Eccome se bisogna scottarsi per capire le cose… o camminarci sopra ai tizzoni ardenti…

    Come fini’ il sindacato padano..?

    Morto!

    Si, morto pure lui.

    Non e’ vero..?

    NE SENTITE PARLARE..?

    E pensare che avevo dato anima e corpo… nemmeno una fotocopia misi in tasca. PAGAI TUTTO DI TASCA MIA E NON SONO UN SILVIO… anzi, non arrivo a fine mese.

    PROSCIUGAI (chiusi) IL CONTO E L’ASSEGNO LO CONSEGNAI LI’ in via BELLERIO o ad un adetto del SINPA.

    Ed io ho dato tutto me’ stesso ed altro… e gli altri MAGNAVANO. Pero’ io ero il nemico e gli altri no..!

    Si, qui lo dico e qui lo nego: gli altri magnavano… sul conto padano…

    Devo dire che sono quasi tutti morti. LA MALEDIZIONE BANDIERA LI COLPI’, dissero i piu’ cattivi di me.

    Davvero, sembrava che io fossi quello della maledizione…

    L’ultima volta che parlai con Uberto fu in un incontro pubblico (serale) che fece sul Lago di Santa Croce e in quella occasione mi presentai da lui per un autografo che la moglie voleva e gli dissi: Uberto sono Luigi Bandiera, quello che ti scrive sempre: occhio perche’ io ti tengo sotto controllo.

    Mi sorrise e mi fece l’autografo ignaro che poi gli sarebbe capitata la botta…
    Nella storia dei padani io non ci sono ma eccome se c’ero. Come tanti altri sicuramente…

    IL PALAZZO POGGIA DA SEMPRE VERSO IL BASSO..!

    E pensare che mi chiamavano il “Bossi”. Tanto per dire anche se io dicevo: io sono il bandiera e poi colonne d’Ercole.

    Cosi’, un piccolo aneddoto…

    Con i miei piu’ cordiali saluti.
    LB

    Non l’ho mai raccontata per non danneggiare la Lega Nord dato che ero, nel frattempo, consigliere comunale e non stava bene una querela ad un leghista di”ferro” come me.
    L’errore fu fatto dai BELLERIANI.
    Lui era il capo per cui..?
    Per me non fu piu’ come prima.
    Infatti, mi tolsero l’armatura di dosso e tutto il resto.
    Ora dico solo quel che penso e se il mio pensiero va a favore e di uno e del altro non e’ colpa mia ma dei fatti.
    SARO’ CAPITO… o anche questa volta STRACAPITO..?

    La querela poi alla fine fu ritirata.

  5. Cara Stefania
    Un grande ringraziamento ad Umberto ma anche una oggettivamente giusta critica…almeno una.. ce ne sarebbero di più.
    Da militante
    .. grazie Umberto per aver risvegliato molti di noi con la nostra PADANIA
    .. male Umberto dovevi andare oltre ed essere come Gandhi…moltissimi di noi ti avrebbero seguito in carcere… indomiti (Invictus).. felici e liberi anche se incarcerati..
    Tutti abbiamo dei difetti… ma Credieuronord ecc. hanno ferito i militanti del sole, del freddo, delle nebbie, della neve, del gelo, del ghiaccio e delle marce ecc. ecc.
    Il nostro capitano Umberto… purtroppo non è andato fino in fondo TI AVREMMO SEGUITO FINO ALL’ULTIMO GIRONE DELL”INFERNO.
    Per salvini non spreco neppure una sillaba non ne vale la pena
    PADANIA e VENEZIA per sempre.
    WSM

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