Quella “secessione sudica” di Prodi clonata dai nuovi astri  del Nord

 

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di STEFANIA PIAZZO – Persino il quotidiano Repubblica, quando il  professor Prodi compose il suo governo dopo aver battuto per un pelo il centrodestra, scrisse che nella provinciale contabilità delle poltrone ministeriali, compariva solo un rappresentante del Nord, una lombarda.

Eppure lo stesso Prodi aveva prima rassicurato che a fronte di  un paese «lacerato, spaccato, irrimediabilmente diviso», appunto, “il paese ha bisogno di un Nord forte e vitale che ne traini la riscossa”. Proprio per questo, sapendo che “al Nord sappiamo di dover dare molto”, il governo si piegò territorialmente ancora sulla rappresentanza del mezzogiorno. E persino a Repubblica scappò di scrivere, per la firma di Alberto Statera, che ci si trovava di fronte a “Quasi una secessione prodiana alla rovescia, romanocentrica, sudica, nonostante il veto al Ponte” sullo Stretto.

Ecco. Ora ci pensa qualcun altro a dire: Nord e Sud un solo destino. Visto che la rappresentanza settentrionale è scivolata come la falda tettonica, verso Sud, la “secessione sudica” plasticamente indicata da Repubblica è passata di mano dalla sinistra a chi un tempo rappresentava il Nord e ora ha cambiato destinazione. Un capolavoro dei tempi che cambiano.

 

 

 

 

 

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4 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Può darsi che la questione settentrionale sia terminata in un accordo preliminare firmato dalle tre regioni a residuo fiscale attivo, accordo di cui non possiamo sapere gli sviluppi ma intuiamo gli intenti politici di Roma e purtroppo sospettiamo della sua efficacia.
    O che tutto si rimetta in moto dopo un ridimensionamento delle velleità nazionaliste di Salvini e conseguente riflusso all’elettorato più autonomista, oggi umiliato dalle scaltre acrobazie salvaculiste della segreteria. Vedremo.

  2. RAFFAELE says:

    Dipende dalla forza che avra’ Grande Nord

  3. caterina says:

    Tutti ormai impresentabili… ma insistono… mantenuti e strapagati… e c’e’ chi li vota!

  4. Riccardo Pozzi says:

    La questione settentrionale sembra definitivamente defunta.
    Sarà così?

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