Quella lettera dei medici di famiglia all’Ats di Bergamo finita in sordina… “Noi danni non ne abbiamo arrecati. L’azienda, invece?”

Riceviamo e pubblichiamo questo documento che non ha avuto eco sulla stampa, datato 27 aprile 2020

COMUNICATO congiunto FIMMG – SNAMI di lunedì 27 aprile 2020

Apprendiamo dal Corriere della Sera di ieri che l’ATS di Bergamo, “soggetto che contrattualizza tutti gli altri
enti che erogano servizi” e che vuole avere “un quadro completo rispetto a tutti i soggetti coinvolti” ha
dato un mandato all’avv. Angelo Capelli di valutare, tra gli altri “il ruolo dei medici di base anche qui con un
occhio sui dpi”, con una delibera che ha per finalità il “verificare la fondatezza di eventuali responsabilità
specie di natura civile e amministrativa, ipotizzabili a loro carico e a danno dell’Agenzia”.
E’ uno scenario davvero interessante, ove entra in campo come consulente legale di ATS Bergamo l’avv.
Angelo Capelli, lo stesso che, insieme a Fabio Rizzi (poi arrestato per appalti truccati nella Sanità Lombarda
con successivo patteggiamento), è relatore della legge regionale di riforma sanitaria 23/2015, quella che lo
“stress test” attuale ha mostrato tutte le sue debolezze.
Questa consulenza legale (per verificare anche i danni subiti da ATS) costerà ai cittadini lombardi 15.758
euro… di certo avremmo preferito che questa cifra venisse spesa per dei servizi a favore degli stessi
contribuenti, come consulenze scientifiche onde evitare errori nella programmazione della fase 2 o, più
semplicemente, qualche tampone in più!

Se si desiderava sapere “il ruolo dei medici di base anche qui con un occhio sui dpi” bastava chiederlo ad
ognuno dei 700 medici di famiglia della nostra provincia: 150 di noi si sono ammalati di coronavirus e
purtroppo 6 di noi sono morti, morti per aver fatto il loro lavoro, senza tirarsi indietro, nella miseria di
dispositivi di protezione individuale ricevuti, spesso troppo tardi. Li avremmo acquistati volentieri anche da
soli, se non ci fosse stato impedito perché sequestrati. L’Ordine dei Medici ed i Sindacati medici hanno fatto
pervenire ad ATS numerose donazioni di DPI ricevute (al fine di garantirne un’omogenea distribuzione ai
medici), ma di queste donazioni non abbiamo ancora avuto un resoconto se effettivamente siano state
destinate ai medici di famiglia o ad altri.
Noi non siamo avvocati, ma semplici medici di famiglia e quindi non siamo in grado di valutare le
responsabilità civili, amministrative ed anche penali; siamo comunque certi di non aver arrecato alcun
danno all’Agenzia di Tutela della Salute, ma non siamo così altrettanto sicuri del contrario.
F.I.M.M.G. Bergamo
dott. MIRKO TASSINARI
S.N.A.M.I. Bergamo
dott. MARCO AGAZZI

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