Quella immigrazione “indotta”, da chi e per quali interessi?

immigrazione-sbarchi-22-aprile-2014di MARCELLO RICCI – Il territorio abitato da un popolo e al quale ciascuno dei suoi componenti sente di appartenere per nascita, lingua, cultura, storia e tradizioni, si definisce Patria. Lo sradicamento dei nativi, il trasferimento indotto di intere popolazioni in altre terre , in altro continente comporta la cancellazione del concetto di Patria. Corso dei tempi o progetto studiato a tavolino? Perché popoli di altri continenti che fuggono per le guerre o per motivi economici migrano in Europa? Nei vasti continenti asiatici e africani ci sono paesi tranquilli e  poco urbanizzati come il Sudafrica che vantano livelli di vita e prospettive di sviluppo più che invidiabili. Non è una meta. Senza contare che le stesse “patrie” abbandonate hanno ampie risorse e prospettive di lavoro. Perché la fuga è unidirezionale, obbiettivo Europa e Italia in particolare.

Fuggire dalle proprie patria per approdare in terre eccessivamente antropizzate non ha senso e molto spinge a considerare il fenomeno come migrazione di massa indotta. Da chi e perché? Cui prodest ? Certamente certe multinazionali, potentissimi stati merceologici, preferiscono spopolare per poi rubare come fanno i ladri nelle abitazioni terremotate, che creare lavoro e prosperità in loco. Purtroppo certe multinazionali sono la versione attuale del colonialismo e ne perpetuano le negatività . Portare il lavoro significa far crescere le popolazioni locali, creare cultura e progresso a cui logicamente segue  anche la coscienza dei propri diritti. Meglio destabilizzare la vecchia Europa, impigrita da un relativo diffuso benessere che rischiare che le ex colonie, oggi ancora colonie, possano avere sussulti di libertà e attaccamento alle proprie patrie.

Concetto fastidioso quello di Patria, che deve essere prima indebolito poi rimosso dove s’è radicato. Ai grandi interessi del turbocapitalismo si agganciano interessi politici meschini.  Pompando immigrati a tutto spiano chi difenderà ancora le identità territoriali ? Chi lotterà per l’indipendenza della Padania il giorno il cui la padanità cesserà di essere il sentimento di molti perché diluiti in una caterva di senza patria. Un congolese che si straccia le vesti per l’indipendenza veneta o lombarda? Patria e indipendenza vanno a braccetto.

Senza  il territorio abitato da un popolo e al quale ciascuno dei suoi componenti sente di appartenere per nascita, lingua, cultura, storia e tradizioni re per la terra dei padri non c’è indipendenza. Agli sfruttatori dell’umanità servono popoli ‘dipendenti’. Come alcune multinazionali sono le mutazioni del colonialismo, i senza patria sono gli epigoni degli schiavi.  E’ anche vero che anche gli schiavi prima o poi si ribellano, ma l’attuale invasione migratoria posticiperà la ribellione di molti decenni . Gli stessi clandestini sono vittime inconsapevoli di mercanti di vite umane e di politicanti incapaci.

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2 Commenti

  1. The blower says:

    La verità c’è ed è esopolitica.
    Un piano partito in tempi molto remoti legato agli interessi di una certa parte dei nostri antichi arconti. Una storia talmente bizzarra che non potrete capire ed accettare senza qualche anno di studi appassionati.
    L’incredibile dentro il bizzarro è la verità.
    Vi posso dare solo una piccola traccia, una piccola sollecitazione che può essere adatta ad un inizio nel rispetto delle vostre ancor limitate conoscenze di primo livello (le ho classificate in cinque livelli): studiate quanto dice Preston James di Veterans Today sulla “Khazarian mafia” solo per “annusare” che c’è qualcosa di molto profondo.
    Lo ripeto, sete di potere e cupidigia legate ad una buona dose di ignoranza e grande stupidità, guidano i piani del potere che obbedisce a una fazione dei nostri antichi arconti.
    Alcuni ulteriori suggerimenti di primo livello di conoscenza:
    https://www.youtube.com/watch?v=N6uVV2Dcqt0
    https://www.youtube.com/watch?v=xMoPBDz5ycA
    https://www.youtube.com/watch?v=NwztaQgv3-Y
    In ultimo, studiate la Lega di Bossi e come abbia soppiantato i primi veri movimenti autonomisti mettendosi poi al servizio del potere.
    Nell’ignoranza degli eventi e della storia non è possibile riparare o ricostruire.

  2. Carlo De Paoli says:

    E’ un progetto che viene da distante, da molto lontano: è stato ideato da Karl Marx quando scrisse e pubblicò il -“Manifesto del partito Comunista” -.
    Conferma ne abbiamo dalla lettera che il rabbino Baruch Levi inviò allo stesso Marx nel medesimo anno.
    Ma anche, più vicino a noi, un certo Kalergi teorizzò lo stesso piano.
    Ancora la Massoneria sembra avere il medesimo “scopo”.
    Le banconote americane “dichiarano” la medesima cosa ed i simboli esoterici massonici, stampati su quelle banconote confermano, anche quelli, il medesimo scopo di una “manica” scellerata di individui che, come dice l’Articolo: “Concetto fastidioso quello di Patria, che deve essere prima indebolito poi rimosso dove s’è radicato. Ai grandi interessi del turbocapitalismo si agganciano interessi politici meschini. Pompando immigrati a tutto spiano chi difenderà ancora le identità territoriali ?

    E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:

    «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra»
    (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

    Lascio a voi giudicare, se qui non si preconizza e si progetta la «eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture», la più feroce discriminazione razziale, lo sfruttamento del prossimo, la violazione ripetuta dei diritti umani.

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