Quella dozzina di regioni del Pd e la dieta imposta alla Lombardia

mappa1di SERGIO BIANCHINI – Nella proposta del Pd di ridurre, accorpare, o isolare le regioni (salvo le isole e Roma), le dimensioni complessivamente delle aree sono ingrandite e di parecchio.
Il ruolo preponderante della Lombardia, viene fortemente ridotto nella conferenza stato-regioni e nelle future dinamiche regionali.
Il commento di Zaia secondo cui il numero delle regioni non conta è altrettanto sprezzante quanto infondato.
Il numero delle regioni e la loro dimensione relativa conta e molto!
Quando Maroni parlò di costruire la macroregione io fui molto contento ma poi sentii dire a Zaia che la macroregione con i poteri attuali era inutile e capii che non se ne sarebbe fatto niente.
Pensai anche che i veneti non volevano la regione lombardo veneta che sarebbe stata fortissima nella contrattazione con lo stato centrale. Perchè non la volevano e non la vogliono? Probabilmente non vogliono proprio fondersi con la lombardia con cui storicamente le relazioni storiche sono sempre state difficili fino all’ostilità
E infatti loro propongono un referendum per LA LORO AUTONOMIA o indipendenza.
La lombardia va dietro stancamente e ignora quella che forse sarebbe una grandissima opportunità: fare una macroregione con l’emilia Romagna che ha sempre espresso favore sia verso il padanismo che verso il federalismo e che storicamente ebbe rapporti anche ampi col ducato di Milano.
Speriamo che “le menti” lombarde si aprano.
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