Quella destra che vota contro la Commissione Segre contro l’odio razziale

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“Sono rimasta delusa e stupita che davanti a una mozione che proponeva l’istituzione di una commissione contro l’odio ci potessero essere dei distinguo”. Così la senatrice Liliana Segre intervistata da Ilaria Sotis nel corso del programma di Rai Radio1 “In viva Voce” all’indomani della approvazione della mozione che porta il suo nome per monitorare tutti gli atteggiamenti di odio a partire dall’hate speech che dilaga sui social. “Dagli interventi che ho seguito ho immaginato che una parte si sarebbe astenuta ma poi ho notato che molti astenuti al momento dell’annuncio dell’esito del voto sulla mozione hanno applaudito”, ha proseguito la senatrice. Segre ha anche risposto a un messaggio giunto nel corso del programma in cui un ascoltatore ha rivendicato il diritto di odiare. “Per fortuna ci sono tantissime persone che la pensano diversamente”, ha detto Segre che ha voluto ribadire come “odiare significa perdere tempo prezioso. E’ un peccato verso se stessi”.
Sulla necessità della nascita di una commissione contro l’odio la senatrice ha evidenziato che “rimanere indifferenti non è più possibile e lo dico io che l’odio ce l’ho scritto sul braccio”. Infine, sul paventato utilizzo politico della commissione rifacendosi alle parole di Salvini che si è detto contro a “uno stato che ritorni a Orwell”, la senatrice Segre ha risposto: “Se Orwell viene evocato da Salvini vuol dire che stiamo sulla stessa linea. Orwell aveva scritto in anticipo di cinquanta anni che la storia poteva essere cambiata a secondo di come cambiava il potere”.
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9 Comments

  1. Gentile Stefania, se ha avuto problemi quando era nella “Padania” mi dica chi glieli ha creati, e poi sia più obbiettiva e meno rancorosa, è un consiglio.
    Per quanto riguarda l’argomento, le ripeto, legga l’articolo di Bechis e dica dove sbaglia. Per quanto riguarda la Segre penso che abbia tutte le ragione per dire quello che pensa sull’argomento che ben conosce, e che i parlamentari di FI avevano ben sintetizzato, andare oltre penso che non sia stata la sua volontà, ma sa a una certa età.

  2. Gentile Stefania lei c’è o ci fa? Mi dica qualche giornalista di sinistra condannato per le sue inchieste o i suoi articoli e poi mi dica quelli di centro destra. Poi legga l’articolo di Bechis e tiri le somme.
    Vebbè essere contro Salvini, che a me non piace, ma la faziosità la lasci da parte.

    • Che parla nel pezzo è la senatrice Segre. E’ un’Ansa. Cosa ci possa essere di fazioso nelle parole di una sopravvissuta all’Olocausto non lo so. Guardi, io di processi nella mia vita ne ho avuti diversi per lavoro. E le posso anche dire che chiuso il quotidiano la Padania sa dov’è finita per la Lega la mia libertà d’opinione? A differenza di altri colleghi che sono stati tutelati anche in seguito, io mi sono dovuta arrangiare. Anche a destra ragionano come lei pensa ragioni la sinistra. C’è sempre qualcuno più uguale degli altri. Qualcun altro, non certo io, gioca a ci sei o ci fai. Il resto è propaganda elettorale. Se vuole giocare alla faziosità con me sbaglia strada.

  3. Ma BASTA…
    io sto cominciando a pensare male per cui vado all’Inferno.
    BASTA con la strumentalizzazione continua…
    Non si puo’ nemmeno piu’ respirare che odi qualcuno.
    MA BASTA…
    Vero e’ che sto odiando.
    Odio chi mi ha rubato la scala mobile. Almeno aggiornava seppur poco la mia pensione.
    Odio chi e’ al governo perche’ hanno fatto si che la minoranza governi e la maggioranza stia all’opposizione.
    Odio quelli che dicono una cosa e ne fanno un’altra.
    Odio chi e’ sempre con le tre carte li’ pronte pr fregarmi.

    Odio chi odia il popolo veneto.

    Sto odiando sempre piu’ gente… grazie a queste strumentalizzazioni.
    Fanno guerre per far morti per poi commemorarli… alla bisogna.

    MA BASTA..!!!

  4. I reati sono cose reali…ma le opinioni…per favore! …mi sembra che esista la liberta’ di pensiero e di espressione ancora… se poi si organizzano movimenti finalizzati alla violenza e’ un’altra cosa!..ci sono stati, eccome! ma se siamo in tempo di pace, cerchiamo di preservarla… senza inventare lotte contro i mulini a vento…

  5. Per favore..per favore prima di scrivere bisogna leggere e documentarsi.
    Le motivazioni che hanno mosso LEU+PD ad appoggiare incondizionatamente ( e ci mancherebbe) quanto andava chiedendo la SEGRE nasconde una miriade di altre motivazioni che diventerebbero reati di opinione.
    Siamo tutti favorevoli ad una Legge contro il razzismo e l’anti ebraismo purchè in mala fede non vi si aggiungano altre cose che non hanno niente a che fare con quanto giustamente chiesto dalla SEGRE.
    Cosa c’entrano i matrimoni Gay, le adozioni di genere, e tante altre cose che sfocerebbero in una legge anticostituzionale e contro le opinioni personali……se andate a leggere cosa hanno presentato i partiti al governo viene la N A U S E AAAA !! Stanno approfittando della SEGRE per dare sfogo alle loro ideologie !!
    Leggere per favore, grazie !!
    WSM

  6. Mi risulta che nessuno abbia votato contro, ma la cosiddetta “destra” si sia astenuta. Poiché sono contro ogni violenza e contro ogni totalitarismo e quindi per la libertà di parola (art. 21 della costituzione della repubblica italiana), io avrei votato contro. Io sono per l’abolizione della famigerata legge mancino, e se non ricordo male la Lega aveva raccolto le firme per abolirla.

    • Una astensione ideologica, contro. Sta di fatto che la lega è diventato un partito più a destra della destra, sta con casa pound e il peggio del mondo conservatore. C’è un abisso umano e culturale tra la senatrice Segre, il cavalier Berlusconi e il giornalista Salvini. O preferisce gli ultimi due? Uno è un vecchio di 83 anni che spara ancora barzellette sul pene, l’altro ha sposato il sovranismo come credo e vuole unire l’Italia a colpi di social e investimenti sui post. C’è poco da commentare, dicono che non vogliono la commissione perché si vogliono perseguitare i reati di opinione. Fino ad ora, guardi, i soli che finiscono in galera per quello che scrivono sono i giornalisti. Il reato di diffamazione con le sue querele temerarie porta al carcere. Non si fanno più inchieste, le osano fare solo quelli che hanno grandi testate alle spalle. Al resto ci pensano le verità sui social.

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