Quel simpaticone dell’Ucoii che paragona le suore alle islamiche in burkini. Ma d’altra parte lo ha già fatto il Viminale

suore

di STEFANIA PIAZZO – Devo dire che tra tutte le notizie di queste giorni quella che più mi aveva sconcertata, per non dire scioccata, basita, era stata la dichiarazione del vice di Alfano, il viceministro dell’Interno, il post comunista Bubbico, a Radio 24. “Non assecondiamo le pulsioni populistiche. Nemmeno le suore indossano il bikini”, aveva affermato il genio numero due del Viminale. Tale padre, Alfano, tale “figlio”?

Ma cosa ha detto Filippo Bubbico,  ai microfoni di Radio 24 a proposito della polemica sul burkini? Aveva  chiarito le parole del Ministro: “proprio per la irrilevanza della questione, se si volesse dare un segnale di irrigidimento per assecondare le pulsioni populistiche si determinerebbe una situazione non felice, perché quell’atteggiamento verrebbe vissuto come un atto aggressivo e limitativo delle libertà che noi vogliamo garantire per tutti”.

Poi arriva l’apice del ragionamento. Il Vice Ministro prosegue: indossare il burkini rientra tra le “scelte individuali compatibili con il nostro ordinamento democratico e noi dobbiamo imparare a rispettare gli altri. Noi non possiamo imporre a nessuno di esporre il proprio corpo; dobbiamo solo pretendere che vengano rispettate le leggi tese a rendere possibile l’identificazione di ciascuno”. Bubbico così conclude a Radio 24: “Quando le suore vanno al mare non mi pare che indossino il bikini.”

Senza parole, ragazzi! Confondere o barattare una scelta religiosa che porta alla totale abnegazione di sè e al voto di castità, con un’imposizione che nega il diritto ad una donna di essere se stessa, è un atto che inquieta.  Oltre al fatto che la fede che professano le suore non impone come l’islam di perdere il diritto di parola, il diritto di famiglia, ad una donna. Ma per il Viminale è tutta la stessa roba. Burqa, burqini, abito religioso, saio. Fa lo stesso.  Medesime finalità di pace e rispetto, stessa visione di uomo e di donna.

E infatti cosa accade poco dopo? Che il capo dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche, sbeffeggia le suore postando le loro immagini su facebook mentre giocano in spiaggia.

Per favore, mettere giù le mani dalle suore e dalla scelta cristiana di donare sè a Dio. Suore che, dall’altra parte del mondo, vengono trucidate, violentate, massacrate, in nome dell’islam. Ne vogliamo parlare, Bubbico?

Ci farebbe piacere sentire il parere del Papa, il papa del Dio unico, o della Boldrini che rivendica la libertà per le donne. Per le suore, libertà di culto no?

 

 

Ed ecco, per completezza d’informazione, la notizia data dalle agenzie sulla vicenda del presidente dell’Ucoii. Buona lettura.

Si riaccende la polemica sul burkini in Italia, dopo che il presidente dell’Unione comunita’ islamiche (Ucoii) e imam di Firenze, Izzedin Elzir, ha pubblicato sulla sua pagina facebook una foto di sette suore, in tonaca e velo, che giocano sulla spiaggia, senza alcun commento. L’immagine ha sollecitato una quantita’ di reazioni riaccendendo il dibattito sull’opportunita’ o meno di vietare il costume da bagno coprente che le donne islamiche usano per andare in spiaggia. “Il burkini – spiega Elzir – e’ la dimostrazione di una ‘discultura’ in Occidente dove si pensa che i musulmani non seguano la moda: pochi anni fa, quel costume (perche’ e’ un costume da bagno) non c’era. E mi dispiace che amministratori comunali e qualche politico in Francia, invece di rispondere alle esigenze dei cittadini su politica ed economia, si occupino di come si vestono le musulmane”. Alcune ore dopo la pubblicazione della foto, che ha ricevuto migliaia di condivisioni, il profilo fb di Elzir e’ stato bloccato. “Spero che le due cose non siano collegate – afferma l’imam – spero di vivere ancora in un paese libero e non in una dittatura”. Nel messaggio inviato a Izzedin Elzir dopo il blocco, gli amministratori del social network spiegano di aver sospeso il profilo dopo le segnalazioni di alcuni utenti, che lo indicavano come fittizio, intestato a una persona inesistente. “Mi hanno chiesto di inviare copia di un documento d’identita’ per dimostrare che sono una persona vera, cosa che sto per fare”, spiega sempre l’imam. “Se la pubblicazione della foto e il blocco del profilo fossero due cose collegate sarebbe il colmo”, dice ancora, “una cosa che non succede neppure nelle peggiori dittature”. “Spero che non sia cosi’ – aggiunge – secondo alcuni amici esperti di internet mi e’ stato fatto un brutto scherzo”. In seguito Facebook ha spiegato che l’account “e’ stato disabilitato temporaneamente a seguito della segnalazione di un utente che lo reputava fake. Facebook ha attivato la procedura standard per la verifica dell’account. Il profilo e’ stato riattivato immediatamente una volta accertata l’identita’ dell’utente. L’evento non e’ collegato alla foto postata che ritrae le suore in spiaggia”. Ma Elzir non ci sta: “Comunque sulla vicenda ho contattato un avvocato per verificare, per capire cosa sia accaduto. Stiamo vivendo in un particolare momento storico ed e’ grave che il profilo di un imam, del presidente dell’Ucoii rimanga oscurato per 7 ore e per una ragione che non so”. Subito dopo la pubblicazione della foto, comunque, si e’ subito riaccesa la polemica, piu’ che mai accesa in questi giorni di fine agosto. “Incredibile che alcuni politici difendano il burkini se ‘frutto di libera scelta’. Allora tollereremo anche la poligamia se frutto di libera scelta?”, si chiede Laura Ravetto, deputata di Forza Italia su twitter. “In Germania passano dalle parole ai fatti: c’e’ l’accordo tra i ministri dell’Interno regionali per imporre un divieto del burqa e di altri veli islamici in alcuni settori della vita pubblica. Renzi e Alfano che fanno? Nulla. Benvenuti in Italia, provincia dell’Islam”, le fa eco Daniela Santanche’, parlamentare di Forza Italia. Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ricorda: “Ho gia’ fatto una norma che vieta di entrare negli ospedali con il burqa e col volto coperto: noto con piacere che la Merkel fara’ la stessa cosa. Noi in Lombardia stiamo anticipando i tempi”. “Vorrei fossero le donne a trovare soluzioni sagge. Credo che un divieto tranchant del burkini sia un proibizionismo non utile proprio alla possibilita’ di frequentare le spiagge per alcune donne. Altra cosa e’ la copertura totale del viso come il burqa o il niqab, sulla quale mantengo una contrarieta’ e pesanti dubbi”, ragiona invece la deputata del Pd, Barbara Pollastrini, ex ministra per le Pari Opportunita’. Intanto oggi anche il comune di Nizza ha vietato il burkini sulle sue spiagge.

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4 Comments

  1. Castagno 12 says:

    Parlano di reciprocità: BURKINI qui e BIKINI da loro.
    E, come sempre, i più limitano l’analisi ad un solo problema, senza collegarlo con altre realtà.
    L’italia è invasa anche dai musulmani che con le loro capacità riproduttive, ormai la considerano una “COSA LORO”. Gl’italiani non hanno invaso i Paesi musulmani, in questi non esiste, da parte italiana quella che viene ipocritamente chiamata “IMMIGRAZIONE”.
    Quindi i musulmani dettano legge nei loro Paesi ed in italia ritengono di poter fare quello che vogliono, ormai confortati dalla loro entità numerica.
    Qui al Nord, le popolazioni originarie, dopo il 1945, hanno subito e tollerato – e anche favorito – “l’immigrazione” massiccia di “COSA NOSTRA” alla quale ora si è INEVITABILMENTE aggiunta “COSA LORO”.
    Dobbiamo anche considerare le imprese che hanno dovuto INEVITABILMENTE chiudere, causa metà Paese che non produce ricchezza e non fornisce servizi. Abbiamo I PARASSITI da mantenere, spesso anche NEL LUSSO.
    Aggiungiamo le imprese in dificoltà che sono passate agli stranieri.
    GLI INDIPENDENTISTI non si sono accorti che gran parte delle loro radici SONO GIA’ STATE ESTIRPATE, non fanno nulla per affamare la “BESTIA”, anzi L’ALIMENTANO, hanno chiesto LIBERTA’ e INDIPENDENZA che dovrebbero essere “gentilmente concesse da chi ha messo in piedi tutto questo ambaradan per eliminarci.
    Questione di poco tempo e, come direbbe il noto imbonitore di Arcore: ” BURKINI PER TUTTI ! “.
    Ai numerosi cinesi presenti in italia, che lavorano intensamente, aggiungiamo gli islamici che vedo a spasso durante il giorno.
    Anche UN TONTO riesce a VEDERE che in fondo al tunnel non c’è una luce, MA UN GRAN CASINO,
    SE IL POPOLO NON SI MUOVE, SUBITO E IN MASSA, L’INDIPENDENZA SE LA PUO’ SCORDARE.

  2. Gianluca P. says:

    Opss scusate scrivendo dal telefono ho sbagliato una parola : pagare , non paghare.

  3. Gianluca P. says:

    “quell’atteggiamento verrebbe vissuto come un atto aggressivo e limitativo delle libertà che noi vogliamo garantire per tutti”. Queste parole alla rinfusa del Bubbico rimembrano un altro concetto che si sta diffondendo nella società americana e a cascata qui da noi: il culto del rispetto e, oltre, la patologia del rispetto. L’usanza di dover usare delicatezza (diventata parte integrante della nostra quotidianità) per non turbare nessuno, fa si che uccidiamo una parte del nostro io a vantaggio di altre culture e altri modi di vedere la società; questo fa recedere noi di un passo e avanzare di un
    piccolo passo gli altri.
    Così, dietro il “no a provocazioni verso altri
    culti” del ministro Alfano, si cela una sorta di
    ammonimento in salsa democristiana che in
    realtà è un piccolo passo indietro. Di passo in
    passo si arriverà sul ciglio di un burrone. Sulla
    questione di fondo dell’ articolo concordo con
    quanto scritto dalla direttrice del giornale.
    Aggiungo che, ad esempio, i nostri vicini
    svizzeri nel 2009 a proposito di questioni sui
    minareti, dissero tali parole:”Il no ai minareti
    non è un no al diritto di preghiera per i
    musulmani, ha affermato il parlamentare
    svizzero Oskar Freysinger dell’Unione
    democratica di centro (Udc), tra i principali
    promotori del referendum. E ancora: “Il divieto dei minareti non cambierà niente per i musulmani che potranno continuare a praticare la loro religione, a pregare e a riunirsi. Si tratta di un messaggio, la società civile vuole mettere un freno agli aspetti politico-giuridici dell’Islam”.
    Alfano sottolinea che il nostro ordinamento permette la libertà di culto. Sarebbe ora di chiedere ai cittadini se sono d’accordo o no su singole questioni così importanti, tramite strumenti di democrazia diretta che permettano di riscrivere pezzi di Costituzione(ah ah).
    Quella Costituzione che viene usata retoricamente quando si tratta di difendere interessi di casta, ma che non lascia mai spazio per cambiare davvero a favore di una comunità che deve solo paghare e fare dei passi indietro verso abissi senza ritorno. Anche se, la Costituzione recita che :”la sovranità appartiene a noi”. Bim bum Bah….

  4. RENZO says:

    Ognuno si vesta come vuole..evitando paragoni ridicoli e offensivi ..specialmente con le suore… moltissime missionarie padane..
    Ovviamente rispettando gli altri e la legge di circa 40 anni fa sul travisamento del volto..
    Che poi i piddisti stiano con i mussulmani… è esattamente ciò che i mussulmani facevano stando dalla parte di Hitler….
    D’ altronde si tratta di rossi!
    WSM

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