Quel ritorno alla lira che la Lega propone come panacea per l’Italia

di CLAUDIO ROMITI

La Lega Nord, dopo aver clamorosamente fallito gli storici obiettivi dei suoi vecchi profeti guidati da Umberto Bossi, sotto la direzione di Matteo Salvini sembra aver trovato una sorta di ancora di salvataggio nella battaglia a tutto campo contro l’euro.  Ricalcando in Italia le posizioni della francese Le Pen, il Carroccio ha abbandonato le antiche rivendicazioni nei confronti di uno Stato sempre più meridionalicentrico, per concentrare la sua azione nei confronti del tema dell’immigrazione e del protezionismo economico. E se prima il grido era “via da Roma”, ora si urla “via dall’euro”.

Non a caso, tra i candidati di spicco alle elezioni europee, la Lega schiera in pole position l’economista Claudio Borghi, cattedratico che si batte da tempo per tornare alla liretta d’antan. Un personaggio che, al pari di tanti altri speculatori di credulità, propone in estrema sintesi di truffare i possessori del nostro colossale debito pubblico, rilanciando l’economia a colpi di svalutazione competitiva, come si suol dire.  Solo che questa autorevole recluta leghista dovrebbe anche spiegare agli ingenui e agli sprovveduti che recentemente due grandi nazioni come il Venezuela e l’Argentina si trovano col sedere per terra, proprio per aver voluto percorrere fino in fondo la strada da lui invocata.  E se consideriamo che il nostro Paese di Pulcinella non possiede nemmeno un centesimo delle materie prime di cui godono i due Stati sudamericani, si può immaginare dove ci porterebbe la ricetta leghista di un ritorno alla lira.  Saremmo costretti a rinverdire i fasti dell’antica autarchia mussoliniana, in cui le auto andavano a carbonella, le bici erano fatte di legno e i maglioni venivano realizzato con fibra estratta dal latte.

Ora, tanto per non farsi mancare nulla, la stessa Lega Nord sta raccogliendo le firme per abrogare l’unica riforma realizzata negli ultimi decenni: la legge Fornero in tema di pensioni. Una riforma, in verità, che andrebbe comunque ritoccata in senso opposto rispetto a quello che sostengono i leghisti, in quanto il sistema previdenziale risulta ancora insostenibile nel medio e lungo periodo. Tuttavia, agli uomini in camicia verde sembra non sembra interessare molto il dettaglio che l’Italia, malgrado l’odiata riforma Fornero, spende in pensioni attualmente 5 punti di Pil in più rispetto alla media europea. Per questa gente con gli attributi di acciaio la tenuta del sistema previdenziale verrebbe garantito da un rapido ritorno alla moneta nazionale. Una posizione la quale, a ben guardare, contiene una sua formidabile coerenza di fondo.

Come, infatti, insegna il neo-guru leghista Borghi, potendo stampare liberamente i quattrini necessari a coprire qualunque spesa dello Stato, tornare a regalare vitalizi previdenziali privi di copertura finanziaria sarà un giochetto da ragazzi. Il problema è vedere cosa i nostri futuri pensionati potranno farci, oltre a mangiarle al posto dell’insalata, con questa montagna di banconote.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

51 Comments

  1. lombardi-cerri says:

    Voglio ricordare , in questa discussione che l’Italia è entrata nell’area euro dopo anni di svalutazione “competitiva” grazie a due meravigliose levatrici : Prodi e Ciampi.
    E delle loro genialate ne stiamo raccogliendo i frutti.
    C’è inoltre un’altra cosa che viene tenuta accuratamente nascosta: il giorno dopo l’ingresso nell’euro il valore dei nostri guadagni si è dimezzato.
    Volete un esempio a terra a terra ?
    Vi ricordate nei supermercati le offerte : tutto a 1000 lire ?
    Dopo un solo giorno il tutto a mille lire è diventato : tutto ad un euro!
    Meditate, gente, meditate.

  2. Marco Mercanzin says:

    Noto con piacere che a differenza di qualche tempo fa, molta gente comincia a essere informata.
    Ma il Romiti insiste e scrive questo :

    Claudio Romiti
    19 Aprile 2014 at 9:58 pm #
    Caro Mercanzin, se dovessi confrontarmi con tutti i pagliacci economici che mi contestano, non mi basterebbe il tendone di un circo. Lasci stare l’economia, mi dia retta. Cordialità.

    Vorrei fare notare al Romiti che i commenti negativi alle sue bufale economiche sono molteplici.
    Sa com’è’, se cominci a vedere troppe macchine contro ano alla tua, forse quello contromano sei tu.
    E faccia un favore a se stesso, oltre all’economia, rinunci anche a scrivere. Poi veda lei.
    Le figuracce le fa lei.

    • Fidenato Giorgio says:

      No, caro Mercanzin, qui l’immagine da usare è un’altra e sono le pecore che vanno dietro un pastore. In questo caso il pastore è lo stato che è facilitato a convincere la gran massa della gente inebetita perché promette il cielo in terra. Uno che invece ti invita a ragionare e ad essere responsabile, viene di solito lasciato da parte!!! E’ molto più facile promettere che far ragionare. Da qui il famoso detto: è più facile metterla ne culo che in testa!!!

      • Marco Mercanzin says:

        Peccato che in questo caso li stato sua quello che aborra l’uscita dall ‘ € proprio come te. Fatti na domanda.

        • Giorgio Fidenato says:

          Io non aborrisco l’uscita dall’euro, bensì il ritorno alla lira!!!

          • Marco Mercanzin says:

            Si certo, il gold standard austriacante.

            • Fidenato Giorgio says:

              Io Mercanzin ti voglio sfidare: togliamo il corso forzoso, misura che penso tu si d’accordo essere una misura violenta e coercitiva.
              Tolto di mezzo il corso forzoso della moneta faccio una scommessa: secondo te la gente sceglierà la tua moneta o il gold standard austriacante??? Sono pronto a mettere sul piatto 10000,00€ per questa scommessa.

              • Marco Mercanzin says:

                Una comunità ha il diritto di darsi una moneta per i suoi obbiettivi condivisi. Se a te nn piace, prego accomodati.
                Sfidare, tsk….

  3. radetsky says:

    Romiti ha secondo me ampiamente ragione sul fatto che il sistema pensionistico italiota sia insostenibile ed abbisogni (stante i-taglia lunga e stretta e UNITA) di ulteriori sforbiciate (tagli ai benefici pensionistici e/o aumenti nei tassi contributivi). Detto per inciso, questo è un altro modo per suggerire che l’Italia unita è una bestiata…

    Ha invece torto, o perlomeno è ambiguo, Romiti,quando SEMBRA difendere l’euro sistema a spada tratta.

    Mi pare chiaro che UEM ha troppi paesi troppo diversi nel suo seno, che non costituiscono una optimal currency area. Le divergenze enormi delle dinamiche nazionali di PIL reale, redditi, occupazione, lo mostrano chiaramente. Come pure lo mostrano gli spread ancora MOSTRUOSI che abbiamo (in unioni monetarie vere, ad esempio quella tra le province canadesi, gli spread si misurano in manciate di punti base e non centinaia, come tra ITA/GRE e Germania).

    Tutto ciò detto, non capisco perchè gli indipendentisti si debbano scannare su euro si o euro no…

    … Il punto focale, da tenere bene a mente, è che un Veneto e/o Lombardia sovrani e indipendenti l’euro se lo sciropperebbero senza problemi all’italiana. Anzi, i problemi ce li avrebbero altri “competitors”. Ciò detto, un Veneto indipendente potrebbe anche decidere (sarebbe secondo me meglio) di non fare parte dell’euro-zona ma di avere invece la propria moneta, come tranquillamente fanno UK, Danimarca e Svezia.

    Datevi una calmata, per favore.

  4. Malgher says:

    BANCHE PUBBLICHE ?? NO PRIVATE !!
    Se poi vogliamo seriamente affrontare la realtà va detto che, attraverso i trattati (sottoscritti) questo paese italiota (con i suoi politici) ci ha legato mani e piedi consegnandoci nelle mani dei grandi gruppi internazionali di banche, nuovi padroni del mondo.
    _ E’ bene che la gente sappia, per esempio, che la nostra Bankitalia è una società privata con sede alle Cayman, controllata dai seguenti soci privati:
    Gruppo Intesa (27,2%), BNL (2,83%), Gruppo San Paolo (17,23%), Monte dei Paschi di Siena (2,50%), Gruppo Capitalia (11,15%), Gruppo La Fondiaria (2%), Gruppo Unicredito (10,97%), Gruppo Premafin (2%), Assicurazioni Generali (6,33%), Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%), INPS (5%) RAS (1,33%), Banca Carige (3,96%), privati (5,65%).
    _ Ed ecco alcuni dati sulla BCE: quanti sanno che la BCE, con sede a Francoforte (è nelle mani di pochissimi banchieri) essa è la Banca Centrale che gestisce e controlla tutta l’emissione delle banconote in Europa.
    I proprietari della BCE sono le seguenti Banche Centrali: Banca Nazionale del Belgio (2,83%), Banca centrale del Lussemburgo (0,17%), Banca Nazionale della Danimarca (1,72%), Banca d’Olanda (4,43%), Banca Nazionale della Germania (23,40%), (BCE) Banca Nazionale d’Austria (2,30%), Banca della Grecia (2,16%), Banca del Portogallo (2,01%), Banca della Spagna (8,78%), Banca di Finlandia (1,43%), Banca della Francia (16,52%), Banca Centrale di Svezia (2,66%), Banca Centrale d’Irlanda (1,03%), Banca d’Inghilterra (15,98%),
    Banca d’Italia (14,57%)
    La logica conseguenza è che la BCE è una banca privata!
    Pertanto la Sovranità Monetaria in Europa è oggi nelle mani di un manipolo di banche private, e quindi è nelle mani dei pochissimi banchieri che controllano queste banche!
    Bisogna, quindi, andare a Bruxelles a rinegoziare subito tutti gli accordi che ci stanno strangolando sotto tutti i punti di vista: dalla libertà, alla democrazia.
    Di conseguenza vanno ridiscussi gli importi del nostro debito su base reale, determinare cioè quali veramente sono le spese da imputare ai cittadini dei vari stati europei.

    Per quanto riguarda il debito pubblico perché non si rende pubblico, voce per voce, la sua consistenza così come consolidato all’epoca del passaggio alla “zona euro” dell’Italia?
    NE SCOPRIREMMO DELLLE BELLE

    • Fidenato Giorgio says:

      La banca d’Italia è una banca pubblica a tutti gli effetti. Banca privata significa che se uno non vuole usare la loro moneta, può cominciare ad emettere un’altra moneta senza che nessuno possa mandarli in galera. Ciò non è possibile perché c’è una legge che impedisce di fare ciò. Per questo motivo è una banca pubblica grazie ad una legge del parlamento che è l’organo pubblico che conferisce il potere alla banca d’Italia per operare.

  5. Malgher says:

    Per quanto riguarda la riforma della “stronza” (che percepisce un reddito superiore ai 2 milioni di euro l’anno) appuntpo la Fornero ha fatto una riforma che in realtà colpisce i soliti “pistola”.
    Per la cronaca il sottoscritto dopo avere lavorato oltre 43 anni si trova a dover andare in pensione solo fra due anni.
    E’ grazie a gente come Lei, che fa “informazione” (sic) senza sapere cosa sta scrivendo ma fa da megafono a questi personaggi, che questo pseudo paese delle banane sta perdendo non solo la propria identità ma la propria libertà.
    A DISPOSIZIONE PER UN CONFRONTO !!

  6. Malgher says:

    Caro Romiti mi sembra di ascoltare i suonatori di pifferi.
    Lei forse sta dalla parte della finanza speculativa?
    Prima di dire idiozie è pregato di documentarsi, in prima battuta (Borghi era uno dei massimi dirigenti della Deutche Bank), e poi accendere il cervello prima di scrivere.
    Legga il MES (con attenzione) e ne scoprirà delle belle:
    esso prevede un fondo di 700 MLD di euro per far fronte alle difficoltà degli stati appartenenti appunto a quest’area.
    Questo stato di dementi deve partecipare al fondo con 135 MLD di eruro, a tutt’oggi ne ha versati, in concreto, ben 50 MLD.
    Il meccanismo, e qui sta il trucco, prevede gli aiuti a quegli stati che hanno la tripla A, in quanto garantiti dal riconoscimento internazionale di poter far fronte agli impegni imposti.
    LEI SA CHI HA LA TRIPLA A ?
    SOLO LA NOSTRA AMICA GERMANIA.

    Blaterare senza senso come fa Lei dimostra da che parte sta: con i poteri forti, fingendo di fare le pulci alla Lega.

  7. Giovanni says:

    No comment. Articolo intriso di banalità ed ignoranza

  8. ugo says:

    la riforma formerò ,unica riforma? ROMITI non la capisco .Se l’inps ha problemi non è certo colpa di chi ha versato i contributi e riceve una congrua pensione .La colpa è di chi non ha versato ma percepisce una pensione.,pensioni di invalidità fasulle , pensioni di accompagnamento fasulle ,e non dimentichiamo l’inpdap con il suo debito di 10 miliardi portati nell’ inps,pensioni di dirigenti pubblici vieppiù superiori ai contributi versati così come migliaia di politici. altro che diritti ,privilegi. La riforma Fornero è una boiata pazzesca. Romiti i suoi ragionamenti non mi piacciono ,come non mi piace questa europa e questo euro ,partito con un cambio euro dollaro a 0, 88 arrivato a 1,38 . Borghi sarà uno speculatore di credulità lei che cosa è? Lo dimostri con una proposta.

  9. anthony says:

    Romiti quando vuoi un confronto democratico sull’euro con me e Borghi fammi sapere, alla prossima conferenza che organizzo ti invito volentieri. Sempre che tu sia disponibile a venire. Saluti

  10. fabrizioc says:

    I detentori del debito pubblico sono quelli che hanno permesso il pagamento delle pensioni e stipendi publici negli unltimo 30 anni…non confondiamo il termometro con la malattia

  11. Dan says:

    Una moneta può solo seguire due strade: mantenere un elevato valore come l’euro o giocare con la svalutazione competitiva.
    Le due strade però non si possono scegliere così su piedi e tanto meno cambiare quando fa più comodo.
    La svalutazione competitiva sta bene a quei paesi tipo cina dove la maggior parte della gente è analfabeta e buona per essere impiegata solo in catena di montaggio, diversamente serve un’economia volta alla ricerca, allo sviluppo delle nuove tecnologie.
    L’italia è un paese fallito perchè pretende di restare su un treno che corre troppo veloce, l’euro, senza avere una base tale da giustificare l’impresa.
    Ora come ora a noi serve una moneta svalutabile ovviamente in mano a gente che non ritocchi le cifre ogni volta che vuole farsi un’auto blu.

  12. Aldo says:

    Mio caro Romiti , ma che cosa ha da proporre Lei per uscire dal “cul de sac” in cui ci hanno cacciato quarant’anni di CAF, Berlusconismo e ricette MontianNapoletanesche ?
    Dovremmo morire senza neanche un timida reazione ?
    E’ no caro Lei, se abbiamo da morire, assieme a noi muoiano anche tutti gli EuroFilistei.
    O l’Europa ci stà a salvare tutti , oppure tutti alla malora a cominciare da quegli Eurocrati che hanno come prioritario pensiero il ringiovanire il continente con milioni di immigrati.
    E se proprio non le garba, puo sempre cambiare paese !
    Saluti da Aldo

  13. gianpaolo says:

    Se si iniziasse a ridurre a un terzo il personale dei ministeri, lo stesso con i parlamentari. Copiare e sostituire per intero le nostre leggi con quelle francesi o tedesche che sono molto più semplici, probabilmente questo paese andrebbe molto meglio. Ma poi dove vanno gli amici degli amici, i parenti e gli amici dei parenti? L’ Euro è una buona moneta è quasi tutto il resto che non funziona!

  14. Marco Mercanzin says:

    Al di la delle bugie economiche di questo articolo, e’ da notare che sono le stesse cose che dicono PD e Forza Italia.. Uguali.

    • Giorgio Fidenato says:

      Mercanzin sei sempre il solito ignorante economico. L’esperienza non ti ha ancora insegnato niente. La moneta sostituisce il baratto, facilitando gli scambi. Quando si fa un baratto si scambiano valori. Se la moneta sostituisce un baratto e nel baratto si scambiano valori, ci deve essere sempre un nesso tra moneta e valore. Mi sai dire qual è il valore quando tampi moneta a go-go? Chi crea moneta dal nulla, come vuoi tu, è come un falsario perché non ha creato nessun valore. È questa equazione vale per tutti, privato o stato che sia!!!

      • Claudio Romiti says:

        Ottimo, caro Giorgio. Non avrei saputo spiegarmi meglio! Buone cose.

        • Marco Mercanzin says:

          Pronto ad umiliare anche lei pubblicamente, caro Romiti. Nn sarà difficile visti gli strafalcioni economici che pubblica. Studi.

          • Claudio Romiti says:

            Caro Mercanzin, se dovessi confrontarmi con tutti i pagliacci economici che mi contestano, non mi basterebbe il tendone di un circo. Lasci stare l’economia, mi dia retta. Cordialità.

      • Marco Mercanzin says:

        Fidenato e la teoria della moneta. Un ossimoro.
        Domanda: perché allora nn diminuire ulteriormente la massa monetaria circolante? Così essa aumenterà ulteriormente il suo valore. Come? Ah giusto, si chiamerebbe deflazione. Comunque renditi conto che difendi l’€ con gli stessi argomenti di PD e FI. Fatti una domanda.

      • Marco Mercanzin says:

        Comunque, sempre pronto ad asfaltarti, su macroeconomia, in pubblico, quando vuoi.

      • Dino says:

        Qualcuno ha parlato di stampare moneta a go-go? Chiedo perchè non me ne ero accorto. La moneta creata dal nulla si chiama “fiat money” o anche “moneta a corso legale”: dollari, euro, sterline, yen e yuan ecc… sono tutte monete a corso legale e quindi sarebbero tutte false? Quando si discute di finanza funzionale sarebbe più opportuno utilizzare la logica più che il pregiudizio.

          • Dino says:

            Ecco Alberto, te ghe mancavi ti!
            Dopo una guerra si verifica una situazione in cui abbiamo un’alta domanda aggregata abbinata ad una scarsità di offerta (per ovvi motivi..). Siccome tutti hanno bisogno di tutto per risollervarsi dalla macerie (magari cibo) e in giro c’è molto poco per soddisfare il fabbisogno allora succede che la moneta serve al massimo per pulirsi il didietro, mi sembra logico. Se hai fame ti serve pane e pasta, non mi risulta che ci siano persone in grado di nustrirsi con monete d’oro o banconote di carta.
            Quindi la tua foto è abbastanza fuori luogo in una discussione in cui si parla di come far ripartirte l’economia e seguito di politiche economiche demenziali.

            • http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2014/02/granda-enflasion1.jpg

              El mondo lè pien de ladri, de furfanti, de fanfaroni, de sasini, de trufadori.

              Stanpando skei co l’enflasion łi stadi łi se ga enpurpià de paremogni finansiari de on mucio de çitadini ke en poco tenpo łi se ga catà a ła caretà, łi xe stà sensa pì gnente.
              Se par ti el robar łi beni de łi altri co łi skei mati o falsi, ła xe na roba bona e justa, lora no ghe cogno de altre parołe.

              Ti te resti on ladro e mi resto contri łi ladri.

              http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2014/02/granda-enflasion1.jpg

              • Dino says:

                Quando g’avarò bisogno de capir de economia sicuramente no vegnarò da ti caro Alberto, parchè ogni volta che te verxi boca te dimostri continuamente de no aver capiò gnente. Te scumissi da presuposti sbajadi e el to rajonamento el contunua sensa nissuna łogica parchè te si bon soło de argomentar co i to prejudissi. Te si restà al ‘800. E no te gà neanca fato un sforso de capir queło che te g’avevo scrito. Te si libaro de pensarla come che te vol caro mio, ma no sta più parmetarte de dir a mi che son un ladro, va ben? Soło parchè uno no vien drìo a łe to monae ti non gà nissun dirito de insultarlo. Spero de essar stà ciaro.

                • Ki ke vol stanpar skei par portarghe via valor ai skei de i altri lè on ladro de prima clàse.
                  Ladro e sasin!

                  • Dino says:

                    Berto, gò capìo el to xogheto e no casco. Te si un furbeto da tastiera, bravo soło e pontificar sconto dadrìo un sito internet. Te sfido a trovarte co mi a quatro oci e a dirmi sul muso che son un ladro e anche sasìn. Te si responsabiłe de łe parołe che te scrivi caro mio, massa comodo far come che te fa ti. Omo avisato. Vedemo chi che xé el fanfaron…..

  15. Liutprando says:

    A me risulta che la riforma Fornero abbia infilato nel deretano della previdenza privata, coperta da contributi in valore reale, la pensione del pubblico impiego, che non versa un ghello tranne le chiacchiere a giustificazione del giroconto. Diverso è il caso dell’Argentina e quello del Venezuela. Il primo andato in defaul per aver agganciato il valore della moneta al dollaro, più o meno quello che ha fatto l’Italia rinominando la propria divisa e agganciandola a quella tedesca. I risultati sono identici. Il Venezuela è andato a puttane per la idiota tirannia di un socialista.

  16. pippogigi says:

    La riforma Fornero è un asinata senza paragoni. Produce pochi risparmi, non cambia sostanzialmente nulla, chi percepisce una pensione con sistema retributivo o senza aver versato contributi. I risparmi la ha prodotti solo ritardando l’età in cui si va in pensione contribuendo così all’incremento della disoccupazione giovanile, per mancanza di turn over. Che la riforma Fornero sia stata scritta da incompetenti lo dimostra la faccenda degli esodati.
    La Lega fa bene a chiedere l’annullamento della Legge Fornero. L’unica soluzione del problema delle pensioni è quella di chiudere l’Inps. Chi ha versato i contributi non avrà nulla da perdere, riceverà indietro i suoi soldi e li verserà ad un fondo pensione privato. Chi deve ancora andare in pensione potrà scegliere lui a che età andare (quindi in base al suo stato di salute e non in base ad una legge…) e quanto versare ogni anno. Chi non ha versato nulla (pensioni sociali) poco (babypensioni e pensioni d’oro + pensioni statali) o percepisce illegalmente (false pensioni d’invalidità) se lo prenderà nella giacca, come è giusto che sia. Problema risolto, senza Inps non ci saranno più casse integrazioni da finanziare, pensioni dei ferrovieri (4 miliardi di deficit annui), pensioni dei postini (1,5 miliardi all’anno) pensioni statali (debito Inpdap 20 miliardi. Per una volta che la Lega fa una cosa giusta lasciamogliela fare. Basta che all’annullamento della Legge Fornero segua l’abolizione dell’Inps. L’abolizione dell’Inps e l’adozione della previdenza privata risolverà anche il problema dei lavoratori atipici, che versano i contributi ma non percepiranno mai (nella gran parte) una pensione.

    L’abbandono dell’Euro è giusto, il ritorno alla Lira, no.
    Uscire dall’Euro non potrà che portarci vantaggi, vista la follia con cui è gestita l’Unione Europea. Non basta, come si sta accorgendo il Regno Unito l’Unione Europea lega le mani anche in materia di immigrazione, per esempio.
    Il ritorno alla Lira per fare svalutazioni è pura follia. Importiamo materie prime per trasformarle, svalutare vuol dire solo pagarle di più, dover aumentare i prezzi mentre i salari varrebbero sempre meno, riducendo ulteriormente la domanda interna. Chi propone una cosa del genere è perché non vuole risolvere nulla (nessuna riduzione spesa pubblica, nessuna riduzione tassazione) ma risolvere i problemi solo con l’esportazione. Illuso.
    Uscire dall’Euro va bene, ma per motivi opposti, occorre agganciarsi ad una moneta valida, il franco svizzero, quindi rivalutare del 20%.
    Rivalutando pagheremo meno le materie prime, quindi le merci costeranno di meno. L’aumento del costo del lavoro deve essere compensato da una pari riduzione della tassazione in busta paga, lasciando invariato il netto, e della tassazione sulle imprese. In poche parole: si pagano meno materie prime ed energia, si pagano più salari, si pagano meno tasse = prezzo finale minore del 20%.

    • L’Inps nol ga skei da parte, el paga le pension co le contribùsion ke ghe entra mexe par mexe;
      se no ghè entrate no ghe skei ke va fora, no existe ke kI ke ga versà a l’Inps el posa ver endrio li so skei par envestirli ente na conpagnai privada.
      L’Inps nol ga pì li skei de le pension ke ghe xe sta versà, el ga magnà fora tuto e el paga le pension, mexe par mexe co li skei ke ghe entra ogni mexe.

  17. Guglielmo Tell says:

    A questi politicanti viene l’acquolina alla bocca al pensiero di tutto il denaro che potranno elargire a destra e a manca, naturalmente riservando una buona fetta a se stessi, quando potranno finalmente rimettere mano alla stampante delle banconote.

    Non stanno più nella pelle. Bisogna che qualcuno gli dia un freno.

  18. Berghemadler says:

    Nessuna truffa ai danni dei possessori del debito pubblico :
    Semplicemente hanno perso una scommessa.
    Al momento di concederci il prestito, a noi veniva chiesto un ELEVATO TASSO DI INTERESSE, Per l’elevato “rischio paese” (=rischio insolvenza).
    Nessuno obbliga mai gli strozzini a concere prestiti. È un contratto acettato da entrambe le parti. E solitamente le condizioni sono IMPOSTE dalla parte più forte, che è quella che ha i soldi da prestare.
    Venezuela e Argeentina subiscono le ritorsioni che gli strozzini sanno applicare. Anche questa non è una novità. Concludendo, dagli strozzini (FMI) ci può ribellare oppure lasciare che stringano sempre più il capio al collo.
    Come con Grecia poi, lo strozzino tiene il debitore sempre “al minimo”, proseguendo l’accanimento. Senza mai farlo morire.

    • Guglielmo Tell says:

      Sono d’accordo. Nel nostro caso gli strozzini sono i detentori di titoli di stato, che costringono i contribuenti a pagargli gli interessi. Per quanto mi riguarda potrebbero andare tutti al diavolo: spero in un bel default che trasformi i loro titoli in carta straccia, come quelli dell’Argentina o della Grecia.

      La prossima volta ci penseranno due volte prima di foraggiare un’entità malvagia come lo Stato italiano.

    • Luca says:

      Va bene allora, che si fotta chi detiene titoli pubblici (anche se magari tra loro ci sono anche molti poveracci che pensavano investire i propri risparmi in un investimento a basso rischio). E poi cosa facciamo? Questo espediente si può usare una volta: la gente non è scema e col cavolo che in futuro compreranno ancora titoli, e se lo faranno lo faranno a tassi altissimi. E considerando che lo stato italiano è ben lontano dall’autosufficienza finanziaria, qualcuno mi spiega come può tirare avanti se nessuno gli presta più soldi?

      • Dan says:

        Ma non devono più comprarli quei titoli, ora e mai più.
        Il debito pubblico è la dimostrazione contabile della malagestione amministrativa di uno stato.
        Comprare quel debito vuol dire rassicurare tale sistema errato che le cose vanno bene così come sono e che quindi non è necessario cambiare rotta.
        L’unico caso che esula da questa semplice verità è un cataclisma (tipo terremoto, tsunami, disastro nucleare), qualcosa di raro, non sistemico che devasta un territorio e relativa economia.

    • Dan says:

      Hai perfettamente ragione.
      Chi ha i soldi è tenuto a spenderli a mo di investimento, per migliorare l’economia e la produzione e non giocarli nel mercato del debito perchè così facendo spinge il sistema sempre più verso un baratro economico, sociale e politico.

Leave a Comment