Quel Matteo che ha messo la sordina al Nord

salvini3di RICCARDO POZZI – Ad ogni apparizione televisiva, se si accosta l’orecchio al televisore, i più sensibili riescono a percepire. Il riecheggio del vecchio refrain morettiano: “Matteo, dì qualcosa di leghista!”.

Campi rom, immigrazione, i ladri in casa, la sinistra ecosostenibile  ed  ecoinsopportabile, la tassa piatta, la terra piatta, il sacco del nord ormai impolverato nell’ultimo scaffale in alto della libreria, destra e  sinistra, noi siamo questo e noi non siamo quello, l’Europa e Bruxelles, l’euro e prima gli italiani. Ma gli uscisse anche per sbaglio qualcosa che ha a che fare con la questione settentrionale, che so… un accenno alla Catalogna, una botta alle irresponsabilità regionali di spesa che affondano i conti pubblici e gravano sulle spalle di tre regioni.

Niente.  Salvini dice che la questione settentrionale è diventata questione italiana, la Lega da nord è diventata italiana e le cose si risolvono tutti insieme.

A pensarci bene, questa gigantesca sordina territoriale che ha ammutolito l’unico colpo di reni  politico che le regioni del nord hanno tentato alla Repubblica, è molto simile a quella che realizzò la buonanima durante il ventennio per dimostrare la capacità del fascismo di annientare le mafie ed emancipare il sud d’Italia.

Anche allora la destra al potere cercò di far passare il messaggio di un sostanziale superamento delle differenze territoriali attraverso una forte coesione politica, un patriottismo militare e militante che accomunava il grande popolo erede dell’impero romano.

Tuttavia  la storia del prefetto Mori, e quella di molti altri, è lì a ricordarci che la questione meridionale la puoi mettere sotto il tappeto, puoi fingere che sia nazionale, ma la risolvi solo guardando in faccia alla realtà.

Terminato il ventennio, le mafie si tolsero le provvisorie e posticce uniformi del littorio e ripresero formalmente il controllo del territorio, e così anche quando terminerà il tentativo salviniano di dissimulazione della realtà italiana, i tappeti verranno rimossi e la questione nord-sud tornerà ad essere evidente e centrale.

Non tema, il sorridente e muscolare segretario di ciò che una volta era un movimento autonomista, la questione del nord che non riesce più a pagare per un sud inefficiente e clientelare e anzi, si sta esso stesso trasformando e meridionalizzando, questa questione lo obbligherà ad assumersi responsabilità politiche verso la sua terra, se ancora esisterà.

Nel frattempo non ci resta che goderci lo spettacolo mediatico  di un giovane dirigente politico che mai altro fece nella vita se non parlare di Lega e  che non riesce a dire più niente di leghista.

 

 

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3 Comments

  1. Mario Casadei says:

    Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto. Queste sono le 3 regioni che reggono tutto (per la precisione e in ordine decrescente).

    Tanto per specificarlo !

  2. caterina says:

    è stupefacente se non fosse tragicomica l’ignoranza storica di questo baldo giovanotto… solo in uno stato farlocco come l’Italia può avere spazio…

  3. Raffaele says:

    Matteo Salvini si schianterà vittima delle sue stesse illusioni.
    L’italia cosi come prevista dalla costituzione del 1948 non è modificabile, e questo Salvini non riesce a comprenderlo, la lega è diventata un partito di destra che prende i voti che prima andavano ad AN.

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