Quel blocco di potere – che ci fotterà – ignorato dai politici ignoranti. Del Nord e del Sud

di BRUNO DETASSISOBAMA SCRIVANIA

Non è la prima volta che il Sussidiario.net affronta la questione che sta dietro tutte le guerre fredde in corso, dall’Ucraina all’Europa merkeliana sino all’America stretta nel vicolo cieco di Obama. Ed è il fatto che i Brics, mentre noi attendiamo la Bibbia di Draghi o il Vecchio testamento di Junker, abbiano come è noto creato l’alternativa, la loro, al Fondo monetario internazionale e alla banca mondiale, che vede sulla stessa barca la Russia, la Cina, il Brasile, il SudAfrica, quindi l’America del Sud e il continente africano. E’ il superamento, sostiene Giulio Sapelli, e lo sostiene senza sbagliare, del vecchio Transatlantic Trade and Investment Partnership e Trans Pacific Partnership che incarnava il vecchio disegno imperiale americano.

Il recente G20 in Australia ha qualcosa a che vedere con questo scenario? Certo che sì, perché l’Australia ha invocato una certa unità economica, ma è un’utopia. Solo la Gran Bretagna, che non ha l’euro e non ha una Costituzione scritta, non ha aderito all’eutanasia del fiscal compact. Tutti gli altri, sì. Legati mani e piedi sino alla fossa. Intanto il resto del mondo non sta al palo e crea una nuova banca per gli investimenti. E lo scenario è quello dell’Eurasia e di due superpotenze con le materie prime e i giacimenti, con le risorse energetiche necessarie al pianeta.

Secondo Sapelli, non aver firmato “un nuovo trattato di Yalta dopo la disgregazione dell’impero sovietico e insieme il lento degrado mondiale della leadership mondiale degli Usa, sono alla base di questo mondo di relazioni a frattali: instabile e incerto per sua natura. Che tutto ciò si disveli in Australia e non nei vecchi poli del potere mondiale, ha un che di tragicamente profetico: i frattali, infatti, descrivo terremoti e uragani, mai stabilità”.

 

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