Quei dati che non tornano sui ritardi dell’Alta Velocità…

trenitalia 2L'incendio doloso di una cabina elettrica sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze, nei pressi della stazione di Rovezzano, ieri ha mandato in tilt la circolazione dei treni, causando disagi, treni cancellati e ritardi superiori alle tre ore. Ma quanti incidenti avvengono normalmente sulle ferrovie in Italia ogni anno? E qual e' la
situazione circa i ritardi nella circolazione?

RITARDI E CANCELLAZIONI
Partiamo dai dati sui ritardi forniti dalla stessa Trenitalia. Secondo la "Relazione qualita' dei servizi 2018", su circa ottomila treni che circolano quotidianamente in Italia lo scorso anno ne sono stati soppressi lo 0,76% a media e lunga
percorrenza, lo 0,16% regionali e l'1,68% internazionali. I ritardi superiori ai 5 minuti al momento della partenza sono il 10,6% sui treni di media e lunga percorrenza, il 5,6% sui regionali e il 23,6% sugli internazionali.

Non si menziona l'Alta velocita', su cui il rapporto non fornisce statistiche.
La puntualita' all'arrivo e' calcolata con un parametro piu' generoso: soltanto se il ritardo supera l'ora. Dunque, risultano arrivati con un ritardo superiore ai 60 e inferiore ai 120 minuti l'1,2% dei treni di media e lunga percorrenza, lo 0,1% dei regionali e l'1,3% degli internazionali. Hanno un ritardo superiore alle due ore lo 0,4% dei treni a media e lunga percorrenza e dei treni internazionali (per quelli regionali e' riportato lo zero per cento).

Nella "Relazione finanziaria annuale 2018" di Trenitalia, poi, si legge che i treni di media e lunga percorrenza arrivati in orario o con un ritardo inferiore ai 15 minuti sono il 94% del totale, e che la percentuale dei treni del trasporto regionale arrivati a destinazione con un ritardo inferiore ai cinque minuti e' risultata pari al 97,6%.

Sui ritardi dei treni italiani esistono pero' anche altri dati, provenienti dagli utenti, dalla stampa o dalle associazioni consumatori. L'associazione di consumatori Altroconsumo ha monitorato 2.576 corse locali a Milano, Roma e Napoli, basandosi quindi su un campione statistico particolare. Da questa indagine, pubblicata a febbraio 2019, risulta che quattro treni su dieci sono arrivati dopo il previsto (ritardo superiore ai 5 minuti), nel 19% dei casi con almeno dieci minuti di ritardo, nel 10% con piu' di un quarto d'ora di ritardo. I numeri non sembrano coincidere quindi con il quasi 98% di puntualita' per i regionali di cui parlano i documenti di Trenitalia, riferendosi pero' a tutta la rete.

Il sito noipendolari.it, che raccoglie dati in base alle segnalazioni degli utenti, negli ultimi 12 mesi ha monitorato 69.286 corse, ne sono risultati in ritardo 42.767 (il 62%), delle quali 30.034 (il 43%) con ritardo maggiore di 2 minuti.
Le corse in anticipo sono state 21.374 (il 31%).

I TRENI AD ALTA VELOCITA'
Sull'alta velocita' ci sono poche informazioni. Secondo quanto ha scritto il Sole 24 Ore a dicembre 2018, sulla base di "numeri riservati e aggiornati agli inizi di novembre", quasi un treno ad alta velocita' su due (il 48,5%) avrebbe avuto un ritardo maggiore di cinque minuti nei primi 11 mesi del 2018.

Abbiamo contattato Trenitalia per avere qualche informazione ulteriore, e siamo in attesa di risposta. A livello generale sembra comunque si possa dire che, in tutte le categorie di treni, le corse che accumulano un ritardo significativo (diciamo superiore ai 5 minuti) siano una minoranza del totale.

INCIDENTI
Per la sicurezza dei trasporti, l'Italia non sembra troppo diversa dal resto dell'Europa occidentale, almeno in base alla relazione preliminare sul tema per il 2018, curata dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf).
Per i cosiddetti "incidenti significativi", "il dato italiano (per il 2018) si colloca tra i valori piu' bassi registrati": uno ogni 3,3 milioni di km circa percorsi da treni. Con la formula "incidente significativo" si intende quello in cui e' coinvolto un veicolo ferroviario in movimento e che ha avuto conseguenze gravi: almeno un morto o un ferito grave, oppure un danno economico superiore ai 150 mila euro, oancora un'interruzione del traffico superiore alle 6 ore.

Stesso discorso per i morti e le vittime (intese come somma di morti e feriti gravi): il dato italiano - 1 morto ogni 5.133.000 km circa e 1 vittima ogni 2.345.000 km percorsi dai treni - "si colloca tra i valori piu' bassi". In numeri assoluti, nel 2018 in Italia sono stati registrati 116 incidenti significativi, 113 sulla Rete ferroviaria italiana (Rfi) e 3 sulle reti regionali interconnesse. I morti sono stati 75 e i feriti gravi 89 (di cui, rispettivamente, 74 e 87 sulla Rfi).

Le principali cause di morte sono stati gli "incidenti che coinvolgono veicoli in movimento", che hanno causato 91 del 116 incidenti significativi e 68 dei 75 morti. Questa categoria comprende le "cadute di persone dai veicoli ferroviari in movimento e gli investimenti di pedoni", esclusi suicidi e tentati suicidi. Gli altri decessi sono avvenuti per "incidenti al passaggio a livello" (4 morti) e per "deragliamento" (3 morti).

Queste ultime due categorie includono per il 2018, solo due gravi episodi: il deragliamento di Pioltello (Milano), del 25 gennaio, e lo scontro tra un treno e un tir a Caluso (Torino), del 23 maggio. Il primo incidente ha causato 3 morti e 34 feriti gravi, il secondo 4 morti e 21 feriti gravi.

I tre quarti degli incidenti significativi (85 su 116) sono stati causati dalla "indebita presenza di pedoni sui binari". Questo comportamento e' anche responsabile della maggioranza dei decessi, circa il
55%. Segue a distanza la manutenzione, responsabile del 16% degli incidenti e del 27% dei morti. Le altre categorie hanno un peso inferiore e sono spesso legate a singoli episodi, come quelli sopra citati. Allargando poi lo sguardo a un periodo di tempo piu' lungo, nel periodo 2007-2016 l'Italia risulta al di sotto della media Ue per numero di incidenti significativi e numero di vittime, e in generale si posiziona nel gruppo di Paesi europei con gli standard di sicurezza piu' elevati.

CONCLUSIONE
I dati di Trenitalia sui ritardi sono abbastanza positivi, ma sono calcolati al netto degli scioperi e degli eventi eccezionali, e oltretutto riportano i ritardi all'arrivo secondo una categoria piuttosto generosa che li calcola solo quando superano i 60 minuti. Altre fonti - quotidiani, associazioni di consumatori, utenti - danno invece uno scenario piu' complesso, con meta' dei treni ad alta velocita' che arrivano con un ritardo superiore ai 5 minuti e un decimo di quelli locali che arrivano con piu' di un quarto d'ora di ritardo. Siamo in attesa di risposta da Trenitalia per cercare di conciliari i diversi numeri ma a livello generale possiamo dire che le corse con ritardi superiori ai 5 minuti siano la minoranza in tutte le categorie di treni.

Per quanto riguarda la sicurezza dei trasporti, l'Italia e' poi messa piuttosto bene in Europa. Sia per numero di incidenti che per numero di vittime siamo al di sotto della media Ue e tra i Paesi piu' virtuosi nel continente. (Fact Checking Agi)

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