Quanti ci costano i partiti? Ecco cosa prendono e spendono

finanziamento-pubblico-ai-partitiNegli ultimi anni parlare di finanziamento pubblico ai partiti ha significato quasi esclusivamente soffermarsi sui rimborsi elettorali, cosa comprensibile considerando il loro ammontare e l’abuso che ne è stato fatto.

Allo stesso tempo però un approccio di questo tipo è del tutto parziale. Come già analizzato nel MiniDossier “Sotto il materasso” l’intervento pubblico non è cessato con la fine dei rimborsi ma ha assunto negli anni forme diverse. Ad esempio, Il 2×1000 ai partiti – essendo risorse che altrimenti andrebbero allo Stato – rientra pienamente in questa categoria. Il presente studio ha per oggetto il contributo che i gruppi parlamentari di Camera e Senato ricevono per le loro attività istituzionali e il loro funzionamento. Si tratta di una cifra in crescita che ha raggiunto i 50 milioni di euro all’anno.

Le recenti modifiche ai regolamenti interni di Camera e Senato obbligano i gruppi parlamentari a rendere pubblici i loro bilanci permettendoci quindi di analizzare per la prima volta documenti di questo tipo. Si tratta di un primo passo importante a cui però devono seguire altri. Il processo di pubblicazione può essere migliorato sotto diversi aspetti ed evidenziamo due dei problemi che hanno limitato la nostra analisi.

In primis le diverse procedure fra i due rami del Parlamento non consentono realmente uno studio esaustivo della materia. Mentre è la Camera dei Deputati che raccoglie i dati dei gruppi a Montecitorio assicurandosi la loro completezza, al Senato i gruppi hanno l’obbligo di dotarsi di un sito web in cui pubblicare in apposita sezione bilancio, rendiconto e organigramma del gruppo. Una libertà di azione che non sempre assicura l’uniformità del dato a disposizione.

Il secondo problema riguarda la poca chiarezza di alcuni voci, e la poca coerenza nella compilazione dei bilanci. Spesso alle voci “altre spese” vengono computate gli esborsi maggiori, non aiutando il processo di trasparenza.

La Camera e il Senato stanziano rispettivamente 32 e 21,3 milioni di euro l’anno per i gruppi parlamentari. Il totale da inizio Legislatura è di 106,7 milioni di euro.

Ogni gruppo riceve un contributo per il proprio funzionamento calcolato, fra le altre cose, in base alla sua composizione: più è grande e più soldi riceverà.

Proprio questa stretta correlazione spiega, in una Legislatura caratterizzata dai cambi di gruppo, le variazioni anche cospicue da un anno ad un altro. L’acquisizione o la perdita di membri da parte di un gruppo influenzerà pesantemente l’ammontare dei soldi a disposizione.

Ad esempio, il Partito Democratico tra Camera e Senato riceve 1,3mln di euro (circa) in più all’anno grazie ai 23 parlamentari entrati in corso di Legislatura.

Sempre per gli stessi motivi, la diaspora degli eletti con il Popolo delle Libertà, ha portato nei bilanci dei gruppi di Forza Italia 5mln di euro (circa) in meno all’anno.

 

Nell’analizzare gli andamenti fra il 2013 e il 2014 bisogna considerare come rientrino nella Legislatura XVII solo 10 mesi del 2013. Inoltre, alcuni gruppi sono nati durante l’anno e quindi hanno ricevuto contributi per un numero inferiore di mesi.

Tutti i gruppi spendono la parte principale del loro budget per il personale: in media il 70% del totale. In questa voce rientrano rientrano i dipendenti, i collaboratori e anche le consulenze. Al netto dei consulenti, di cui non viene fornito il dettaglio, nel 2014 hanno lavorato per i gruppi parlamentari oltre 500 persone, con un rapporto di 1 ogni 2 eletti a Palazzo Madama e Montecitorio. Non rientrano nel conteggio gli assistenti dei singoli parlamentari che fanno invece parte del loro staff personale.

 

5stelle15stelle2forza italiaforza italia2lega1lega2pd1pd2scelta civicaselcentrodemocraticoncdncd2autonomiefratelli italiamisto1misto2

Print Friendly

Articoli Recenti

Lascia un Commento