Quando si vota per niente o quasi 2/Veneto e Lombardia hanno già avuto mandato per trattare

 

Roberto Maroni a Bergamo

di ENZO TRENTIN – Il 22 ottobre nelle Regioni Veneto e Lombardia si potrà votare un referendum consultivo per una maggiore autonomia delle stesse.

Su una cosa sono quasi tutti d’accordo: si tratta di una “costosa consultazione sul nulla“.

Proviamo ad analizzare il perché:

 

1 – Il referendum consultivo è un furto di democrazia, perché i cittadini – mediante referendum – sono chiamati a deliberare su qualche cosa, non a essere «consultati» su quella cosa. Nel 1981 Costantino Mortati, uno dei padri dell’attuale Costituzione italiana, ebbe a scrivere: «La posizione di organo supremo rivestita dal popolo in regime democratico non può in nessun modo conciliarsi con l’esercizio di una funzione SUBORDINATA, come quella che si sostanzia nell’emissione di PARERI.»

 

2 – Il referendum è uno strumento a disposizione dei cittadini quando vogliono esercitare quella sovranità di cui al Comma 2, articolo 1 della Costituzione. L’esempio più vivido si è avuto con la questione del divorzio, prima e dell’aborto poi. Giacché il Parlamento non si muoveva in questa direzione, i cittadini per mezzo di un corretto referendum deliberarono e s’imposero al Parlamento.

 

3 – Giusto per promemoria, ecco qui le Statistiche dei referendum abrogativi tenutisi in Italia:

 

Referendum abrogativi Tot Affluenza media Maggioranza
Maggioranza
No
Media sì Media no
Quorum raggiunto 39 67,63% 23 16 60,77% 39,23%
Quorum non raggiunto 28 31,07% 27 1 78,69% 21,31%
Totale 67 52,35% 50 17 68,26% 31,74%

 

In Italia si sono svolti cinque referendum non abrogativi: il primo è stato un referendum istituzionale per scegliere tra monarchia e repubblica, il secondo è stato un referendum d’indirizzo, gli ultimi tre sono stati referendum costituzionali. Chi fosse curioso di verificare quante volte il Parlamento ha disatteso le deliberazioni del cosiddetto “popolo sovrano”, può controllare qui:

https://it.wikipedia.org/wiki/Consultazioni_referendarie_in_Italia

 

4 – I rappresentanti non hanno nessuna necessità di ricorrere a questo strumento, poiché tramite le elezioni chiedono la legittimità a creare un ESECUTIVO. Se i Presidenti di Veneto e Lombardia: Roberto Maroni e Luca Zaia vogliono avviare trattative con il governo per ottenere una maggiore autonomia non hanno alcun bisogno di chiedere il parere degli elettori. Questi ultimi li hanno già votati per fare ciò che ritengono opportuno per materializzare il cosiddetto buon governo.

 

5 – Singolari le argomentazioni di certi partitanti che affermano che l’affluenza e l’esito positivo del referendum del 22 ottobre, farebbero conoscere ai governanti i veri sentimenti della popolazione. Il governo ha tutti gli strumenti a disposizione per conoscere il “polso della situazione”; altrimenti a che servono i servizi di Intelligence, i prefetti, le varie polizie, i mass-media in parte controllati dal potere esecutivo?

 

6 – I Presidenti sunnominati capziosamente sollecitano l’elettorato ad andare a votare in massa, affermando che più consistente sarà l’affluenza, maggiore sarà la loro “forza contrattuale” nei confronti del governo. A molti elettori, questo appare un comportamento psicotico. Infatti, mentre in Lombardia non è previsto alcun quorum, Ovvero se andranno a votare in tre: decideranno – a maggioranza – quei tre. In Veneto è richiesta e pretesa l’affluenza del 50%+1 affinché il risultato sia valido.

 

7 – Molti sedicenti indipendentisti si sono già espressi pubblicamente a favore di un’alta affluenza al voto. Costoro sostengono: «Una scarsa affluenza affosserebbe per un pezzo ogni rivendicazione. Al contrario un’affluenza importante sarebbe una pietra miliare irremovibile in ogni futura discussione sull’identità dei Veneti». (e lombardi. Ndr)

Altri sostengono che è grazie alle loro lotte politiche che si è arrivati a tale consultazione.

Qui il fronte del No individua una soggezione, una specie di Sindrome di Stoccolma. Per questa s’intende quella particolare condizione psicologica che porta una persona che si sente vittima a manifestare sentimenti positivi (gratitudine o addirittura innamoramento) verso il proprio sequestratore. Infatti, andare a votare significa legittimare quello Stato che gli indipendentisti considera “occupante”.

Votare poi: , significa accogliere l’autonomia che è cosa differente dall’indipendenza.

Il referendum, come detto più sopra, è uno strumento a disposizione dell’iniziativa degli elettori. Se a promuoverlo sono i “rappresentanti” c’è evidentemente qualcosa che dovrebbe creare apprensione e sospetto.

 

8 – Il ragionamento dei sedicenti indipendentisti che dichiarano di voler votare , potrebbe essere addirittura rovesciato, infatti: se andassero a votare solo quei tre sunnominati, o comunque se andasse a votare una percentuale di tipo venezuelano (un contestato -40% all’incirca); allora sì che gli indipendentisti potrebbero rivendicare che il “sovrano popolo” lombardo-veneto non vuole l’autonomia, ma aspira all’indipendenza. E per una migliore comprensione utilizzeremo un’artica narrazione:

«Una sera un anziano capo Cherokee raccontò al nipote la battaglia che avviene dentro di noi:
Gli disse: “Figlio mio la battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi. Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso d’inferiorità. L’altro è felicità, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione.”
Il piccolo ci pensò un minuto poi chiese: “Quale lupo vince?”
L’anziano Cherokee rispose semplicemente: “Quello cui dai da mangiare”.»

 

9 – Nella realtà delle cose – secondo il fronte del No – i due ex ministri, oggi presidenti di Regione, e i loro sodali, devono essere considerati dei veri Zio Tom dell’indipendentismo. Lo zio Tom non fa il ribelle, non capeggia rivolte. Semplicemente si rifiuta di compiere il male che gli è chiesto. E il male per due aderenti alla Lega Nord è la vera autonomia economico-politica; figuriamoci l’indipendenza del Veneto e della Lombardia. Del resto la LN è un partito che non ha mai raggiunto un solo obiettivo prefissatosi, ad esempio: l’indipendenza della Padania. Sempreché il suo vero scopo non sia stato quello di disinnescare la questione federalista, e ridicolizzare l’autodeterminazione. Questi sì, obiettivi raggiunti.

 

10 – Sconcertante è la posizione assunta dal Partito Democratico lombardo-veneto che ha deliberato di sostenere il voto favorevole al referendum del 22 ottobre. Sembra un caso di schizofrenia collettiva. Infatti, se il PD è favorevole all’autonomia delle due Regioni, perché non fa pressione sul governo (a guida PD) per evitare l’inutile spesa di alcune decine di milioni di euro. Davvero a costoro interessa qualcosa il debito pubblico, o quest’ultimo è solo un pretesto per tassare sino alla persecuzione il cosiddetto popolo sovrano?

 

11 – Sosteneva Mark Twain: «Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare

Si veda questo video, che spiega la tesi in modo molto comprensibile (per avere i sottotitoli in italiano andare su impostazioni = rotellina in fondo a destra del video e scegliere la lingua):

https://www.youtube.com/watch?v=KS9EMvbBq_U

Infatti, laddove gli indipendentisti afflitti da Sindrome di Stoccolma, hanno scritto quelli del No: «Un’affluenza importante sarebbe una pietra miliare irremovibile in ogni futura discussione sull’identità dei Veneti. […] Cosa succederà dopo? Questo è un punto su cui tutti concordano: «non succederà niente, ne siamo certi». Ebbene non è vero, perché pare sia già successo tutto. Qualsiasi sarà l’affluenza al voto, e qualsiasi sarà il risultato dello stesso, i politicanti potranno argomentare secondo la loro convenienza: «Vedete? I cittadini vogliono l’autonomia, non l’indipendenza», oppure: «Vedete? I cittadini non vogliono l’autonomia, figuriamoci l’indipendenza!»

 

Insomma gli zio Tom, i Quisling e la partitocrazia hanno già vinto prima ancora del voto!

 

Quando si vota per niente, o quasi 1/ Non c’è il coraggio dei catalani

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8 Comments

  1. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    A noi interessa votare “SI” solo per una questione: vedere in quanti siamo e se siamo pronti e nient’altro. WSM

    • marco says:

      Vedere cosa? Quanti siamo a volere qualche competenza in più (vedi art. 117 costituzione) che è quello previsto dal referendum invece di una vera autonomia? Speriamo zero per cento.

  2. Luca Mologni says:

    E quindi cosa suggerite? Di starsene a casa il 22-O e poi sentirsi dire “visto? I lombardi se ne fottono dell’autonomia!”. Bel risultato…
    Invece gli “indipendentisti veri” cosa hanno ottenuto finora? Chi rappresentano? Lo 0,1%? Quanti sono?
    Andiamo invece in massa a dire “SÌ CAZZO! La vogliamo l’autonomia”.
    Persino i catalani di JxSi hanno organizzato un referendum anche se hanno un mandato plebiscitario, la maggioranza assoluta al Parlament. Ma il SÌ popolare serve, eccome! Andiamo a votare! Tutti!
    SÌ!

    • caterina says:

      A che serve l’autonomia se i né a za dita ciaro e tondo che i schei i sei tien lori a Roma! ” non avrà valenze economiche” … intanto avremo speso 15 milioni per il gusto di ripeter piangendo: si’ vogliamo l’autonomia, come se non lo sapessero! … siamo ridicoli…

    • Paolo says:

      Hai ragione!

    • marco says:

      Il tuo post è la chiara dimostrazione che le balle dei politici fanno sempre presa. Autonomia? Quale autonomia. Leggi il testo:
      “Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”
      Si parla di attribuzioni di ulteriori forme di autonomia previste dalla Costituzione. Sono specificate nell’art 117 che certo non hai mai letto. Sono sciocchezze, non esiste nessuna autonomia che ti permetta di tenere i soldi al Nord. E se non lo sai, lo potevano richiedere da anni,. Sono competenze che si decidono con una trattativa col Governo e un voto in Parlamento successivo. Sono stati 10 anni al Governo con una maggioranza schiacciante in Parlamento. Perchè non l’hanno chiesta allora. E’ la solita propaganda leghista che prende tutti per i fondelli. Fatti pure prendere per il c…o ancora una volta.

  3. Antonio says:

    Spero che a forsa de spiegarlo in tutti i modi la gente capisa che serve solo per magnare schei ,e riconoscere litalia ancora una volta me deto la caramela,,,,,,sveglia ragassi sveglia

  4. caterina says:

    …conclusione: è veramente una presa per i fondelli!
    come dicevo ieri, fin che non potrò usare il mio documento d’identità rilasciatomi dalla Repubblica Veneta nata dal referendum del 2014 dove l’89 per cento del 64 percento dei votanti ha già detto SI all’Indipendenza, facciano tutti i referendum o votazioni che vogliono in Italia, per me sono sempre zero… già tanto fanno sempre quel che vogliono, perfino con il benestare di tutte le corti che facendo finta di controllare sono state create apposta…

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