Quando “qualcuno” dal palco disse a Zaia: vedrò se mi state imbrogliando…

di CASSANDRAbossi zaia

“Vedrò se mi state imbrogliando”. Il congresso aveva cambiato lo Statuto ma il Senatur, rivolgendosi al governatore veneto Luca Zaia, presidente dell’assise, aggiungeva: ”Vado a vedere se mi avete fatto degli imbrogli”. Lo statuto ”è stato votato all’unanimità”, replicava di Zaia. ”Questo è preoccupante”, commentava Bossi. ”Oggi, secondo me, non è necessario fare lo statuto, avete votato lo statuto, spero che qualcosa non sia cambiato che io non sappia”. E cosa era stato cambiato?

Ad esempio, non c’era più il vincolo del federale per le candidature per i consigli regionali. Ogni Lega o Liga che fosse, aveva autonomia. Non c’era più, inoltre, il rigido e invalicabile divieto di associarsi ad altre realtà che non fossero solo la Lega. Si poteva chiedere permesso. Insomma, col senno di poi, si comprende bene che non si trattava di questioni ininfluenti. La vicenda Tosi, della sua Fondazione, e dell’autonomia sulla composizione delle liste, insegna che Bossi temeva che il controllo apicale, verticale, sfuggisse di mano.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. guglielmo caporali says:

    GABRIELLA…..

    Dei traditori lui sapeva nome cognome ed indirizzo …….
    A proposito…….. quando la Rosy era commissario in Umbria ed Emilia non si era accorta di niente ???
    Eppure avevate in mano decine di documenti che confermavano il futuro pugnalamento alle spalle del capo e della” famiglia”

  2. Gabriella says:

    Lui sapeva che nel partito c’erano dei traditori ma ha sempre faticato ammetterlo perché li amava come figli. Traditori.

Leave a Comment