Quando Maradona fregò i padani. “I teroni” secondo la Provincia di Cremona

maradona(Un fondo del 1984 sul quotidiano La Provincia di Cremona dal titolo I “Terroni” sull’incredibile assoluzione del falloso Diego. Ma il calcio riflette usi e costumi di una società perdente perché avvezza a tollerare l’ingiustizia)

Diego Armando Maradona: ovvero come partendo dal calcio si possa giungere a riflessioni politico-sociali. Un altro “miracolo” fuoriclasse argentino-partenopeo? No, soltanto un’altra brutta figura della (cosiddetta) giustizia sportiva. Riassumo in breve per i non-tifosi (che sono molti di più di quanto si possa pensare) la vicenda. Domenica scorsa il sullodato Maradona, pagato dal Napoli 12 e passa miliardi, si scontra con un avversario. Secondo l’arbitro e il guardalinee lo colpisce anche volontariamente: regolamento alla mano, viene espulso.

E, legge sportiva pure alla mano, viene anche squalificato per la domenica successiva (che sarebbe oggi): chi è espulso, infatti, è anche automaticamente squalificato. Oggi, quindi, non potrebbe giocare contro la Cremonese, ospite di turno. Invece cosa accade? Accade che il Napoli interpone reclamo presso la commissione d’appello. Diego Armando vola a Milano dove si riunisce detta commissione, e in pochi minuti la convince che 1) l’arbitro è stato un visionario; 2) il guardalinee invece pure; 3) lui, Dieguito, non ha colpito nessuno; 4) in ogni caso “deve” giocare” per trascinare la sua malmessa squadra alla vittoria contro la Cremonese.

 

Incredibile, ma la commissione tiene per buone le parole di Maradona e, contraddicendo la norma e ogni precedente, lo “assolve”, togliendogli la giornata di squalifica. Napoli esulta, il “ciuccio” è pronto a spezzare le reni alla derelitta Cremonese e a migliorare così la
propria pericolosa classifica. Cremona, vittima innocente di tale clamorosa ingiustizia, ha accolto la notizia col solito buon senso: qualche borbottio, qualche santo e qualche madonna fuori ordinanza, ma nessuna rivoluzione, come altrove sarebbe successo. In tanti, però, hanno commentato: «I terroni hanno vinto ancora». Bene, io dico che invece i “terroni” (mi si passi il termine, d’altronde accettato come “definizione scherzosa” dal qualificatissimo vocabolario Devoto-Oli, come pure l’antitetico “polentoni”) i “terroni”, dicevo, hanno perso ancora.

Hanno perso ancora perché sono stati, anche in questo caso, trattati come “gente diversa”; hanno perso ancora perché fatti come questi
(pur circoscritto all’ambito sportivo) rinfocola la diffidenza e la sopita ma non spenta ostilità degli altri italiani nei loro confronti; ma, soprattutto, hanno perso ancora perché si ha la sensazione che qualcuno pensi che siano sufficienti “caramelline” come questa per accontentarli e tacitarli, trattandoli quindi come sottosviluppati.

Hanno perso, insomma, come purtroppo perdono da sempre. Parlando molto chiaro, come ogni volta mi sforzo di fare (e sicuro di trovare l’adesione anche dei molti meridionali che mi onorano della loro amicizia), dirò che non credo che le deplorevoli condizioni sociali del Sud siano da attribuire esclusivamente al caso, o al fato, o alla malasorte, o a qualche maledizione divina. Le popolazioni sono sempre in larga parte responsabili dei loro destini: e dunque, qualche colpa più o meno grande anche i meridionali devono pur averla (come ne abbiamo, sia chiaro, anche noi settentrionali).

 

Non sto rispolverando vecchi pregiudizi, ma esprimendo una mia sintetica opinione storica. Al di là di questa (o di queste) colpe, però,
devo onestamente riconoscere che nessuno ha mai veramente voluto (anche se avrebbe potuto) portare il Sud al recupero morale,
presupposto indispensabile al recupero sociale. Ed è proprio qui che i “terroni” hanno sempre perso. Sotto il profilo economico (così strettamente legato a quello sociale), non c’è dubbio che di possibilità e di opportunità ce ne siano state tante, probabilmente
addirittura troppe. Da decenni fiumi di miliardi corrono dal ricco Nord verso il povero Sud, magari inaridendosi un po’ all’altezza di Roma, ma comunque giungendo ancora in grande abbondanza a destinazione. Qui da noi si dice frequentemente che tutti questi soldi sono stati “fatti sparire” (e non aggiungo altro): probabilmente in parte è vero, ma vero è soprattutto che il denaro è stato speso esattamente come non avrebbe dovuto essere; sono stati costruiti porti dove non attraccano navi; sono stati spianati immensi oliveti per far posto a mega-industrie che si sapeva benissimo non sarebbero mai arrivate; sono state realizzate autostrade dove non c’erano auto; sono stati creati centri inquinanti là dove prosperava il turismo; sono stati costruiti ponti dove non c’erano fiumi ma in compenso non sono stati costruiti argini là dove i fiumi straripano.

 

Questa è la realtà dei fatti di fronte alla quale è lecito domandarsi: incapacità o precisa volontà? Il dubbio cioè che ad alcuni, probabilmente a molti, meridionali o settentrionali ma comunque accomunati dalla smania di potere, faccia comodo un Sud così
com’è, un Sud manovrabile perché sostanzialmente ricattato attraverso l’assistenzialismo sfrenato, le pensioni-fantasma, le raccomandazioni sfacciate, l’enormità numerica del pubblico impiego, le piccole carità, i favori personali e via dicendo.

 

E poi ci si meraviglia della camorra, della mafia, della ’ndrangheta? Ma almeno queste organizzazioni, per quanto mostruose, hanno una loro sia pur aberrante logica, rispettano le loro spaventose leggi, sono delinquenzialmente leali. E se hanno potuto sopravvivere (per non
dire prosperare) sino ad oggi, non è solo per collusioni e corruzioni politiche o per potere paramilitare: è anche perché nessuno ha saputo convincere con i i fatti (i fatti, badate, perché di parole ne sono dette e scritte a valanghe) i meridionali che esiste una concreta alternativa migliore.

E torno all’inizio, cioè a Maradona. La riqualificazione del giocatore, pur se son convinto che sia stata decretata in perfetta buona fede, al mio orecchio suona proprio come un ulteriore fatto di assistenzialismo, di regalia. Godete, napoletani, Maradona sarà in campo, appena si siederà in area gli daranno il rigore, il “ciuccio” avrà possibilità maggiori di battere la Cremonese, probabilmente alla fine del campionato si salverà, e così in settembre potrete tornare a vendere giacca, camicia, brache e se necessario anche mutande, per sottoscrivere l’abbonamento e drogarvi con un altro anno di grande calcio: ai vostri problemi, alla fame, alla sete, alle case che crollano, alla sporcizia, alla disoccupazione, non pensateci.

 

Ecco perché insisto col dire che se Napoli ha appreso con gioia la revoca della squalifica di Maradona, ha veramente perso ancora una
volta. Attendo, con l’ansia che mi viene dall’affetto, il giorno in cui i napoletani (ma anche altri meridionali), di fronte ad analogo avvenimento, si sentiranno avviliti. Allora sì non saranno più “terroni”; allora sì, starà cambiando qualcosa.
D.
La Provincia di Cremona,
domenica 25 novembre 1984

Print Friendly

Articoli Recenti

5 Commenti

  1. luigi bandiera says:

    Vero, i terroni ma anche i polentoni UNI e INDIVISIBILI perdono sempre e comunque.

    Vogliamo stare uniti per l’eternita’ e cosi’ continuare a perdere..?

    MAGARI PER L’ETERNITA’..?
    Si, continueremo a ripeterci su chi ha vinto e su chi ha perso..!
    Su chi ce l’ha piu’ lungo e o corto…
    E intanto passa il tempo e chi e’ mantenuto continua ad esserlo; e chi mantiene continua a mantenere: in vita le promesse da marinaio dei politicanti..!

    Ad oggi perdono i terroni, ma domando per tutti gli appunti: i polentoni, quelli delle partite IVA e loro dipendenti, che punteggio avranno mo finita sta kax di partita del balun..???
    Dai, patrioti e contenti del vostro bel paesino di campagna: volete guardare in faccia la signora VERITA’ o ce la smeniamo tanto per andare avanti cosi’ in aeternum..?

    Sim sala bim dice Silvan per far sparire i CONIGLI dal suo cappello… stracolmo di conigli appunto. Per caso come nell’area polentona..?

  2. Un italiano indipendente mentalmente says:

    Era il 1984 e il cronista lombardo, anzi lumbard, viveva ancora l’illusione del Nord efficiente in cui tutti erano onesti.
    Ora, non può nemmeno consolarsi con la Cremonese.

  3. Un italiano indipendente mentalmente says:

    Expo? Tangentopoli a Milano? Vogliamo continuare?

  4. Un italiano indipendente mentalmente says:

    Sarebbe stato utile avere un filmato dell’episodio, perché, così, uno potrebbe pensare che siate prevenuti.
    Se i regolamenti prevedono la possibiulità di fare ricorso, ci sarà un motivo.
    Lo, so, avete fatto di tutto per cercare il video. Non ci siete riusciti, ma vi dò una mano
    https://www.youtube.com/watch?v=D8naYuBOLgE
    Non vi sembra strano che Nicolini cada di lato? Suvvia! Invece di dare addosso ai terroni, informatevi!
    Qui c’è anche il tabellino della gara, che riporta l’espulsione anche dell’ascolano.
    http://calcio-seriea.net/tabellini/1984/14873/

Lascia un Commento