Quando Lupi difese Incalza in Parlamento sulle grandi opere

di MAURIZIO LUPI, Ministro delle infrastrutture e dei trasportiNOTAV7
Signor Presidente, ringrazio anche l’onorevole Dell’Orco e gli altri colleghi parlamentari per avere posto la questione all’attenzione del Governo. Una brevissima premessa: è evidente che le recenti indagini e inchieste della magistratura in materia di appalti sulle grandi opere – al riguardo, il Governo ha dato una risposta immediata con il decreto-legge n.90 del 2014, con la costituzione dell’Autorità anti corruzione e con provvedimenti che sono già stati presi in materia di appalti per quanto riguarda la segnalazione all’Autorità anti corruzione delle varianti in corso d’opera – esigono una rafforzata e moltiplicata azione di vigilanza e di controllo da parte delle istituzioni dell’ente pubblico e, dall’altra parte, una grande radicale azione di semplificazione e di certezza delle norme, in modo che l’eccezione non diventi la regola.
Abbiamo affrontato prima, appunto, uno degli esempi in cui le procedure e la burocrazia portano poi al rallentamento nella realizzazione delle opere. Nel merito, invece, dell’interrogazione, che è stata riferita al Governo, in oggetto all’indagine condotta dalla procura di Venezia relativa alla realizzazione del Mose, l’ingegner Ercole Incalza non risulta indagato e non è mai stato sentito neppure come persona informata dei fatti. Più precisamente, come risulta da numerosi organi di stampa, i magistrati di Venezia hanno proceduto all’arresto di alcuni indagati, altri sono semplicemente iscritti nel registro degli indagati, ma non arrestati, altri soggetti hanno subito perquisizioni, pur non essendo indagati.
L’ingegner Incalza non appartiene a nessuna delle tre categorie indicate e viene qualificato tra i «sospetti», categoria sconosciuta all’ordinamento giuridico ed appartenente solo al linguaggio giornalistico. In ordine al conferimento dell’incarico all’ingegner Incalza alla guida della struttura tecnica di missione, devo far presente che il predetto ingegnere ha sostenuto, sempre con esito favorevole, ben tre concorsi pubblici per l’assegnazione di tale incarico. I concorrenti che hanno partecipato ai citati concorsi sono stati valutati da apposita commissione, composta negli anni da più membri, con giudizi inferiori rispetto a quelli dell’ingegner Incalza.
L’ingegner Incalza è stato effettivamente indagato in numerosi procedimenti, ma sempre prosciolto o archiviato, laddove la doverosa verifica del suo operato da parte del magistrato penale sia pervenuta a conclusione prima del termine previsto dalla legge per la dichiarazione di prescrizione del reato. In ordine al procedimento dinanzi alla procura di Firenze citato dall’interrogante, l’ingegner Incalza risulta effettivamente indagato per una doverosa verifica sul suo operato e del suo operato in ordine alla realizzazione della TAV di Firenze.
Per questo procedimento l’ingegner Incalza non è mai stato interrogato e non è neppure mai stato richiesto il suo rinvio a giudizio. Infine, anche con riferimento alla questione, per ultimo citata, sull’affare immobiliare, riportato da organi di stampa, l’ingegner Incalza non è mai stato indagato, non è mai stato sentito neppure come persona informata dei fatti e non è mai stato chiamato da alcun organo di polizia giudiziaria a fornire chiarimenti.L’ingegner Incalza, per la sua particolare competenza in materia di trasporti ed opere pubbliche, ha ricoperto, come ha sottolineato l’interrogante, da molti anni, importanti, e concludo, incarichi: responsabile del Piano generale dei trasporti del Paese, direttore generale del Ministero dei trasporti, amministratore delegato della TAV, responsabile, per l’Italia, per la definizione delle reti di trasporto comunitarie ed altro. In ragione della delicatezza delle funzioni a lui assegnate e della rilevantissima responsabilità ricoperta, è stato oggetto, come è stato detto, di numerose e doverose verifiche da parte dell’autorità giudiziaria, che non hanno mai rilevato, nel suo operato, non solo elementi di reato, ma neanche mere irregolarità amministrative”.

Camera dei deputati, luglio 2014

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