Quando la disinformaja diventa verità. Dai 5 Stelle passando per gli indipendentisti

grillo4di ENZO TRENTIN – Il filosofo ritiene che la verità non esista, il politico che non sia necessaria. Del resto come tutte le merci di valore, la verità è spesso contraffatta. Ed ecco allora che nel dicembre 2012, molti mezzi d’informazione riferirono del discorso di fine anno di Beppe Grillo: «Se non ci fossimo noi, ci sarebbe un’Alba Dorata anche in Italia». Traducendo dal politichese il discorso potrebbe suonare anche così: «Sì, sono il non-leader di un movimento un po’ eversivo, ma se non ci fossi io, arriverebbe qualcuno di molto peggio. Quindi potreste anche chiudere un occhio su certe cose. Anzi, una bella genuflessione di ringraziamento sarebbe gradita, perché se non ci fossimo noi, chissà cosa succederebbe».

Insomma, è il sistema partitocratico che s’inventa i suoi presunti anticorpi  (lo sono stati i radicali, Lega Nord, Italia dei Valori e tanti altri), ma che in realtà perpetua la filosofia del “Gattopardo”: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».

Nel paese di Arlecchino e Pulcinella non era la prima volta che si parlava della necessità di bilanciare la democrazia rappresentativa (che democrazia non è) con strumenti per l’esercizio della democrazia diretta, che nelle varie normative politico-amministrative sono presenti ancorché edulcorati. Ed ecco che dopo un lungo tempo di gestazione viene promosso dal M5s uno strumento definito di democrazia diretta; e la prima cosa che ci viene in mente sono le parole di Bertold Brecht: «Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente».

 

È di questi ultimi giorni il lancio di “Rousseau”, il sistema operativo del Movimento 5 Stelle [https://rousseau.movimento5stelle.it/] che vorrebbe essere uno strumento di democrazia diretta, appunto, ma come si dice chiaramente nel sito indicato dal link: “Solo gli iscritti al M5S possono accedere a Rousseau” e si specifica che: “I suoi obiettivi sono la gestione del M5S nelle sue varie componenti elettive (Parlamenti italiano e europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del M5S attraverso, ad esempio, la scrittura di leggi e il voto per la scelta delle liste elettorali o per dirimere posizioni all’interno del M5S”.

Ovvero, il cittadino comune, “l’uomo qualunque”, che non vuole aderire a formazioni politiche di sorta ne è escluso. Per quest’ultimo quindi, nessun esercizio di democrazia diretta; o sei con noi, ed allora fai come diciamo noi, oppure… picche!
Eppure diceva Erodoto: «La democrazia è fatta di tre cose: controllo dei governanti da parte dei governati, diffusione del potere, uguaglianza tra i cittadini»; ma ovviamente i governanti non amano alcun controllo, mentre i governati non conoscono nemmeno i propri diritti, imbesuiti come sono dalla dizinformacja distribuita a piene mani da mezzi d’informazione totalmente asserviti al potere.

Oggi tutti i politicanti sedicenti indipendentisti proclamano con coraggio le verità di ieri: vogliono l’autonomia ed il federalismo. Le verità di oggi, ovvero il desiderio d’indipendenza da uno Stato inefficiente e fallimentare, avranno il coraggio di proclamarla soltanto domani. È una cosa che fu ben descritta da Winston Churchill: «A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialza e continua per la sua strada».

Intanto a Bolzano gridano a chiare lettere: “Questa non è democrazia diretta“.
L’«Iniziativa per più democrazia – Initiative für mehr Demokratie» contesta decisamente l’utilizzo dei termini “democrazia diretta“ e “referendum” in riferimento alla consultazione del Commissario del comune di Bolzano sul cosiddetto progetto “Benko“. In effetti si è trattato di un plebiscito escogitato ad hoc. Chiedono a tutti i rappresentanti istituzionali e agli operatori dei media un utilizzo informato e corretto dei termini. E scrivono:

1.    Riteniamo irresponsabile voler determinare un intervento di tale portata e rilevanza urbanistica

  • nonostante sia già stata presa una decisione democraticamente legittimata da parte del Consiglio comunale con esito negativo;
  • tramite un Commissario pro tempore;
  • attraverso un plebiscito escogitato ad hoc;
  • un mese prima delle elezioni anticipate del Consiglio comunale.
  1. La forma e lo svolgimento della consultazione sono state liberamente escogitate dal Commissario. Le regole sono state stabilite arbitrariamente appositamente per tale occasione.
  • Per esempio è stato esteso l’accesso alla consultazione a pendolari auto-dichiarati e a minorenni a partire dai sedici anni;
  • Lo svolgimento stesso della consultazione è stato lasciato al semplice buon senso e alla buona volontà dei collaboratori e ha così riscontrato diverse manchevolezze come, per esempio, il mancato sigillamento delle urne e l’utilizzo di schede di voto non timbrate.
  1. I cittadini sono stati lasciati in balia per settimane a una martellante campagna pubblicitaria costruita professionalmente e resa possibile da un massiccio impegno finanziario da parte dell’investitore senza ricevere alcun aiuto per una formazione corretta sull’argomento da parte delle istituzioni con un’informazione comprensibile, chiara e neutrale. Al contrario è più adeguato parlare di una disinformazione da parte dell’amministrazione commissariata:
  • Il periodo necessario per una valida informazione e discussione per la formazione di un giudizio consapevole era limitato a poche settimane;
  • L’informazione era unilaterale e di parte. Il Commissario che ricopre una funzione super partes e rivolta a tutti i cittadini è stato del parere che la rappresentazione anche della posizione contraria non fosse compito dell’amministrazione.
  • Le serate di “informazione“ organizzate da parte del Comune sono state presentazioni tecniche pressoché incomprensibili e unilaterali di un gruppo di tecnici del Comune. Risposte e domande di fondo di carattere politico e urbanistico al centro della questione sono state totalmente eluse.
  1. Il quesito stesso è stato formulato in un linguaggio burocratico totalmente incomprensibile ignorando così le disposizioni contenute nello Statuto comunale stesso.
  2. L’effetto dell’esito della consultazione è stato stabilito dal Commissario in modo arbitrario: se vince il Sì, ha detto, porrà la firma per l’avvio del progetto dell’investitore, se vince il No la cosa non sarebbe stata più di sua competenza.

«Initiative für mehr Demokratie» si batte per ottenere istituti di democrazia diretta ben regolamentati e praticati correttamente. Non è disponibile alla manipolazione attraverso plebisciti arbitrari calati dall’alto. Ovvero: sembra che a Bolzano possano comandare i burocrati eletti da nessuno.

 

George Bernard Shaw sosteneva: «Tutte le grandi verità cominciano come bestemmie», e la nostra bestemmia è che uno Stato come quello italiano è diventato oramai insopportabile. Lo diventerà ancor di più se passeranno, con un referendum confermativo, le modifiche costituzionali recentemente deliberate dal Parlamento.

 

Ma un altro “grido di dolore” ci giunge dal mondo della produzione: «Cresce la tentazione di vendere le aziende» è il titolo di un’intervista fatta dei giorni scorsi da Marino Smiderle, per “Il Giornale di Vicenza”. E a rispondere alle domande è Giuseppe Zigliotto, da pochi giorni past president di Confindustria Vicenza.

 

Domanda: E le imprese vicentine come sono cambiate in questi quattro anni? Come hanno resistito, se hanno resistito?

Risposta: Ho visitato una media di due imprese al mese in questi anni e sono sempre meravigliato della grande capacità dei nostri imprenditori. Dall’ultima ricerca è emerso poi che anche nella classifica dell’evasione fiscale il Veneto è la seconda regione più virtuosa, dove si evade di meno. E pensare che una volta ci dipingevano come la terra degli evasori. Negli ultimi tempi, però, avverto una tendenza che mi preoccupa.

  1. – Quale tendenza?
  2. Una sensazione: tanti imprenditori hanno tenuto duro ma hanno perso l’entusiasmo e avverto in giro sempre più voglia di vendere. In questo panorama di tassi d’interesse negativi, dall’estero ci sono tante offerte di acquisto. E anche tra i vicentini aumenta l’intenzione o la tentazione di vendere.

 

Osserviamo noi che una volta distrutto il tessuto imprenditoriale – già ridotto di un terzo a causa della recessione economica – cosa ce ne faremo di una desolata landa veneta, ancorché  indipendente? Se gli indipendentisti non sapranno prefigurare presto, anzi prestissimo, un diverso assetto istituzionale quale precondizione all’autodeterminazione, non assolveranno al loro compito.

 

È necessario che essi prefigurino un nuovo “foedus”, per avere un “nesso di reciprocità” fra rappresentanti e rappresentati da configurarsi come un “contratto politico” o “di federazione”. Questo tipo di “contratto” ha per fondamento la quantità di potere decisionale che il popolo, essendo sovrano conferisce ai propri rappresentanti. Infatti col voto i cittadini riservano per sé la quantità maggiore di potere decisionale di fare, modificare o abrogare le leggi. Nessun mass-media, mai ha fatto il minimo accenno a queste semplici osservazioni che potrebbero essere la medicina in grado di guarire dalla peste nera del potere dei partiti, della burocrazia, delle mafie e della massoneria, incarnato in un Parlamento in balìa a veri e propri criminali sociali.

 

Non c’è un manuale per l’autodeterminazione. Non vi è nessuna guida passo-passo con istruzioni su come raggiungere l’indipendenza. In effetti la storia ci ha insegnato che, mentre le destinazioni sono simili, ogni percorso è diverso, ogni viaggio unico. Alla fine gli studiosi e i politici insisteranno all’infinito nel dibattito su come l’autodeterminazione è praticamente raggiunta. Ma per quelli di noi attivamente impegnati nella sua realizzazione, la questione non merita il dibattito, perché mentre loro stanno discutendo noi stiamo lavorando, e attraverso il lavoro scopriamo come raggiungere nella pratica l’autodeterminazione.

 

 

 

 

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One Comment

  1. caterina says:

    l’ultima Sua frase sintetizza a mio parere quello che Plebiscito.eu sta praticamente facendo ora… il resto, discussioni ipotesi progetti vanno bene per coloro che non sanno come andare oltre… la concretezza è di pochi…per fortuna esistono e continuano a lavorare perché l’indipendenza dichiarata e confermata diventi realtà.
    Altro di concreto non c’è in giro… ma anche a parlarne la gente sopravvive.

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