Quando la Cgil veneta chiedeva: rimpatriate gli stranieri che perdono lavoro

cgil2di GIULIO ARRIGHINI*– Sembrano passati anni luce quando, in tempo ancora di vacche grasse, ma a delocalizzazione già inoltrata, l’allora segretario provinciale della Cgil di Treviso Paolino Barbiero, proponeva di mandare via gli immigrati
che restavano senza lavoro: «Gli industriali mettano i soldi per incentivare il rimpatrio degli operai extracomunitari». Detta così, in una terra dichiaratamente per anni leghista, sembrava una dichiarazione di matrimonio col Carroccio.

Ma il problema, senza le bandiere dell’ideologia e degli schieramenti, c’era.    A Treviso, quando il Nordest era ancora un cavallo da corsa, a metà anni 2000 c’erano state 236 manifestazioni di stampo politico-sindacale. Le più famose avevano interessato la Zoppas, che
aveva asciato a casa centinaia di operai per andare a produrre nell’Europa dell’Est e alla De Longhi, che aveva annunciato il licenziamento di 650 dipendenti per andare a produrre il “pinguino” in Cina. Quasi metà di questi esuberi erano però immigrati, provenienti da 19 nazioni diverse. «Un lavoratore straniero che finisce in mobilità o in cassa integrazione – precisava Barbiero – è un costo per lo Stato».
Il ragionamento successivo era che queste aziende, che avevano chiesto la presenza di manodopera straniera perché necessaria, poi scoprivano  che delocalizzando la produzione, magari in Cina o in qualche altro paese asiatico, il costo si sarebbe ridotto
ancora di più. Ergo, tutti in Cina. Mentre in Italia restavano, e restano, capannoni vuoti e disoccupati. Non solo italiani, ma anche extracomunitari.

Oggi la Cgil fa una politica un po’ diversa. Dal sito del sindacato dedicato all’assistenza degli immigrati in Italia:

 

CENTRO LAVORATORI STRANIERI

Il Centro Lavoratori Stranieri CGIL è il luogo della CGIL al quale ogni straniero può rivolgersi per l’esercizio dei propri diritti civili, sociali e lavorativi.
Il Centro si occupa inoltre di rivendicare nei confronti del Governo politiche di integrazione tese ad ottenere pari diritti e pari dignità per tutti, a partire dalla cancellazione della Bossi-Fini e del “Pacchetto Sicurezza”
Cosa puoi trovare nel nostro centro:
Un primo punto di accoglienza in grado di indicare allo straniero come muoversi per esercitare i propri diritti
Informazioni e consulenze su: cittadinanza, permessi di soggiorno, visti di ingresso, ricongiungimenti familiari, corsi di lingua italiana
Accoglienza e organizzazione della risposta per vertenze di lavoro e per la difesa dei diritti sindacali, consulenza legale
Assistenza e aiuto per i singoli problemi inerenti permesso di soggiorno e ricongiungimento familiare.
Aiuto nella richiesta di asilo politico in collaborazione con il C.I.R. (Consiglio Italiano Rifugiati)

In collaborazione con il patronato INCA : compilazione delle domande di rilascio e di rinnovo dei permessi di soggiorno e di ricongiungimento familiare.

E’ attivo il servizio per la CONSULENZA e l’aiuto all’ l’INVIO della domanda di cittadinanza.

 

Cambiano i tempi. Dalla richiesta di un biglietto di sola andata al servizio completo per far arrivare parenti e nipoti.

 

*Segretario Indipendenza Lombarda

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1 Commento

  1. renato says:

    Chissà per quale strano gioco del destino la CGIL abbia avuto quella iniziale presa di posizione: encomiabile e più che degna di immediata e favorevole considerazione da parte di chi era contrario all’invasione. Purtroppo fu bocciata dai vertici politici che avevano altre mire. Di lì il cambio di direzione in ossequio al padrone. I sindacati sono uno dei poteri dello stato e la loro influenza nello svolgimento della vita quotidiana maggiore di governo e parlamento.

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